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L’Appunto

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Di Stefano Impallomeni. Saremo pure fuori dal mondo, ma in Europa ci stiamo più che bene. Altra Final Four di Nations League centrata, la seconda consecutiva, oltre l'Europeo vinto. A Budapest è azzurro vivo.

Stefano Impallomeni

Saremo pure fuori dal mondo, ma in Europa ci stiamo più che bene. Altra Final Four di Nations League centrata, la seconda consecutiva, oltre l'Europeo vinto. A Budapest è azzurro vivo. Grande partita giocata per vincerla, come succedeva spesso prima della ferita mondiale. Ancora Raspadori, poi Dimarco al suo primo acuto in nazionale e le manone di Donnarumma rendono onore a un'Italia ritrovata nello spirito e nella voglia di divertirsi.

È tornata la voglia di lottare

Non era facile ricreare l'autostima e l'atmosfera passata, senza tanti assenti e con ambizioni nuove. Siamo a un nuovo punto di partenza, che nasce da un orgoglio collettivo dopo la gigantesca delusione e da una reazione quasi meccanica, voluta e, a tratti, di ottimo livello tecnico. Il gioco, anche quello, è cambiato. Meno palleggio e maggiore pressione, con ricerca della verticalità, di una profondità importante, rapida ed essenziale. Vedere Mancini sgolarsi con i suoi perché non contento degli ultimi venti minuti di partita disputati con l'Ungheria è il sintomo di una rinascita che fa ben sperare. È tornata la voglia di lottare e di tracciare un destino migliore per il CT e di conseguenza per tutti. Ci sarà tempo per capire cosa saremo effettivamente, anche se ci perderemo a novembre e dicembre la competizione che tutti avremmo voluto vivere insieme.

Il nuovo sentiero da percorrere

Da qui, da questa rabbia per aver mancato l'obiettivo, il rilancio. Gli azzurri pian piano si stanno ricompattando. Abbiamo sbandato, e di brutto, in mezzo a una superficialità di calcoli e valori, ma ora ci stiamo ritrovando, senza titolari, i più esperti, e ci stiamo risollevando con quello spirito di gruppo che ci aveva fatto sognare e poi gioire nel luglio dello scorso anno. Siamo una nazionale tosta, se vogliamo. Possiamo giocarcela contro chiunque, se pensiamo di essere concentrati, umili e uniti. Battere Inghilterra e Ungheria in quattro giorni, senza subire una rete, non era così semplice e preventivabile. È questo il nuovo sentiero da percorrere. Riscattarsi ad oltranza con questa responsabilità e continuità. Senza smarrirsi, con un po' di buona sorte al fianco e con chi ha voglia veramente di esserci, di vestire sempre l'azzurro.