Un’estate di calcio in giro per l’Europa: ragioni e vantaggi di Euro 2020, il torneo itinerante

Un’estate di calcio in giro per l’Europa: ragioni e vantaggi di Euro 2020, il torneo itinerante

Di Francesco Paolo Traisci. Ecco come si svolgerà il prossimo torneo continentale, con una formula assolutamente nuova ed unica. Un torneo itinerante senza sede fissa. Una scelta per il sessantesimo anniversario politica ma anche economica. Quali sono i motivi e i vantaggi di una decisione simile?

di Francesco Paolo Traisci

La nazionale è ad un passo dalla qualificazione per i prossimi europei, manca veramente poco… Ed allora, mettendo da parte la scaramanzia e facendo gli opportuni scongiuri, vediamo come si svolgerà il prossimo torneo continentale, con una formula assolutamente nuova ed unica. Un torneo itinerante senza sede fissa. Una scelta per il sessantesimo anniversario politica ma anche economica. Quali sono i vantaggi di una decisione simile, sia per le città che ospiteranno le partite che per le nazionali che prenderanno parte al torneo?

La Formula

A spiegarne la formula è lo stesso Guy-Laurent Epstein, direttore marketing della UEFA, a Roma per l’UEFA EURO 2020 Partners Workshop, in una lunga intervista sul portale on line de Il Messaggero. “UEFA EURO 2020 è molto particolare perché sarà in 12 città diverse, una cosa unica per la UEFA. E tutto inizia a Roma. Di solito si dice che “tutte le strade portano a Roma”, ora invece “tutto inizierà da Roma”.  Allo stadio Olimpico ci saranno infatti la Cerimonia Inaugurale e la prima partita del torneo, con calcio d’inizio il 12 giugno alle ore 21, oltre ad altre 2 partite del girone A ed a un quarto di finale. La formula della prima fase prevede infatti che le gare si disputeranno in 12 città europee: Copenhagen, Bucarest, Amsterdam, Dublino, Bilbao, Budapest, Glasgow, Baku, Roma, Monaco di Baviera, San Pietroburgo e Londra. Inizialmente era previsto anche l’inserimento di Bruxelles, ma, visti i ritardi nella costruzione dell’Eurostadium, il Comitato Esecutivo UEFA ha stabilito che le quattro partite che si sarebbero dovute giocare nella capitale belga saranno invece disputate allo Stadio Wembley di Londra.

Ogni girone si disputerà su due città, costringendo così le squadre a trasferte più o meno lunghe. E così se quelle del gruppo D sono vicine, dovendosi spostare solo fra Londra e Glasgow, è andata male a quelle del gruppo A che dovranno dividersi fra Roma e Baku. Ciò potrebbe però permettere alla nostra Nazionale di giocare tutte e 3 delle gare del girone allo Stadio Olimpico, visto che, allo stato attuale delle qualificazioni europee, è molto probabile che la nazionale dell’Azerbaijan non sarà fra le qualificate.  Dalla fase a gironi, si qualificheranno agli ottavi di finale le prime 2 squadre classificate di ogni gruppo più le 4 migliori squadre terze classificate. E via con gli scontri ad eliminazione diretta fino alla finale di Londra del 12 luglio.  Sarà così un torneo itinerante. Una scelta che, secondo Epstein va ben oltre il calcio. “EURO è molto più che soltanto calcio, è una miscela di calcio, cultura, tradizioni, intrattenimento. Le persone verranno qui perché potranno seguire la propria nazionale. Ci saranno molte persone che viaggeranno al seguito delle loro squadre, a livello nazionale sia internazionale”.

Calcio e cultura e intrattenimento: un trinomio da premiare

E quindi una spinta al turismo, con persone che vorranno scoprire la città di Roma, ammirare i luoghi della cultura. “Roma porterà molto al torneo e per la gente di Roma che vede la sua nazionale partecipare alla migliore competizione di calcio in casa, credo sia un grande onore”. Chiosa il funzionario UEFA. “Sarà un’occasione per mostrare la bellezza della città in tutto il mondo e in tutta Europa”. Una bella vetrina per la nostra capitale, con un Fan Festival per mettere in mostra la lunga storia della Città Eterna. Calcio e cultura, un binomio molto apprezzato dai vertici UEFA. Gli europei, nelle intenzioni degli ideatori della formula, fornirebbero un motivo in più per visitare i paesi ospitanti godendosi la cultura e le tradizioni locali. Non solo calcio quindi nel menù del tifoso.  In realtà sarà un esperienza unica, perché già nel 2024 si tornerà all’antico, con l’intera fase finale che si disputerà in Germania. La scelta di 12 città diverse per il sessantenario pare invece motivata, oltre che dalla volontà di “portare EURO alle persone”, ossia di consentire ai tifosi di godersi il torneo a casa loro e con la loro nazionale, anche dall’obiettivo di consentire a Federazioni troppo piccole per organizzare l’intera manifestazione di averne almeno una parte. E così sette Paesi su dodici che ospitano l’Europeo lo fanno per la prima volta nel 2020.

Calcio, cultura e festa: perché il calcio deve essere una festa

“Perché i tifosi sono in vena di festa, vogliono godersi l’estate, godersi il calcio, il miglior calcio che potrebbero guardare, sostenere la loro nazionale, godersi la cultura del Paese in cui vanno e fare festa. Vogliamo che i tifosi vivano la migliore esperienza possibile”. Ci saranno molti eventi organizzati, con una fan zone nel cuore di Roma, che offrirà a tutti, sia a quelli che non andranno allo stadio, sia ai tifosi che lo faranno, la possibilità di sentire e respirare la passione e l’emozione del torneo. Ci saranno inoltre vari maxischermi disseminati nel cuore di Roma, attraverso i quali, chi non andrà allo stadio, potrà vedere le partite.

Tra le righe però si legge anche il quarto elemento dell’equazione su cui si basa il torneo: i soldi, ed in particolare quelli degli sponsor.

Qualche giorno fa si è tenuto a Roma il secondo Partner Workshop di UEFA EURO 2020, che ha riunito intorno ai vertici UEFA tutti gli sponsor dell’iniziativa. “Ci si sposta dal concetto di sponsor. Sono soci. Nel senso che stiamo costruendo il progetto insieme e loro contribuiscono al progetto con molto di più del semplice investimento economico. Contribuiscono con l’hosting e l’organizzazione dell’evento perché ne fanno parte”, sono sempre le parole di Epstein.  E così la Volkswagen, sarà responsabile della mobilità del torneo, con l’organizzazione degli spostamenti, booking.com che si occuperà delle prenotazioni alberghiere, anche per i tifosi, l’Adidas, storico partner, fornirà tutte le strumentazioni tecniche del calcio, il pallone e altri elementi. Nell’elenco figurano poi anche altri partner storici delle competizioni UEFA per squadre nazionali come Alipay, FedEx, Hisense, SOCAR, ma anche partner globale per UEFA EURO 2020 come Coca Cola, oltre a sei licenziatari per la competizione, oltre ad Adidas, anche Fanatics, Hublot, IMG, Konami e Panini. Partner che oltre al denaro per il torneo garantiranno anche i beni ed i servizi necessari per il funzionamento della manifestazione.

Ci sono poi i biglietti ed i diritti audiovisivi

Sempre sul piano economico dei ricavi, i numeri parlano di 3 milioni di biglietti per questo EURO, con 11 dei 12 stadi in cui si giocherà che hanno capienza superiore a 50mila posti. La prima fase della vendita al pubblico di un lotto di oltre un milione di tagliandi si è conclusa il 12 luglio 2019. Il prossimo periodo di vendita dei biglietti scatterà all’inizio di dicembre 2019 e sarà riservato ai tifosi delle federazioni nazionali partecipanti; sarà l’ultima possibilità di prenotare il proprio biglietto per UEFA EURO 2020. L’unico modo per acquistare i biglietti è registrarsi e fare richiesta online su euro2020.com. Molto si aspetta anche dai diritti audiovisivi: si attendono almeno 5 miliardi di telespettatori per le gare in diretta.  Prossima tappa: il sorteggio dei gironi, in dicembre. Aspettiamo fiduciosi.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy