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L’Appunto

MILAN, ITALY - JANUARY 12: Players of FC Internazionale celebrate after Alexis Sanchez scored a last second winning goal during the Italian Super Cup match between FC Internazionale and Juventus at Stadio Giuseppe Meazza on January 12, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Sanchez, il "leone in gabbia", segna la differenza in Supercoppa. La squadra di Inzaghi, questa volta più fortunato che bravo, è superiore a questa Juventus, che però avrebbe meritato un finale diverso, meno traumatico.

Stefano Impallomeni

Inzaghi è un allenatore molto bravo e fortunato. Darmian e Sanchez, subentrati a Dumfries e Dzeko, gli consegnano il primo trofeo della sua avventura nerazzurra all'ultima giocata disponibile. Sanchez a fine partita esplode e attacca rivendicando attenzioni. "Sono un leone in gabbia, più gioco e più mi sento meglio, ma rispetto le decisioni del mister". Scheggia impazzita ed euforica, perché nell'intervista post partita la dice tutta, citando anche Conte. "Mi diceva sempre: nessuno è come te, ti faccio entrare spesso a 20 minuti dalla fine, perché fai la differenza".

Sanchez dichiara di essere un mostro, eppure fino a quel momento i dubbi sulle scelte di Inzaghi, i suoi cambi soprattutto, non avevano sortito effetti speciali. Tutt'altro, perché dopo le uscite di Lautaro Martinez, Dzeko (sebbene ammonito) e Barella a un quarto d'ora dalla fine dei tempi regolamentari, l'Inter non è stata più l'Inter, diventando una squadra più normale, non dominante, meno sicura, poco profonda e sterile nel fraseggio e in profondità. In sintesi: meno metri in avanti, con qualche apprensione e fatica di troppo, imbottigliata in un andamento lento abbastanza pericoloso. Poi, il fulmineo Sanchez, al minuto 120, elegge la differenza. Con il cileno a raccogliere l'episodio, il jolly da prendere consegnatogli da uno stop di petto improvvido di Alex Sandro, forse questa sì, la vera causa del trionfo nerazzurro. Intendiamoci, l'Inter è fortissima e Sanchez un utilissimo ricambio, ma l'errore del brasiliano è decisivo. La squadra di Inzaghi, questa volta appunto più fortunato che bravo, è superiore a questa Juventus, ma questa Juventus avrebbe meritato un finale diverso, meno traumatico.

Gloria all'Inter e onore ai vinti. L'episodio del gol di Sanchez è la fotografia della stagione bianconera. Non c'è più la tensione automatica dei vecchi tempi ma molta precarietà mentale, oltre i limiti che conosciamo. Il mercato di gennaio non è mai una sessione che ti cambia la vita, ma questa Juventus, senza perlopiù Chiesa, ha bisogno di almeno un bomber, un difensore esperto e un centrocampista di spessore, altrimenti sarà difficile avere continuità, perché il solo orgoglio ti illude, a ripetizione. Ha ragione Allegri. Il calcio sembra l'abbia inventato il Diavolo, ma a questa Juventus servono i mostri veri per tornare a far paura agli avversari come in passato.