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L’Appunto

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Di Stefano Impallomeni. Il quarto posto è un significativo punto di ripartenza nelle ambizioni della Roma. La Viola non riesce più a sbocciare in campionato, il gol si rivela una specie di maledizione.

Stefano Impallomeni

Spunta la Roma dal gruppetto ed eccola quarta in classifica da sola, in piena zona Champions. Decide il rigore trasformato da Pellegrini, il migliore in campo, che dal 2017/2018 ha sempre partecipato ad almeno 5 gol in Serie A (una rete e quattro assist in questo campionato). Tra i giocatori del suo ruolo, solo Zielinski e Milinkovic-Savic ci sono riusciti in 6 stagioni nel periodo. Numeri chiari che spiegano il valore di un calciatore indispensabile per Mou e punto di riferimento essenziale della squadra. Il suo gol è sufficiente per battere la Sampdoria e operare il doppio sorpasso ai danni di Lazio e Udinese. Tanta roba in questi tempi compressi tra Europa e campionato.

Punti pesanti

I tre punti sono pesanti e rappresentano la quintessenza del fine strategico di Mourinho. Vigile attesa per prendersi il possesso palla, pressing anche alto, sistematico sui riferimenti avversari e giocare per vincere senza perdere di vista la fase difensiva complessiva che migliora rispetto alle ultime uscite. Non interessa tanto il bello quanto il modo di stare insieme, vicini, facendo i passi giusti e riducendo gli errori tecnici. La Roma, senza Dybala, ritrova la compattezza che predilige e questa volta si esalta nei duelli individuali e nel recupero delle seconde palle. La difesa torna armonica con un super Smalling. Poi le occasioni in avanti da sfruttare che, a dire il vero, sono di meno e spesso buttate via. La coppia Abraham-Belotti ha ancora bisogno di affiatamento, ma se non altro è una variante da considerare. Bene, non benissimo. Camara si inserisce nel centrocampo dal primo minuto senza strafare e coprendo le zone di pertinenza con diligenza. Utile, ma non ancora indispensabile. La Roma è ancora una squadra che aspetta il suo salto di qualità definitivo. Con o senza Dybala vive sempre su un equilibrio sottile spostando negli episodi il suo destino. Episodi che se sfrutta bene può portarseli fino in fondo alla partita. E questa è una forza non indifferente. Il quarto posto è un significativo punto di ripartenza nelle ambizioni. Ora, domenica, contro il Napoli per compiere una vera impresa, perché vista la capolista in questo momento, di questo si tratterebbe.

La Viola non sboccia in campionato

La Viola non riesce più a sbocciare in campionato. A Lecce pareggia e galleggia in una classifica inimmaginabile all'inizio di stagione. Prova a vincerla, ma il gol si rivela una specie di maledizione. Jovic abbandona per infortunio, Cabral per lotte faticose senza costrutto e Kouamé ci mette una pezza. Le ali svolazzano qua e là, ma siamo alla recessione delle realizzazioni. Soltanto 8 reti all'attivo. Come il Torino. Di peggio in giro c'è soltanto la Samp, ultima in classifica. Siamo di fronte a qualcosa di inspiegabile, al netto delle capacità degli attaccanti. Non c'è giustizia tra quanto si produce e quanto si riesce a capitalizzare. Italiano ha responsabilità limitate rispetto a quel che vuole proporre. C'è un calcio sociale, offensivo, proiettato verso il futuro, ma alla resa dei conti esiste il capitalismo delle occasioni create e non quello dei gol. E se nel calcio non segni non vai tanto lontano. Questo il vero, unico, immane e insoluto problema della Fiorentina. La situazione è seria, ma non grave.