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Don’t Cross the Boss – Glasner, con le Aquile di Francoforte per volare in cima all’Europa e sopra alla paura

Don’t Cross the Boss – Glasner, con le Aquile di Francoforte per volare in cima all’Europa e sopra alla paura - immagine 1

Il tecnico dell'Eintracht ha portato il club tedesco a giocarsi l'Europa League, ma nel 2011, quando era ancora un calciatore, ha rischiato la vita per un'emorragia cerebrale causata da un infortunio di gioco, che lo ha costretto a operarsi d'urgenza

Francesco Cavallini

Il calcio sa raccontare storie molto particolari, soprattutto quando ci sono di mezzo partite importantissime. Come la finale di Europa League, che a Siviglia metterà di fronte i Glasgow Rangers e l'Eintracht di Francoforte. I tedeschi, ancor più degli scozzesi, sono la grande rivelazione del torneo. La vittoria contro il Barcellona nei quarti di finale, con tanto di mega esodo da parte della tifoseria che ha praticamente...occupato il Camp Nou, è la ciliegina sulla torta di una campagna europea che può ancora regalare un finale dolcissimo. Di fronte c'è una squadra dura, perchè i Rangers, nelle mani di Giovanni van Bronckhorst dopo l'addio di Steven Gerrard, sono tornati a vincere in Scozia dopo anni complicati e a fare bene in Europa.

Ma in panchina l'Eintracht ha qualcuno che quando le cose si fanno complicate è sempre in grado di fare la scelta giusta. Oliver Glasner, classe 1974, ha una carriera da calciatore non proprio di quelle clamorose, anzi. Per lui una vita (esclusa una stagione in prestito al LASK Linz) in campo dedicata al Ried, piccolo club dell'Alta Austria, che in bacheca ha appena due coppe d'Austria, conquistate entrambe mentre Glasner era uno dei pilastri della difesa del club. Poche settimane dopo la seconda, però, nel 2011, la sua carriera è terminata all'improvviso. Durante una partita contro il Rapid Vienna, Glasner subisce un infortunio che gli causa un'emorragia cerebrale. Il difensore se ne accorge al termine di un allenamento ed è costretto a un'operazione di urgenza. E a 37 anni i dottori gli hanno poco sorprendentemente consigliato di smettere.

Poco male, perchè si vedeva che l'ex difensore aveva la stoffa del tecnico. A notarlo per prima è la Red Bull, che gli affida il ruolo di vice al Salisburgo e poi la panchina ad interim del Liefering, la società satellite della squadra della sua città. Poi arriva...l'amore, perchè il Ried lo vuole a guidare la squadra che ha già rappresentato in campo. Dura poco, grazie alla chiamata del LASK Linz. La sua...seconda squadra è un club dalle ambizioni importanti e Glasner non si fa pregare nel realizzarle. Prima arriva un quarto posto, con la qualificazione all'Europa League, seguito da una seconda posizione e l'approdo ai preliminari di Champions. Poi il Wolfsburg, l'ultima tappa prima di volare a Francoforte, per far decollare le Aquile verso un sogno che sembrava impossibile. E per togliersi di dosso il ricordo di quel momento di paura di oltre dieci anni fa. Se la testa deve pulsare, che almeno stavolta sia di gioia...