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5 ris…POST…e al campionato

Di Stefano Impallomeni. Il weekend di campionato lascia in eredità dubbi, interrogativi e curiosità. Ecco le risposte ai quesiti che regala la penultima giornata di Serie A.

Stefano Impallomeni

REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - JANUARY 20: Head coach of Juventus Andrea Pirlo looks on prior to the Italian PS5 Supercup match between Juventus and SSC Napoli at Mapei Stadium - Citta' del Tricolore on January 20, 2021 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

1)La Juventus rischia seriamente di chiudere il campionato senza Champions. A una giornata dal termine anche una vittoria potrebbe non bastare. È stata una stagione fallimentare o uno stop fisiologico dopo anni di dominio?

Incredibile a San Siro e Champions ancora in bilico, specialmente tra Milan e Juventus. Cagliari salvo già prima di scendere in campo e poi il pareggio che costringerà i rossoneri agli straordinari domenica a Bergamo contro l'Atalanta, che ha il pass europeo conquistato in anticipo. E ora? Chi rischia di più? Milan o Juventus? Impossibile fare una previsione, alla luce di quanto successo con la squadra di Pioli in versione horror dopo le scintillanti prove contro Juventus e Torino. E attenzione perché in trasferta il Milan sa essere devastante. Sarebbe clamoroso il flop rossonero in caso di mancata qualificazione in Champions, dopo aver dominato la prima parte del campionato, ma sarebbe altrettanto clamorosa l'eliminazione di una Juventus che ha avuto ragione dell'Inter grazie a un discutibile rigore concesso ai bianconeri nel finale di una partita sofferta, giocata maluccio e in fatica mentale. Detto questo. difficile scegliere quale sarebbe la delusione maggiore tra il Milan e la Juventus fuori dalla Champions, ma è innegabile che la situazione di classifica dei bianconeri faccia più rumore e animi maggiormente i dibattiti, se non altro perché nessuno avrebbe immaginato un simile scenario.

E quindi? Perché questo rendimento? Perché ridursi all'ultima giornata, da quinta in classifica, sperando anche nei passi falsi altrui? La Juventus è riuscita a fare male, anzi peggio delle previsioni, nonostante i 29 gol di CR7. È evidente che la causa di questo rendimento altalenante e discontinuo si rifletta sulla mancanza di una stabilità di un indirizzo tecnico che sarebbe dovuto migliorare nel corso del campionato. Pirlo, al suo esordio, aveva fatto intravedere qualche traccia di cambiamento e di buone intenzioni, ma poi il peggioramento tra incertezze e scelte non fortunate è stato palese, quasi annunciato. La questione del potenziale tecnico non indifferente, volatililizzatosi colpevolmente, non può passare inosservata. Il materiale umano e tecnico depotenziato è il risultato su cui discutere e che va al di là di Pirlo e delle sue idee, neanche ben precise e capite fino in fondo. L'assenza di una qualità sostanziale a centrocampo, la vera macchia del cammino. E in qualche ruolo da definire in difesa il resto del racconto. La Juventus resta incompleta e non guidata correttamente. Non servono rivoluzioni, ma interventi mirati. La Supercoppa italiana è in bacheca, ora la finale di Coppa Italia contro l'Atalanta. Centrare due trofei su 4 disponibili non accentuerebbe la delusione di un eventuale quinto posto, ma potrebbe suggerire una serena e fisiologica analisi su quel che servirà per tornare protagonista. Alla Juventus è mancato il protagonismo in quasi tutto. È una buona squadra, a volte è stata ottima, ma in questo anno è stata spesso solo sufficiente e mediocre. Equilibrio e pazienza, non si può vincere sempre e come si vuole. La cosa importante sarà individuare subito chi dovrà essere il vero punto di riferimento: in panchina, in campo e in società.