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Tutti d’accordo sui fondi, divisi per la distribuzione. Cosa succede in Lega Serie A?

Di Francesco Paolo Traisci. Con l’accettazione dell’offerta della cordata Cvc-Advent Fsi è solo iniziata l’avventura della media company. E su alcuni punti fondamentali i presidenti dei nostri club, che hanno accettato all’unanimità...

Francesco Paolo Traisci

"L’avevamo preannunciato, non è affatto finita… Con l’accettazione dell’offerta della cordata Cvc-Advent Fsi è solo iniziata l’avventura della media company che si occuperà dello sfruttamento dei diritti di immagine della Serie A ed in particolare della commercializzazione dei diritti audiovisivi. E ciò non solo in relazione ai punti da definire fra le parti: fiscalità, governance e altre clausole contrattuali con cui definire alcuni aspetti del rapporto fra le parti, così come la compatibilità con i paletti del D.L. Melandri per la commercializzazione.

Le clausole: Covid-19 e Superlega

"Qualcosa è stato fatto. L’Assemblea di Lega ha ringraziato i componenti del Comitato, formato da Andrea Agnelli (Juventus), Stefano Campoccia (Udinese), Aurelio De Laurentiis (Napoli), Claudio Fenucci (Bologna), Guido Fienga (Roma) e dall’Ad della Lega, Luigi De Siervo, applaudendo per il lavoro svolto rinnovando loro il mandato a "proseguire la negoziazione con il Consorzio per definire tutti gli aspetti della trattativa entro la prima settimana del mese di gennaio". Il termine del rinvio sembra tuttavia ottimistico. Qualcosa resta ancora da negoziare. Ultimamente sarebbe spuntata anche l’ipotesi di inserire una clausola COVID-19 per evitare le discussioni della primavera scorsa e gestire eventuali nuovi stop, evitando il blocco dei pagamenti. E ci sarebbe anche una ipotesi di clausola Superlega, che vincolerebbe l’affare all’impegno di Juventus, Inter e Milan a non partecipare a un eventuale nuovo campionato europeo. Su questi ultimi aspetti, oltre che con i rappresentanti dei fondi, con i quali è in fase di negoziazione il contratto stesso per la costituzione della media company, i presidenti debbono però fare chiarezza fra loro trovando un accordo. Certo, secondo MF, per quanto riguarda la clausola COVID-19, le preoccupazioni di ulteriori ondate dovrebbero ridursi in seguito ad un’adeguata campagna vaccinale, mentre la probabile riforma della Champions League in senso favorevole ai grandi club potrebbe convincere i top club a rimettere nel cassetto il progetto Superlega.

I dividendi

"Ma su alcuni punti fondamentali i presidenti dei nostri club, che hanno accettato all’unanimità l’offerta economica degli investitori, ancora devono ancora trovare una posizione comune. Primo fra tutti quello di come spartirsi i 1,7 miliardi che la cordata Cvc-Advent-Fsi dovrà versare e con quale tempistica. Sul punto, secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza, si sono formati in seno alla Lega Serie A due tavoli di discussione. Il primo coinvolge i grandi club, quelli con un fatturato superiore ai 60 milioni di euro (sono sei società). Al secondo invece siedono le altre 14 società con ricavi inferiori a questa soglia. Si lavora in parallelo per risolvere anche la criticità legata alla ripartizione dei dividendi che questa operazione genererà per la Serie A negli anni, con i club di Serie B ovviamente parte interessata per gli ovvi motivi di osmosi fra le due Leghe in virtù di promozioni e retrocessioni. E le varie riunioni si susseguono a ritmo serrato per risolvere, prima di arrivare ad un closing definitivo del contratto con gli investitori, questi ed altri problemi.

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