Il buono, il brutto e il cattivo del campionato

Di Stefano Impallomeni. È derby scudetto, CR7 è il solito marziano, Roma, Atalanta e Napoli, tenori da Champions. Gasp-Papu, è l’ora della strategia. Allarme Lazio, Vidal fa arrabbiare Conte e Osimhen delude Gattuso.

di Stefano Impallomeni

BUONO

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

È un derby scudetto entusiasmante, che va avanti colpo su colpo, vittoria su vittoria, senza sosta, ad alta intensità. L’Inter, nelle ultime sei giornate, fa meglio, bottino pieno con 18 punti, ma non basta per il sorpasso nei confronti di un Milan che lotta e governa con autorevolezza impressionante. Pioli ha perfezionato la sua impronta, dopo aver convissuto con l’Ibra-dipendenza che ha avuto il merito di accendere i sogni e saputo avviare una nuova mentalità. È un passo significativo verso un altro campionato, sebbene le prossime due partite, Juve e Torino, non siano così facili da vincere. Senza lo svedese non è la stessa cosa, ma la squadra rafforza la sua autostima migliorando in combattività. Fase di ultra sviluppo: rossoneri catapultati in uno stato di esaltazione davvero inatteso e proficuo. A Benevento anche in inferiorità numerica resta la famelica voglia di stupire. Magic Moment e fluido rossonero infinito. Oltre Ibra c’è di più. Leaones. Incantesimo.

Conte ritrova il Toro Lautaro, tripletta, e rischia di perdere Lukaku per infortunio. È il doppio risvolto della vendemmiata del gol sul Crotone in cui non sono mancate le distrazioni. Ma si vince a rullo e le risorse sono infinite. Allo Stadio Olimpico contro la Roma, la tappa di montagna per capire non tutto ma abbastanza sulla caccia al titolo. Mezzogiorno di fuoco.

(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Nella prima dell’anno oltre Lautaro Martinez sul podio ci vanno Zielinski, Dzeko e Zapata che timbrano le vittorie di Napoli, Roma e Atalanta. Tenori da Champions.

Fuori categoria e fuori target il solito ineffabile CR7, che riscalda una Juventus in ripresa. Il portoghese è quasi tutto, capocannoniere del campionato (14 reti), ma soprattutto contro l’Udinese, doppietta e super assist, centrato il traguardo delle 20 reti messe a segno tra club e nazionale per la quindicesima stagione consecutiva. Un marziano a Torino.

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

E a proposito di Torino, paga la pazienza di Cairo con Giampaolo e tris calato a Parma. Resurrezione granata.

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