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Dalla Super Resa alla Super Cura

MILAN, ITALY - MAY 28:  The official matchballs are seen during the UEFA Champions League Final match between Real Madrid and Club Atletico de Madrid at Stadio Giuseppe Meazza on May 28, 2016 in Milan, Italy.  (Photo by Clive Rose/Getty Images)

Di Stefano Impallomeni. Il caos Superlega lascia parecchi strascichi, ma anche una certezza: il calcio vive un momento di crisi esistenziale. Sta a UEFA e FIFA cercare di salvarlo, facendo tesoro di quanto accaduto in questi giorni.

Stefano Impallomeni

"Ne abbiamo sentite tante nelle ultime ore e ancora ci chiediamo perché sia successo. Perché comunicarlo alla mezzanotte di un 19 aprile, senza esserne certi fino in fondo, perché è stato un buco nell'acqua, perché è stato un precoce fallimento formale e sostanziale, considerando i colossi della finanza mondiale alle spalle. La SuperLeague, d'incanto, si rivela il nulla assoluto, tra ritirate umilianti, farse ridicole e l'indignazione generale dei tifosi che la bocciano istantaneamente e unitamente ai governi di tutta Europa.

"GOFFO TENTATIVO - Il caso, nonostante l'aborto, però sta diventando un vero caos, portando con sé, dopo l'incendio improvviso e sedato, la brace di retroscena ancora non del tutto svelati e saputi. Proprio quei retroscena che, chissà, un giorno potranno essere le vere rivelazioni di una spiegazione, che al momento ci racconta del goffo tentativo di 12 club ribelli a caccia di un arricchimento senza giusta causa sportiva per risollevarsi da debiti ingenti e gestioni iperboliche sfuggite di mano. La situazione è abbastanza grave, ma non seria. Vuoi per la precarietà sopraggiunta del Covid e vuoi per le brutte figure, individuali e collettive. La reputazione è stata intaccata, sebbene ci sia il rischio che le idee giuste di un nuovo calcio possano camminare sulle gambe sbagliate.

"CRISI ESISTENZIALE - Il fatto, sepolto nell'arco di poche ore, ha avuto effetti devastanti: per chi c'ha messo la faccia e per chi faticosamente, come l'Uefa, appurati gli interessi in ballo, dovrà necessariamente rimettere a posto i cocci di una deflagrazione che, a parte il tentativo maldestro di creare una comunità esclusiva a profitto sicuro, priva di un senso sportivo, denuncia una crisi esistenziale del calcio che va oltre una pandemia da sopportare. La questione è abbastanza complessa e dividere colpe con relative responsabilità non aiuterebbe a superare lo stallo di un sistema che scricchiola da decenni, tra riforme cervellotiche, non pienamente convincenti, e bilanci allegri non del tutto sorvegliati dagli organi competenti. Regolare i conti con chi ha tradito le istituzioni, e non solo, senza immaginare una cura sarebbe il più grande errore da fare. I vecchi vizi amministrativi, di spese e costi eccessivi, non si scoprono ora, a maggior ragione dopo la figuraccia dei club ribelli. Ricordarsi di fare meglio e di più sarebbe la migliore ripartenza possibile per salvare l'esistenza del calcio, che oramai vive sul filo di un disinteresse sensibile accentuato da assunzione di spettacoli non esaltanti, privi di pathos, nei deserti degli stadi, senza più un vero attivismo dei tifosi che si stanno abituando a una distanza fisica che potrebbe minare vecchie sicurezze e cambiare radicalmente una passione.

 (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

"SERVONO SOLDI - Il movimento mondiale del calcio è in apnea, questo è il fatto. Un movimento gestito quasi cronologicamente in modo simile, interpreti a parte, negli ultimi decenni. La SuperLeague è stata soltanto un brutto incubo, giustamente stoppato sul nascere, ed è stato come aver guardato il dito che indica la Luna e non invece aver guardato la Luna, che resta il nostro amato calcio, il calcio di tutti, saccheggiato dai soliti pochi. Ora, però, è il momento dei passi in avanti. Aver scongiurato il pericolo SuperLeague va bene, ma è utile fino a un certo punto. Il nodo, sempre, identico. Servono soldi per campare e per far continuare a far sognare la gente. Servono a tutti e non soltanto ai pochi soliti noti. E serve darsi una regolata, nei conti e nelle gestioni. Se si è arrivati a questo punto la colpa è di tutti ed è una colpa collettiva di cattive abitudini che arriva da lontano, non da 48 ore. La SuperLeague, che non ci piace, è soltanto il vaso di Pandora di un calcio che, grazie soprattutto alla pandemia, è ufficialmente in piena crisi esistenziale, sottovalutata da tempo.

"SALVARE IL CALCIO - Che Uefa e Fifa salvino il calcio e lo salvino in fretta, senza contare gli errori degli altri, facendo tesoro di questa ultima vicenda. Ci auguriamo veramente che siano in grado di scrivere nuovi capitoli, una nuova sostenibilità economica per aiutare tutti, grandi e piccoli club, e che lavorino per salvare e garantire un calcio che sappia riconquistare la gente, non soltanto a parole. Chi fa bene e rispetta le regole sopravvive, chiunque esso o egli sia, altrimenti non c'è un senso, una ragione di esistere, di competere. I club più blasonati servono, eccome, ma ripartano da amministrazioni diverse. Siamo scivolati velocemente in un periodo particolare in cui occorre una presa di coscienza inedita. Non è più il momento delle spese folli e dei super costi a tutti i costi. Dalla Super Resa, insomma, è il momento di passare alla Super Cura, senza ulteriori processi.