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5 ris…POST…e al campionato

Di Stefano Impallomeni. Il campionato lascia in eredità dubbi, interrogativi e curiosità. Ecco le risposte ai quesiti che regala la sedicesima giornata di Serie A.

Stefano Impallomeni

La Juventus in HDR vince, ma Sarri sostiene che il modulo non potrà essere utilizzato sempre. Un tridente asimmetrico è così insostenibile?

Dipende da chi si affronterà di volta in volta e da molte situazioni. L'HDR intriga, è efficace, e trasmette sudditanza agli avversari, ma va supportato con un centrocampo adeguato, molto fisico, e che garantisca filtro e corsa nel recupero del possesso palla quando inevitabilmente si sbilancia il baricentro del gioco, anche se con qualche sacrificio dei tre tenori si potrebbe tentare ugualmente un calcio di transizione. In generale per sostenere l'HDR serve tanta disponibilità e ottima condizione atletica e pensare diversamente, per dirla alla Cruyff, se hai il pallone più spesso tra i piedi non hai tanto bisogno di difendere. Il tridente, insomma, non è un'eresia ed è più di una suggestione, a patto che si sposi in pieno la causa, altrimenti sarebbe un boomerang indigesto per equilibri di vario genere. Per ora un esperimento da sviluppare e da testare, perché una cosa è affrontare l'Udinese, un'altra il Liverpool. Detto ciò, ci si può lavorare e, paradossalmente, essere così iperoffensivi certifica, alla resa dei conti, una significativa fase difensiva. In 12 partite giocate tra Champions e campionato, per oltre 400 minuti, con l'HDR in campo si sono prese soltanto tre reti ( tutte con il Napoli) e non si è mai perso. Ottimo riscontro, senza dimenticare che l'HDR sa trasferire gioia e spettacolo a squadra e tifosi. Cr7, Higuain e Dybala sono innegabilmente contenti di giocare insieme e naturalmente votano la fiducia alla nuova costituzione di un attacco pieno di soluzioni e molto più imprevedibile.

Sarri annota e prende tempo senza troppi rovelli. C'è qualcosa di portentoso che potrebbe nascere lì davanti, ma il cambiamento potrebbe togliere luce a qualcun altro. Dybala sta dimostrando sacrificio in fase difensiva. E a tal proposito, la presenza o meno del tridente dipenderà molto dalla continuità dell'argentino, dal suo stato di forma. È lui l'abile anello di congiunzione di un centrocampo che a quel punto dovrebbe fare a meno di Pjanic, altro propulsore di colpi geniali e amante del suggerimento. No Pjanic, sì tridente, per intenderci. Scelte forti, decisioni forti, per il massimo profitto. Ne varrebbe la pena? Si potrebbe rinunciare alla regia di Pjanic? Un bel rompicapo per Sarri, che sta inseguendo un calcio propositivo e che poi, strano gioco del destino, si deve arrendere al sano realismo, quello della ragioneria dei conti e degli equilibri. La sensazione è che con il tridente, spesso, in Italia la Juventus potrebbe vincere facilmente molte partite, come in Europa (in casa in special modo), anche se non contro tutte le squadre. Il fatto è che bisognerà almeno sdoganare l'alternanza tra tridente e non tridente, senza irrigidimenti. In una parola: osare. Cr7, con Dybala e Higuain, ha una ragione di essere. Il portoghese così segna di più, si muove bene e fa quel che sa fare meglio da una vita: attacca meglio gli spazi, vede la porta  come e quando vuole. E sorride di più.

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