Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

il post

L’Appunto

L’Appunto - immagine 1
Di Stefano Impallomeni. A Torino è caos, ma anche negli altri campi il VAR non fa certo una bella figura. Non ci sono complotti, per carità, ma continuano gli errori marchiani e inspiegabili. E certi episodi pesano. Con tutti, o quasi,...

Stefano Impallomeni

L'incredibile coda di Juventus-Salernitana è la scena madre di un nuovo capitolo che riapre con forza il dibattito. Non tanto per le consuete difficoltà della squadra di Allegri che, al netto di assenze e cronica discontinuità di ritmo e personalità, non riesce a garantirsi punti sulla carta abbordabili, quanto per l'arbitraggio, rivelatosi molto discutibile come tanti altri. E nell'era Var accade da almeno tre anni a questa parte.

Le polemiche di Juventus-Salernitana

Ma veniamo all'Allianz Stadium. Oltre la gestione degli episodi, la direzione di gara non convince per l'intera partita e alla fine del recupero, quando la Juventus ribalta clamorosamente il risultato da 0-2 a 3-2 grazie a un colpo di testa di Milik, richiamato dal Var, arriva l'annullamento di una vittoria bianconera insperata per la posizione in fuorigioco di Bonucci considerata attiva. E oltre al regolamento non rispettato o quantomeno non meglio interpretato (articolo 11, pagina 85) Bonucci pur essendo in fuorigioco non avrebbe impattato sull'azione…), a match abbondantemente finito spunta anche un frame in cui Candreva sembra tenere in gioco il difensore bianconero. Immagini che evidentemente chi doveva decidere dell'annullamento non ha avuto a disposizione, oppure non ha per nulla valutato. Risultato degli addendi, polemiche a non finire fuori dal campo, mentre sul terreno di gioco ci sono cinque minuti finali di fuoco per Juventus e Salernitana, che sfociano in una rissa da saloon western in cui non era facile mantenere i nervi saldi e dove volano rossi come coriandoli. Una brutta immagine, non v'è dubbio, ma tant'è. Ci chiediamo dove e come vogliamo portare avanti il nostro amato calcio, perché così non va bene. E perché il protagonismo non paga mai e il buon senso sempre, specialmente alla distanza. Crediamo che non ci sia grande serenità e non capiamo perché manchi, visto il supporto tecnico che gli arbitri hanno a disposizione. Sono in 4 sul campo e altri al Var a seguire la partita e le sviste aumentano invece di diminuire. Sbagliare è umano ma ignorare il progresso è peggio. Anche la categoria soffre del ricambio generazionale.

Tutti o quasi insoddisfatti

Il primo in assoluto a denunciare la questione fu Mourinho, seguito da Gasperini. Ora gli iscritti alle recriminazioni arbitrali sono aumentati. Sarri nel post partita di Lazio-Napoli nella scorsa settimana. Sabato tocca a Giampaolo, poi eccoci alla domenica. A Torino il fattaccio della giornata. Allegri non ne parla. A Bologna e Lecce altri episodi in cui non si riesce a capire bene perché non sia intervenuto il Var o perché si sia arbitrato così male. E lì i dirigenti e allenatori si fanno sentire. Non ci sono complotti, per carità, ma continuano gli errori marchiani e inspiegabili. E certi episodi pesano. Con tutti, o quasi, insoddisfatti. Siamo appena alla sesta giornata e l'eco delle proteste si allarga in ogni dove. La tecnologia c'è ma si utilizza o non si utilizza a seconda di chi dirige o di chi sta dietro chi dirige. Sta diventando una specie di tagliola random, che può danneggiare o avvantaggiare senza tanto filtro e senza, appunto, il buon senso, il vero alleato da non tradire mai: oltre l'errore, oltre i ruoli, oltre il regolamento. Il calcio ha regole non scritte sacre da rispettare e un suo equilibrio nella percezione di una decisione giusta o sbagliata da prendere. Non roviniamolo in una sorta di talent show, con esecuzioni social che non hanno ragione di esistere. Non avremmo più voluto tornare sull'argomento nostro malgrado. Ma, a turno, non ce n'è uno che è contento. Com'è mai possibile?