Ad Amsterdam è azzurro totale

Ad Amsterdam è azzurro totale

di Stefano Impallomeni. Mancini aveva detto che in Olanda sarebbe stato diverso. E così è stato.

di Stefano Impallomeni

Aveva visto giusto Mancini, come spesso gli accade da quando siede sulla panchina azzurra. Dopo il pareggio con la Bosnia nessun passo indietro da registrare e nessun timore.

A Firenze, azzurri convincenti nella mentalità. E solo qualche problema legato alla ripresa dell’attività. In Olanda sarebbe stato diverso, aveva detto il Ct, e così è stato. Mancini cambia parecchio: lancia Locatelli con Jorginho a centrocampo, ma il prodotto è lo stesso con Barella che cresce ogni partita di più. È lui la sintesi di un’armonia complessiva, inedita, dove quasi tutto riesce. È una nazionale davvero solida e cosciente del proprio valore. Si crea, si gioca in avanti, si pressa, si domina. È un calcio di alto livello, concreto, bello a vedersi, pieno di personalità e di coraggio.

Ad Amsterdam, nella casa di Cruyff, il calcio totale si capovolge, non in una serata, ma da tempo, perché la mentalità è da “grande”. Ed è una mentalità che porta risultati e primo posto nel gruppo della Nations League. Il dato è noto. L’Italia non perde dalla sfida in Portogallo nel settembre del 2018. E nelle ultime 13 partite ne ha vinte ben 12, ma quel che più conta è che la squadra gioca meravigliosamente bene, è padrona del campo, ha una grande personalità e ha voglia di rivoluzionare un pregiudizio storico che ci vede esperti soltanto di contropiede e catenaccio.

C’è sempre la tecnica e l’iniziativa sopra ogni forma di utilitarismo tattico. Ci sono giovani scafati e vecchi condottieri. Si scende in campo per vincere con una visione diversa e non sappiamo quanto più importante del passato. È una via importante, quella intrapresa da questo gruppo. Dalla sua guida, che ha dato un’identità precisa, inversamente proporzionale a quella offerta dal nostro campionato in cui le alchimie tattiche stravolgono, spesso, caratteristiche e consapevolezze individuali. E in cui si perdono valori nostrani di spessore. È una vittoria importante quella di Amsterdam, in cui l’infortunio di Zaniolo lascia infinita tristezza e dispiacere. Non ci voleva. Forza e coraggio.

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