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5 ris…POST…e al campionato – Ha vinto Sinisa

Stefano Impallomeni

Milan, Giampaolo rinnega se stesso. Al di là della sconfitta di Udine, è giusto cambiare il progetto, la propria filosofia di gioco dopo appena una giornata di campionato?

La faccia di Maldini in tribuna a Udine era di quello che aveva già capito abbastanza. Il Milan era in balia di se stesso più che degli avversari. A parte il mercato sterile, Giampaolo sperimenta un altro livello di conduzione tecnica e denuncia il fallimento di un attacco che non lo convince affatto. Piatek si autoannulla, Suso e Castellejo impalpabili. Nessun vero movimento accende una luce. È un buio grigio, denso di contraddizioni tecniche abbastanza evidenti. Allenare e guidare il Milan è un fatto nuovo anche per lui e si sono rivelate fallimentari le scelte a centrocampo in cui alcuni giocatori erano fuori ruolo. In più le sue parole a fine partita, dichiarazioni oneste e corrette, aprono scenari complicati anche se non del tutto irrisolvibili. Il tridente d'attacco non lo ha convinto, il ritorno al 4-3-3 molto probabile e dopo 40 giorni di lavoro su un progetto si tornerà al vecchio. Trasferire il suo bagaglio culturale di anni in una squadra che fatica a essere squadra di per sé da un po' di stagioni non fa altro che alimentare pensieri negativi su un immediato rilancio. Serve alleggerire, capire e scoprire bene chi hai a disposizione. Ma bisogna stabilire i tempi di reazione e intraprendere una strada ben precisa, quella definitiva. Il Milan ha una storia da rispettare. Gli esperimenti, insomma, fino a un certo punto. Piatek non segna più e questo è il primo problema da risolvere.

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