5 ris…POST…e al campionato

5 ris…POST…e al campionato

Di Stefano Impallomeni. Il campionato lascia in eredità dubbi, interrogativi e curiosità. Ecco le risposte ai quesiti che regala la diciottesima giornata di Serie A.

di Stefano Impallomeni

Caos VAR

Anno nuovo… VAR vecchia: sempre polemiche roventi. Il sottile filo dell’arbitrarietà è sempre più annodato?

A Genova l’arbitraggio di Irrati e la gestione del Var di Di Paolo non sono stati all’altezza della situazione. Il Sassuolo recrimina giustamente per episodi che decidono la vittoria del Genoa. Ci risiamo un’altra volta, il Var e alcune valutazioni arbitrali non mettono d’accordo granché. Ancora molti scontenti e polemiche inevitabili, come a Roma dove Di Bello non espelle Izzo per doppia ammonizione per evidente fallo di mano a quindici minuti dal termine. Non è stato un buon inizio d’anno. Ci sono troppe zone d’ombra nelle gestioni complessive delle direzioni di gara. Fanno discutere non soltanto le decisioni, Var o non Var, ma anche i recuperi concessi e non rispettati alla fine dei tempi. Sul tramonto della prima parte, a Roma, il Torino, ad esempio, segna a tempo abbondantemente scaduto con Belotti. Un minuto non sono 95 secondi. Per non parlare della gestione dei cartellini gialli, con la Roma penalizzata oltre misura in confronto ai falli commessi dal Torino.

Serve più attenzione per non alimentare la cultura del sospetto, il peggior stato mentale che si possa verificare e del quale non sentiamo assolutamente la necessità. Stiamo assistendo a troppe sviste e ci si augura per il nuovo anno un maggior rispetto delle regole, che devono essere applicate e non interpretate. Gli arbitri devono applicare il regolamento e soltanto in alcuni casi devono poter interpretare alcune situazioni di gioco. Non capovolgiamo il copione a propria immagine e somiglianza. L’arbitrarietà è l’anticamera dell’ingiustizia. Il calcio è di tutti, specialmente di chi investe fatica e milioni di euro.

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