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L’Appunto

(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Infantino esce allo scoperto e ci tiene a puntualizzare i motivi per far disputare ogni due anni il mondiale. Che però rischia di diventare un evento inflazionato, ammorbante, stressato e stressante per chi lo fa e lo segue.

Stefano Impallomeni

"La reputazione di un evento dipende dalla sua qualità e non dalla sua frequenza". Così Gianni Infantino, presidente della FIFA, si esprime sulla possibilità di far disputare il mondiale di calcio ogni due anni. Anche perché aggiunge: "ogni anno c’è il Super Bowl, Wimbledon o la Champions League e tutti attendono emozionati l’evento". E ancora: "molti critici dicono che sarebbe dannoso, ma gli studi della FIFA riportano che non diminuirebbe la magia del torneo". Infantino, insomma, esce allo scoperto, magicamente, e con premura ci tiene a puntualizzare i motivi del perché far disputare ogni due anni il mondiale sarebbe una trovata universale, da applausi.

In attesa di sviluppi, brevi perplessità. Non crediamo sia la soluzione migliore e non reputiamo che rappresenti un'istanza inderogabile, con tutti i problemi che il calcio ha dimostrato di avere, tra conflitti di interesse, poteri vari e una calendarizzazione degli impegni selvaggia in cui boccheggerebbe addirittura un calciatore robot. L'era del Covid sembra destabilizzarci più che unirci nella ricerca del possibile consentito. Siamo a strafavore del progresso, dei cambiamenti, dei miglioramenti, ma soprattutto al fianco di un mantenimento di una certa tradizione. Cerchiamo di capire chi siamo e perché amiamo il calcio, perseguendo l'obiettivo comune di proteggere una storia che appartiene a ognuno di noi. Comprendiamo la crisi, la necessità di fare cassa con mega sponsor etc, etc, ma che si cerchino altri modi, senza aggiungere altro, visto che anche la UEFA non sta a guardare, dopo aver caldeggiato nuove riforme e sdoganato competizioni in più.

Un mondiale ogni due anni, più che magico, rischia di essere un evento inflazionato, ammorbante, stressato e stressante per chi lo fa e per chi lo segue. Giocare tanto e spesso non è sinonimo di qualità. La proposta di Infantino non sembra convincere e non piace neanche a chi, come Marcello Lippi, un mondiale l'ha già vinto. "C'è già una competizione importante ogni 2 anni, in alternanza Mondiale ed Europeo con la Coppa America. Come può essere seria una discussione di questo tipo?".