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TIM, DAZN e le offerte combinate calcio-linea internet: no dell’Antitrust ai pacchetti bundle

 (Photo by Franck Fife/Pool via Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. La scelta di TIM di acquistare da DAZN i diritti della Serie A era anche nell’ottica di “spingere” la propria offerta di banda larga contro gli altri provider internet. Ma secondo l’Antitrust, questo non si può...

Francesco Paolo Traisci

Tanto tuonò che piovve! È attivata l’Antitrust sugli accordi siglati da Dazn e Telecom Italia Spa, esprimendo la preoccupazione che l’accordo potesse danneggiare la concorrenza. All’inizio di luglio l’AGCM aveva infatti aperto un’indagine sull’accordo tra le due parti affermando che potrebbe portare a «significative distorsioni della concorrenza» e «possibili danni economici» e potrebbe impedire ai clienti di scegliere liberamente il proprio provider Internet e il modo in cui utilizzare Dazn.

Offerte combinate contenuti-provider

Come è noto, si tratta di un accordo che prevede che a fronte al versamento di circa 1 miliardo di euro a DAZN, Tim potrà distribuire le partite del campionato della nostra massima serie nelle prossime tre stagioni, che verrebbero trasmettesse attraverso la piattaforma TimVision. E per questo TIM ha già pubblicizzato le proprie offerte, alcune della quali hanno però fatto storcere la bocca alla nostra Autority per la concorrenza. In particolare nel mirino sono finite le cosiddette offerte bundle, ossia quelle in cui due o più prodotti fra loro compatibili vengono combinati. E, nel caso del campionato di serie A, all’Autorità non erano piaciute quelle offerte che comprendono insieme al campionato di calcio ed in generale insieme ai contenuti di altre emittenti anche abbonamenti alla banda larga, indicando la sua netta preferenza per quelle soluzioni che avrebbero garantito ai clienti la possibilità di scegliere l’abbonamento a internet preferito indipendentemente dai contenuti sportivi.

Rivedere i bundle

E così la Telecom Italia SpA si è messa al lavoro per rivedere l’accordo siglato con Dazn per sostenere la piattaforma di sport in streaming nella sua offerta multimilionaria per i diritti tv delle gare del massimo campionato italiano di calcio: la Serie A e cercheranno di offrire soluzioni all’autorità già a partire da venerdì, con l’eliminazione delle offerte bundle, che determinerebbero appunto le temute distorsioni della concorrenza nel settore degli internet provider. Certo che forse la compagnia telefonica era arrivata alla sua offerta multimilionaria proprio nell’ottica di “spingere” la propria offerta di banda larga, una mossa promozionale proprio per alzare la concorrenza nei confronti degli altri provider internet. Ma secondo l’Antitrust questo non si può fare. Ed allora sta cercando di rinegoziare anche con DAZN, perché, evidentemente, i limiti posti dall’Antitrust riducono la convenienza dell’affare. E presto ne vedremo gli effetti.