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“Se sarà il terzino della Spagna mi mangio un topo”: la rivincita di Azpilicueta, vincente e…sottovalutato

COPENHAGEN, DENMARK - JUNE 28: Josko Gvardiol of Croatia battles for possession with Cesar Azpilicueta of Spain during the UEFA Euro 2020 Championship Round of 16 match between Croatia and Spain at Parken Stadium on June 28, 2021 in Copenhagen, Denmark. (Photo by Friedemann Vogel - Pool/Getty Images)

Ad Azpilicueta è legata una storia che qualche anno fa ha fatto il giro del mondo e che oggi, col senno di poi, dimostra quanto alcuni giudizi lascino decisamente il tempo che trovano.

Francesco Cavallini

La Spagna, pur con qualche spavento, batte la Croazia e si qualifica ai quarti di finale degli Europei. E uno dei protagonisti del match è un calciatore tanto vincente quanto...sottovalutato. Il gol del 2-1, che ribalta la partita dopo il clamoroso autogol...in comproprietà tra Pedri e Unai Simon e il pareggio di Sarabia lo segna Cesar Azpilicueta. Uno dal cognome così particolare che i suoi tifosi al Chelsea hanno ben deciso di chiamarlo "Dave" per evitare complicazioni. E, cosa da non dimenticare, capitano della squadra che ha da poco sollevato la Champions League. Verrebbe da pensare che lo spagnolo sia parecchio considerato. E invece è da sempre quasi ignorato.

UN TOPO - Al punto che ad Azpilicueta è legata una storia che qualche anno fa ha fatto il giro del mondo e che oggi, col senno di poi, dimostra quanto alcuni giudizi lascino decisamente il tempo che trovano. Nel 2013 l'ex calciatore del Marsiglia e nazionale francese Eric Di Meco, dopo una previsione un po' troppo avventata sul terzino, è stato costretto a mangiare addirittura un topo davanti alle telecamere. Tutto nasce da una dichiarazione del presidente dell'OM, Jean-Claude Dessier. Il dirigente accoglie il nuovo arrivo Azpilicueta, appena prelevato dall'Osasuna, come il futuro terzino destro della nazionale spagnola. Di Meco ritiene l'affermazione esagerata e ribatte, promettendo in diretta nella sua trasmissione su RMC di mangiarsi un topo nel caso il calciatore sia effettivamente convocato e schierato dalle Furie Rosse. E in effetti la carriera in Francia dello spagnolo, almeno quella al Marsiglia, dà ragione al grande ex, con prestazioni importanti da parte del terzino, ma non abbastanza da meritarsi la chiamata.

 LONDON, ENGLAND - OCTOBER 03: Cesar Azpilicueta of Chelsea warms up prior to the Premier League match between Chelsea and Crystal Palace at Stamford Bridge on October 03, 2020 in London, England. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

CONVOCAZIONE - Ma Di Meco non ha fatto i conti con il destino, che nel 2012 dal bianco con venature celesti del Marsiglia assume un bel colore blu firmato Chelsea. In Premier League Azpilicueta diventa ben presto titolare inamovibile, facendo addirittura parte dell'undici che sotto la guida di Rafa Benitez conquista l'Europa League contro il Benfica. Ma, soprattutto, viene notato da Del Bosque, che lo convoca a inizio 2013 e gli regala la prima presenza con la maglia delle Furie Rosse in amichevole contro l'Uruguay. E, di conseguenza, costringe Di Meco a tener fede alla parola data. Un bel pasticcio di nutria condito da un bicchiere di vino rosso, il tutto davanti alle telecamere della radio per cui il francese lavora. E chissà cosa ha pensato il transalpino in questi mesi. Tra la Champions vinta e un gol importantissimo (tra l'altro nel giorno dell'eliminazione della sua Francia), la rivincita di Azpilicueta è stata totale...