Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

diritto effetto

Un miliardo di danni dalla pandemia al calcio italiano: la FIGC istituisce un tavolo e spinge per il dialogo

(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. In previsione della prossima stagione, nella quale si auspica il ritorno alla normalità, i club cercano soluzioni per far ritrovare la sostenibilità perduta a tutto il sistema. Ma ci sono scontri da sanare...

Francesco Paolo Traisci

Quasi un miliardo. A tanto ammonterebbero, secondo Repubblica, i danni che la pandemia avrebbe provocato al nostro calcio. E, in previsione della prossima stagione, nella quale si auspica il ritorno alla normalità, i club cercano soluzioni per far ritrovare la sostenibilità perduta a tutto il sistema.

Tagli degli stipendi?

Certo, passando anche attraverso i sacrifici di tutti. Il dato contraddittorio è che, in situazione di crisi, con un taglio netto agli introiti da botteghino e sponsorizzazioni, i nostri presidenti sono riusciti a spendere più che in passato per gli ingaggi dei giocatori. Ed allora la soluzione più ovvia a cui molti presidenti hanno pensato è quella di un taglio agli stipendi dei giocatori. Ma si tratta come si è capito subito di una strada molto impervia. Sia perché è necessario, come è evidente, il consenso dell’interessato, sia perché chi non è in regola con i pagamenti degli stipendi, viene sanzionato dalla Federazione (anche con punti di penalizzazione, fino a rischiare fallimento ed esclusione dal campionato in corso) e non può iscriversi al campionato successivo. Ed allora i presidenti, dopo aver tentato individualmente la via della trattativa con i propri giocatori, si sono coalizzati ed hanno cercato un’interlocuzione con il sindacato dei calciatori. Tentativo respinto al mittente: il sindacato non vuole e non può percorrere tale via perché, il taglio delle mensilità di stipendio del dipendente non può essere oggetto di contrattazione collettiva. Non sicuramente per i contratti in corso! Peraltro non esistendo per i calciatori tariffe fisse stabilite da contratti collettivi, ma essendo i contratti frutto della libera contrattazione, nemmeno per i contratti futuri la strada può essere percorsa. Nessuno se non i singoli calciatori possono fare nulla in tal senso.

Invito al dialogo

Nemmeno la Federazione, che per opere dal suo Presidente ha fatto quello che poteva e doveva: invitare tutte le parti a riflettere e dialogare, a trovare una soluzione condivisa da far poi percorrere ai propri rappresentati. E nel contempo dare a tutti un tempo adeguato per dialogare. In tal senso, per favorire il dialogo la Federazione istituito un tavolo di trattative a cui ha invitato tutte le parti interessate, sostanzialmente le rappresentanze dei club (le varie Leghe) e quelle dei calciatori (AIC). E per consentire un tempo adeguato per questo dialogo, venendo incontro ai club la Federazione ha sospeso per due mesi la punibilità dei ritardi nei pagamenti degli stipendi, lasciando così lo spazio per eventuali tagli concordati. Ma ha anche fatto sapere ai club che questa è l’ultima deroga e che non saranno tollerati ulteriori ritardi.

Il messaggio è chiaro: i patti sono patti e vanno rispettati. Chi non è in grado di pagare gli stipendi non prometta ai propri giocatori mari e monti!