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Il buono, il brutto e il cattivo del campionato

Stefano Impallomeni

 (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

"Sempre meno reti che arrivano da punizioni dirette, quelle dal limite dell'area, per intenderci. Segnare dal limite è diventata una vera rarità in campionato. L'ultima punizione è stata messa a segno da Eriksen in Coppa Italia, quella che ha firmato la vittoria nel derby ai titoli di coda. In campionato, insomma, una valle di lacrime, segno evidente dei tempi che cambiano. L'arte degli specialisti, dei tocchi d'autore, è in via di estinzione, buona per i collezionisti. Il potere dei corridoi (fasce laterali) vince su quello centrale. La via del gol arriva dall'esterno del campo. Trasformazione.

 (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

"Non c'è molto di cattivo in Prandelli e Gasperini, ma appellarsi ad altro nei post partita e non accettare fino in fondo il risultato del campo non è il massimo. Le distrazioni e le stanchezze sono altrove. La Fiorentina ha un buon organico, inversamente proporzionale alla sua classifica e l'Atalanta può fare molto di più di quel che ha fatto vedere contro il Torino. Cavilli.

 (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

"Il tracollo del Cagliari, che non riesce a vincere da inizio novembre, ha del misterioso. Squadra nei valori che vale molto di più del terzultimo posto in classifica. Situazione difficile, perché ora c'è spazio soltanto per la speranza e non si pensa più a immaginare una vittoria, scendendo in campo badando a difendere e basta, con evidente paura di perdere. Di Francesco capovolge se stesso e le sue idee. Il piano B del Casteddu non convince. Riflessione

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