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L’Appunto

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Di Stefano Impallomeni. La Juventus saluta la Champions con una sconfitta a Lisbona, resa meno pesante solo da una reazione d'orgoglio e dall'ingresso dei giovani. Il Milan vince nettamente a Zagabria e vede avvicinarsi gli ottavi di finale.

Stefano Impallomeni

Fuori dalla Champions e da un'agonia straziante. Fuori dalla fase a gironi, un fatto che non accadeva dalla stagione 2013-14 e che con Allegri in passato non era mai successo. C'è sempre una prima volta. Per lui e per i giovani.  Dopo la vergogna di Haifa, almeno questa volta eccolo, verso la fine, un pochino d'orgoglio abbastanza disperato nel caos, evitando un pericoloso cappotto.

Le giovani speranze bianconere

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Situazione in stand by e ancora molto lavoro da fare, perché la Juventus è una squadra che deve pensare di ricostruirsi un'identità e un equilibrio, ripartendo dalle cose elementari. Le due facce mostrate raccontano un paradosso e forse nascondono cose che non conosciamo a fondo, oltre una crisi tecnica netta. Escono i big, entrano i giovani e si gioca senza responsabilità. Non un dettaglio da poco. La reazione nervosa, complice il rilassamento del Benfica, regala la scena a Iling-Junior che sforna assist e vivacità. È la nota positiva da salvare a Lisbona, dove si soffre terribilmente e si sfiora l'imbarcata. Oggi è il turno del ragazzo inglese (2003) strappato al Chelsea e di Soule, ieri di Miretti e domani chissà chi sarà il prossimo fortunato. La Juventus è però un'altra storia, sebbene sia importantissimo crescere e dare fiducia ai giovani.

Una Champions disastrosa

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I problemi sono vari, milioni di milioni. I bianconeri sono assediati anche da questioni extra campo e occorre essere forti e sereni nel dare un senso a questa stagione che sembra clamorosamente compromessa. Resta un'Europa League da raggiungere e da onorare e un riscatto in campionato da compiere. Già, ma senza euforia immotivata, perché il disagio è grave quanto il ritardo di un rendimento inatteso. I tifosi sono allo stremo, sprofondati nella desolazione. Allegri si dovrà fare due domande per darsi almeno una risposta convincente. E per capire come uscirne definitivamente e non annunciando prima del previsto l'agonia di una squadra che assomiglia sempre di più a un cavallo bizzoso, difficile da montare e da guidare. La Champions League è stato un vero disastro. La Juventus ha perso quattro partite su cinque disputate. Veramente una delusione essere aggrappati alla migliore differenza con il Maccabi Haifa. È stata un'amarezza continua: con e senz'altro a disposizione. Ci sono flebili attenuanti e nessuna certezza. I crediti di riconoscenza sembrano ai titoli di coda.

Al Milan funziona tutto

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A Zagabria, invece, l'altra faccia della medaglia che è rossonera. Milan a un passo dagli ottavi. All'ultima giornata contro il Salisburgo a San Siro basterà non perdere. Contro la Dinamo poker senza fatica e con un grappolo di occasioni mancate. Pioli è eccezionale. Senza molti titolari il Milan non disperde mai compattezza e velocità. E soprattutto la sua forza infinita. C'è il solito Leao che imperversa, c'è lo zampino internazionale di Giroud e la testa di Gabbia al suo primo gol con la maglia del Milan. De Ketelaere si farà e farà vedere di più il suo talento. Tempo al tempo. Funziona tutto al Milan anche quando gli infortuni lascerebbero pensare il contrario. Ora tocca all'Inter tagliare il traguardo degli ottavi. Con il Viktoria Plzen serve vincere. Per il Napoli, già qualificato e dominatore del suo girone, passerella al San Paolo contro i Glasgow Rangers. Portare tre squadre italiane su quattro alla fase successiva della Champions sarebbe un bel biglietto da visita. Non buttiamoci giù.