5 ris…POST…e al campionato

Di Stefano Impallomeni. Il campionato finisce e lascia in eredità dubbi, interrogativi e curiosità. Ecco le risposte ai quesiti che regala la diciottesima giornata di Serie A.

di Stefano Impallomeni

SVOLTA

(Photo by Claudio Villa – Inter/Inter via Getty Images)

1) La vittoria dell’Inter contro la Juve è un passaggio di consegne in ottica scudetto?

È la risposta più significativa della diciottesima giornata. La vittoria dell’Inter è limpida e netta, mai messa in discussione. Soprattutto, la risposta migliore giunge da Vidal, che segna un gol pesante tirando fuori una prestazione convincente. Il cileno, l’uomo più discusso dell’ultimo periodo nerazzurro, avvia e costruisce le certezze di una squadra che è stata superiore in tutto alla Juventus molto deludente, inesistente a centrocampo e in balia degli avversari per quasi l’intera sfida. La situazione al momento ci dice che l’Inter è sulla strada giusta per vincere lo scudetto, mentre la Juventus deve costruirsi un gioco, farsi un’identità ben precisa, al di là dei campioni che ha a disposizione. La Juventus è ancora in corsa (una partita da recuperare con il Napoli), ma deve sveltire il passo, trovare una continuità, deve farsi squadra. È lì per le individualità, non per altro. E senza tanto altro, è difficile che possa farcela alla lunga, sebbene l’organico sia molto forte e competitivo, quasi invidiabile. Pirlo è arrivato al punto, ossia quello di compiere scelte dure e radicali affinché si veda bene quel che ha in testa. Il momento è delicato, perché la Juventus sembra una squadra normale in ogni partita e non può essere normale tutto questo. Il cambiamento richiede tempo, ma potrebbe essere fatale un ritardo ulteriore, non capire come si deve giocare e vestire in bianconero. Conte, invece, prende tre punti preziosi e annota altre indicazioni per raggiungere l’obiettivo. E questa volta da sottolineare anche il gioco, molto verticale e dinamico, con tempi giusti e interpreti motivati. Barella e Bastoni, super.B come il suo piano: giovani fenomeni crescono, poi i soliti noti a sorvegliare il percorso. Nuove sensazioni e vittoria rivelatrice di una forza che però andrà confermata. Attenzione alle trappole, perché una rondine non fa primavera, come ha detto Conte.

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