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Il Pallone non è più d’Oro

(Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. La non assegnazione del Pallone d'Oro 2020 non è un fatto normale, ma una delle ultime e tristi conseguenze che ci consegna il Covid-19, nell'anno più sbilenco e terribile che la storia del calcio (e non solo) ricordi....

Stefano Impallomeni

"Senza Re per la prima volta dal 1956. Inimmaginabile, ma purtroppo tutto vero. Il Pallone d'Oro 2020, in attesa di una normalità che sembra essersi definitivamente smarrita, non verrà assegnato. È questa una delle ultime e tristi conseguenze che ci consegna il Covid-19, nell'anno più sbilenco e terribile che la storia del calcio (e non solo) ricordi. La decisione è annunciata da Pascal Ferré, caporedattore di France Football, dopo la pandemia esplosa in ogni parte del pianeta. "Questa scelta non ci incanta, ma mira a proteggere la credibilità del premio". Messi, l'ultimo a conquistarlo, resterà in carica fino a nuove scelte. Rispetto alle edizioni precedenti, a fine anno verrà nominato l'undici migliore della storia. 

"CALCIO SINTETICO - Parole concise, nessun torto per chi si è fermato e per chi no e giù il sipario con parabola inevitabile e desolazione infinita grazie al Covid 19, che continua la sua inesorabile corsa di annientamento. È una notizia che deve far riflettere a fondo. Stiamo sempre di più abituandoci a un calcio senza pubblico negli stadi, a restrizioni forti, a rinunce, a gare secche, a stravolgimenti di ogni competizione pur di render vivo il tutto: come se fosse normale vedere partite a porte chiuse, senza tifosi, senza pathos. Qui di accettabile c'è ben poco. E l'eccezionalità del momento sta diventando abitudine, sta delineando una nuova realtà, si sta cronicizzando, sta formando il presente. Il risultato? È un calcio sintetico, lontano dalla passione, precario, a tempo, pressato da un'impotenza senza precedenti di immaginarne un altro.

"PALLONE SVILITO - Il Pallone d'Oro per una volta, la prima volta in assoluto, resta lì, nell'immaginario collettivo, sospeso in un vuoto che sa emettere soltanto echi sordi e indistinti. La non assegnazione del Pallone d'Oro 2020 non è un fatto normale, una notizia piacevole, perché il calcio dichiara ogni giorno di più la sua resistenza contro un Covid-19 che detta l'agenda degli eventi in maniera implacabile. Immaginiamo il ritorno al passato, ma non sappiamo se tornerà, nè se ci sarà un nuovo futuro. Immaginiamo, oramai, e basta, impossibile fare altro, tanto altro. È per ora un pallone immaginario, chissà quanto veramente malato, ma sicuramente svilito e avvilito. Speriamo in tempi migliori e facciamo attenzione, perché ad abituarsi a tutto è un attimo. E noi a questo calcio non vogliamo abituarci. Non ci piace, neanche un po'.