Il buono, il brutto e il cattivo del campionato

Di Stefano Impallomeni. Lampi di Juventus, Milan in pole, SuperPippo Stregone. La Roma si butta via, il Napoli frena e Ringhio…ringhia. Caso Papu, Gasp si arrabbia, a Genova è Ballardini quater.

di Stefano Impallomeni

BUONO

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Primi abbagli di Juventus a Parma. Pirlo aveva intravisto qualche sana e virtuosa via d’uscita alla serie importante di pareggi. Ottima tenuta, squadra compatta e quattro reti nella stessa partita su azione, che non si registravano dal febbraio 2018 (7-0 contro il Sassuolo). CR7 capocannoniere. Doppietta da re incontrastato per una vittoria che appare una vera e propria ripartenza. La Juventus, però, è ancora nei piedi e nella testa del portoghese. La qualità esce fuori quando si uniscono voglia, grinta e personalità. CR7 esempio da seguire. Famelico.

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il Milan non muore mai. Senza Ibra. Senza Bennacer. Senza Kjaer e con Leao, suo il nuovo record del gol più veloce della Serie A (6 secondi). È un Milan senza sosta, in piena autostima, che sa vincere anche la stanchezza e che canta in pullman dopo la vittoria contro il Sassuolo. Entusiasmo contagioso. Unione eccellente nel gruppo. Pioli super amministratore di energie, ma attenzione a mercoledì contro la Lazio. Strada tortuosa, guidare con cautela. Pole rossonera.

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Nove punti nelle ultime sei partite e pari con Juventus e Lazio. È il Benevento di Pippo Inzaghi, che si toglie la soddisfazione di smentire le Cassandre che lo volevano già retrocesso. Stregone.

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