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Don’t Cross The Boss – Mourinho e l’elogio delle cose semplici: marcatura a uomo e fiducia nei suoi uomini

ROME, ITALY - MARCH 20: AS Roma coach Josè Mourinho during the Serie A match between AS Roma and SS Lazio at Stadio Olimpico on March 20, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

Il risultato del derby della Capitale è un KO tecnico già al minuto 40, con la Lazio che forse non avrebbe segnato neanche giocando un altro tempo. E sembra casuale, ma le mosse dello Special One hanno pagato tutte e con gli interessi.

Francesco Cavallini

Quando Josè Mourinho ha visto il primo pallone giocato nel derby della Capitale, con tutta probabilità avrà fatto uno dei suoi classici sorrisi. Il piano avrebbe funzionato (sempre ammesso che i calciatori facessero quanto chiesto loro). La prima azione della Lazio di Sarri è stata presa...dal playbook di Simone Inzaghi: lancio lungo per la sponda di Milinkovic-Savic. Mourinho se lo aspettava e infatti su di lui c'era già pronto Bryan Cristante, per contrastare il serbo e francobollarsi al centrocampista biancoceleste. Un qualcosa che il calciatore friulano ha fatto per tutta la partita, inaridendo totalmente una delle fonti di gioco principali della Lazio.

Perchè se è vero che il Sarriball è un progetto a lunga durata, non ci si può aspettare che dopo nove mesi la Lazio del tecnico toscano sia già perfetta. E soprattutto, che dimentichi le stagioni di Simone Inzaghi, in cui a gestire i ritmi e a creare i pericoli erano le incursioni di Milinkovic-Savic e le invenzioni di Luis Alberto. A proposito, anche il Mago si è beccato il trattamento Mourinho, perchè alle sue calcagna c'era Sergio Oliveira. Non esattamente il giocatore che viene in mente quando si parla di impedire agli avversari di fare gioco, ma il rischio che si è preso lo Special One è valso la candela. Il portoghese si è sacrificato finchè è stato in campo e Luis Alberto ha avuto pochissime occasioni di servire palloni a Immobile, rendendo così sterile la manovra biancoceleste.

Certo, ci si potrebbe chiedere se il piano avrebbe funzionato anche in caso di mancato vantaggio fulmineo da parte di Abraham, ma è bastato il primo pallone per capire come sarebbe andata: tentativo di spizzata di Milinkovic e manovra sulla propria destra, per sfruttare la presenza di Zalewski, non proprio l'esterno sinistro più difensivo della rosa della Roma. Fosse stato un allenatore...di merda, Mou lo ha detto chiaro e tondo, il giovane polacco non avrebbe più giocato dopo le critiche ricevute per il pessimo match contro l'Udinese. Ma siccome 25 titoli non si vincono mica per caso, il portoghese ha dato fiducia a lui e a Oliveira, un altro che ultimamente era sempre stato sostituito all'intervallo. Il risultato è un KO tecnico già al minuto 40, con la Lazio che forse non avrebbe segnato neanche giocando un altro tempo. E sembra casuale, ma le mosse dello Special One hanno pagato tutte e con gli interessi. Poi, che in un calcio posizionale e fatto di gegenpressing, possa sembrare anacronistica una marcatura a uomo, ci sta. Ma occhio a dare del "bollito" a Mou, perchè il pallone è una scienza strana. E a volte sono le soluzioni più semplici quelle che servono di più...