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Di Stefano Impallomeni. Il campionato lascia in eredità dubbi, interrogativi e curiosità. Ecco le risposte ai quesiti che regala la ventunesima giornata di Serie A.

Stefano Impallomeni

Nella giornata che poteva portare alla fuga, la Juventus si ritrova ancora l'Inter alle calcagna. Nel momento in cui deve compiere il "salto", Sarri si inceppa. Difetto atavico?

Una brutta serata al San Paolo rimescola clamorosamente le carte per la questione scudetto, anche se il bianconero è il colore che si fa ancora preferire. Juventus però in grande difficoltà e molto deludente, battuta e confusa, al di là del bene e del male, perché Sarri scopre confini imprevisti e pecche costanti. È una Juventus, insomma, sorprendentemente limitata e forse è questa la vera notizia della ventunesima giornata, al netto della sconfitta. Limiti strutturali che definiscono una fragilità sempre più palese in difesa dove De Ligt, molto forte, appare il vero punto debole, un estraneo, e il terzino destro resta una casella da occupare di volta in volta. Cristiano Ronaldo da solo non basta. Sarri deve fare attenzione a non far crollare una linea guida che attualmente fa fatica a far presa.

Alla Juventus serve un equilibrio sostanziale. È una squadra facilmente attaccabile anche se riesce altrettanto facilmente a trovare il gol grazie ai suoi campioni. Un fattore paradossale che sintetizza la mancanza del salto di qualità vero e proprio e che lascia ombre pure in ottica Champions. La Juventus resta la squadra più forte perché ha i colpi dei singoli, ma la fase difensiva della squadra resta un rebus di difficile soluzione e lo abbiamo detto in tempi non sospetti, anche quando non si subivano gol. C'è tempo per non entrare in crisi pericolose, porre rimedio a queste anomalie, ma meglio correre ai ripari scegliendo qualcosa di produttivo e più stabile, rendendo fortissimo quello che si ha davanti e più sicuro quello che non si ha in altri reparti. La debacle di Napoli ha sollevato dubbi che sembravano fugati. Sarri deve vincere sul campo, consolidare il potenziale e non deve dimostrare di avere ragione: alla Juventus conta altro, ossia vincere, facendo le cose semplici che sono sempre le più difficili da fare.

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