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Kjaer, l’anticipo perfetto del tempo

COPENHAGEN, DENMARK - JUNE 12: Simon Kjaer of Denmark in action during the UEFA Euro 2020 Championship Group B match between Denmark and Finland on June 12, 2021 in Copenhagen, Denmark. (Photo by Stuart Franklin/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Kjaer, il capitano freddo e caldo, come la sua Danimarca, ha già vinto per distacco, perché non ci sono altre sfide degne di nota, se non quella che racconta la salvezza e la difesa di una vita.

Stefano Impallomeni

Sono passate delle ore, appena due giorni, ma ancora ci pensiamo, perché la vicenda di Eriksen ci ha travolti e coinvolti, senza limitazione alcuna. La botta, la disperazione e poi di colpo la riemersione alla luce. Tutto in poco tempo, quello che è bastato per compiere l'impresa.

Un'impresa che alla fine diventa una storia a lieto fine, dopo il buio e dopo mille perché ancora non del tutto saputi. Il fatto è singolare, molto clamoroso, da risvolti epici, quasi paranormali. Morire e rivivere, così, rapidamente, ci ha fatto capire il senso di una vulnerabilità non sempre considerata. Per questo e visto l'esito, la Danimarca e il suo capitano hanno già vinto il loro Europeo.

In questa storia abbiamo visto qualcosa di straordinario, al limite del miracolo in cui ogni istante, ogni scelta è stata perfetta, fatta col tempo giusto. A Copenaghen, sabato scorso, il dramma si trasforma fortunatamente in un bruttissimo stop, ma quanta paura. L'angoscia si concentra in pochi attimi, con i demoni della tragedia che ballano per poco, frullati via da interventi tempestivi di uomini veri e angeli prodigiosi. Kjaer e i medici, i compagni di squadra, gli avversari, i tifosi di Danimarca e Finlandia a urlare il nome allo stadio sono stati una cosa unica. A ognuno un ruolo, con la voglia di farcela insieme. Il pronostico cambia velocemente e il risultato è un pieno di energia contro l'avverso, una ola di preghiere convinta e compatta, con immagini varie lì a raccontarci l'attesa per un ritorno immediato alla vita.

Lunghissimi minuti, attimi colti, pianti di gioia e tanta commozione. Eriksen si salva. Non ci sono dubbi: la sua vicenda ci scuote, tagliandoci il respiro e piegandoci le gambe, ma poi alla fine esultiamo tutti. È una vittoria netta, globale, meritata in cui ognuno di noi ha voluto dedicare un pensiero e in cui è legittimo festeggiare, visto come poteva andare. Christian Eriksen ritorna alla vita non a caso, dopo attimi terribili e angoscianti con Kjaer, il capitano dell'anima, che contribuisce a cambiare un destino impossibile da cambiare. Il suo soccorso e quello dei medici provvidenziali. Dalla morte alla vita, in una manciata di secondi, con una squadra in cerchio a cingere e proteggere Eriksen, sostenuto in quei momenti dai tifosi di tutto il mondo. Il commovente abbraccio di Kjaer alla moglie di Eriksen, la disperazione di chi stava in campo, il protocollo che vince la tragedia.

 COPENHAGEN, DENMARK - JUNE 12: Sabrina Kvist Jensen, Girlfriend of Christian Eriksen (Not pictured) of Denmark looks dejected as she is consoled by Simon Kjaer of Denmark whilst Christian Eriksen receives medical treatment during the UEFA Euro 2020 Championship Group B match between Denmark and Finland on June 12, 2021 in Copenhagen, Denmark. (Photo by Stuart Franklin/Getty Images)

Un pronto soccorso dello spirito collettivo ha saputo vincere di goleada. Chissà, forse un giorno ce la faremo. Ce la faremo a non perdere tempo per polemizzare su ogni dramma che capiti. La vivisezione dei fatti, di quello che si sarebbe dovuto fare o non fare, non hanno e non possono avere il tempo della comprensione in vicende simili. La storia di Eriksen è una storia di angeli e uomini. Già uomini, come Kjaer, vero protagonista assoluto di questo europeo e suo inseparabile amico nella vita. Si dice, il caso è Dio, ma in questa storia è stato Kjaer il caso. L'uomo che fa la differenza e che indica ai medici la via d'uscita verso la rinascita, dopo il suo primo soccorso utile e salvifico nell'impedire ad Eriksen di ingoiarsi la lingua. E' l'anticipo perfetto di un leader che capovolge il destino di un amico. L'anticipo perfetto del tempo giusto. Lui, Kjaer, il capitano freddo e caldo, come la sua Danimarca, ha già vinto per distacco, perché non ci sono altre sfide degne di nota, se non quella che racconta la salvezza e la difesa di una vita.