Sono arrivati i CR7 Bonds: ma di che si tratta?

Sono arrivati i CR7 Bonds: ma di che si tratta?

Di Francesco Paolo Traisci. Come si differenzia l’iniziativa di finanziamento attuata dalla Juventus da quelle precedenti? E a cosa saranno destinati i 175 milioni? Arriveranno…altri CR7?

di Francesco Paolo Traisci

Andiamo con ordine… Il calcio moderno è sempre più alla ricerca di soluzioni creative al fine di reperire la liquidità necessaria per sostenere i propri costi. In un calcio sempre più business oriented serve quindi la capacità di scovare fonti di finanziamento delle varie iniziative imprenditoriali connesse con la mera gestione del fenomeno sportivo. Club che diventano società sempre più articolate e capitalizzate e proprietari che pur essendo dei paperoni non riescono da soli o con il loro gruppo di amici o alleati in affari a sostenere i sempre crescenti spese alle quali far fronte per essere competitivi. Ed allora si guarda sempre più ai mercati ed a forme alternative di finanziamento, alternative anche alle tradizionali linee di credito bancarie. E lo si fa utilizzando i tradizionali strumenti della finanza societaria: azioni ed obbligazioni, offerte ad un pubblico più o meno individuato.

 

Bonds o stocks?

Obbligazioni o azioni, questa la coppia tradizionale, corrispondenti rispettivamente al prestito ad interesse e alla proprietà di una quota della società, strumenti che sono universalmente conosciuti e che sono applicati su scala diversa anche nel nostro calcio moderno. Il calcio moderno che pretende che i club professionistici siano strutturati come società di capitali, SRL o Spa, in cui quindi il capitale è diviso, rispettivamente, in quote o in azioni che in generale erano di proprietà di un soggetto, il patron, dei suoi familiari, dei suoi amici o alleati in affari o di società facenti capo a loro, soggetti quindi ben conosciuti fra loro. E quando questi decidono di vendere le proprie partecipazioni, lo fanno rivolgendosi a soggetti conosciuti o comunque reperiti in base a rapporti di conoscenza predefiniti.

Stocks: l’ingresso degli investitori nel capitale sociale

Sennonché nell’Ottobre 1983 il Tottenham entrò nel mercato azionario, divenendo la prima società di calcio quotata in Borsa. Negli anni successivi, altri club inglesi, il Millwall nel ’89 fu la seconda, scelsero la via della quotazione, ampliando e diffondendo il fenomeno in tutta Europa. Nel 2002 si raggiunse il picco massimo, con 36 squadre europee quotate, in particolare inglesi, danesi e turche, mentre oggi le quotate sono in tutto una trentina. In Italia la svolta decisiva avvenne nel 1996, quando cambiò la finalità delle società calcistiche, introducendo lo scopo di lucro, tanto che la prima a quotarsi fu la Lazio di Sergio Cragnotti nel 1998 poi seguita dalla Roma e dalla Juventus. La differenza rispetto alle normali società per azioni è nella diffusione dell’azionariato, di modo che una parte di esso sia acquistabile da chiunque sul mercato borsistico, in base alla quotazione ufficiale del titolo azionario. Si trattò di operazioni che solo apparentemente erano rivolte a reperire capitali per le future spese delle società o per ripianare i loro debiti, mentre in realtà consentivano ai precedenti soci di fare cassa con la vendita al pubblico di una parte delle loro quote, trovando al massimo altri finanziatori per immettere soldi freschi nelle casse della società. Oggi poi, a prescindere dalla quotazione o meno in borsa, nelle compagini azionarie delle grandi società sono entrati i grandi fondi di investimento internazionali, desiderosi di guadagnare sull’aumento di valore dei titoli. Un esempio è stato l’acquisto del 11,3 % della Juventus da parte del fondo internazionale Linsey Train, per un calcio sempre meno orientato verso la passione e più verso la speculazione.

Certo a volte è la passione a guidare gli investimenti del calcio: casi di azionariato popolare fra i tifosi, ai quali la società decide di attribuire una quota della società. Come ad esempio quello del Pordenone, che 2018, aveva lanciato un progetto di equitycrowdfunding, con l’idea è quella di realizzare, in occasione del centenario della fondazione del club neroverde, una raccolta fondi per raggiungere il budget necessario alla promozione nella serie cadetta, con gli investitori che club nel club, con una quota del capitale sociale.

Bonds: il prestito obbligazionario per finanziare le spese

Molto più frequenti però sono stati i casi di prestiti obbligazionari. Abbiamo già parlato di iniziative in tal senso: quelle riconducibili al cd crowdfunding, ossia a forme di finanziamento popolare, attraverso le quali i tifosi hanno prestato alla propria squadra del cuore il denaro per acquistare o costruire determinate strutture, ottenendone in cambio, oltre ad un tasso di interesse prefissato, i benefici più disparati, spesso non economici.

Una forma moderna della vecchia colletta che tante squadre ha salvato in passato? Non scherziamo… Sicuramente la finalità di finanziamento popolare c’è sempre. Ma qui lo spirito caritatevole c’è, ma non è finalizzato a se stesso: si tratta di un vero e proprio prestito, sicuramente con un interesse inferiore rispetto agli interessi che la società sarebbe costretta a versare per un regolare mutuo, ma comunque interessante per i tifosi che investono (parte de) i propri risparmi. Inoltre la gratitudine della squadra si manifesta con gli ulteriori benefits: posti riservati durante le partite, zone accoglienza destinate, possibilità di partecipare ad iniziative del club e via con la fantasia. Proprio quest’ultimo è il valore aggiunto dell’iniziativa: fare gruppo, aggregare i tifosi più fedeli… il tutto però con le dovute garanzie giuridiche. Si tratta infatti di regolari strumenti di investimento, distribuiti sotto la regia di appositi strumenti di raccolta fondi e sotto la vigilanza delle autorità preposte. In Italia come altrove, infatti, per raccogliere denaro attraverso strumenti finanziari è necessario avere tutte le necessarie autorizzazioni, autorizzazioni che vengono concesse solo se si rispettano determinati requisiti e si compiono determinati passaggi burocratici. Per questo i club che vogliono utilizzare questa forma di finanziamento si affidano ad un intermediario professionale, un fondo d’investimento, che raccoglie per loro il denaro. Di recente, abbiamo esaminato il caso del Frosinone calcio, che, per finanziare la realizzazione di alcune strutture intorno al nuovo stadio Benito Stirpe, si è affidato a Tifosy, una piattaforma (ed una società) nata da un’idea di Gianluca Vialli e di altri, specializzata in questo genere di iniziative.

E come il Frosinone in passato altre squadre ne hanno beneficiato: il Parma, che ha costruito il proprio museo, come anche alcuni club inglesi, di varie categorie, dal Fulham al Crystal Palace, fino allo Stevenage FC che con esso ha finanziato la ristrutturazione del proprio stadio. Si tratta di campagne popolari tutte coronate da grande successo (ad esempio lo Stevenage, che aveva bisogno di 500.000 ne ha raccolti addirittura 600.000), che possono rappresentare uno degli scenari futuri del calcio, in un epoca in cui gli investimenti ed gli investitori sono sempre più scarsi. Allo stesso modo, il Pescara nel 2018 ha lanciato una raccolta fondi attraverso la emissione e la vendita di Pescara Bond, con l’obiettivo di ottenere i capitali necessari per rinnovare ed ammodernare le strutture del proprio centro sportivo, dagli spogliatoi alle palestre, passando per la realizzazione di una piscina, ed in seguito per la crea del “Pescara Lab”, cioè un centro medico che sarà aperto anche al pubblico per esami di diagnostica, due nuovi campi da calcio, una foresteria e un nuovo campus destinato al settore giovanile che sarà costruito a Città Sant’Angelo. A tal fine, l’obiettivo quinquennale era quello di raccogliere da un minimo di 2 a un massimo di 6 milioni di euro. Ed anche in questo caso non si è trattato di azionariato popolare ma di obbligazioni, ossia di un prestito fatto alla società: chi deciderà di investire, riceverà interessi su base annua dell’8% (5% contanti, 3% in credito spendibile per l’acquisto di materiale del club); ed è stato previsto anche un bonus in caso di promozione in serie A. In più vedrà il suo nome comparire nella “Wall of Fame” del centro sportivo e avrà diritto a trasferte all inclusive con la squadra. Anche il Pescara per la sua operazione si è affidata alla piattaforma Tifosy, cioè la piattaforma di investimento specializzata nello sport, la stessa del Frosinone.

I CR7 Bonds: quale è la novità?

In che cosa si differenzia da quelle appena richiamate la nuova iniziativa della Juventus, che dopo aver già accolto nel proprio assetto azionario i fondi d’investimento (Lindsell Train ha l’11,3% delle quote), ha deliberato l’emissione di 175 milioni di prestito obbligazionario non convertibile con cedola del 3,375% e scadenza in 5 anni?

Il semplice fatto che non si tratta di crowdfunding ma di un’iniziativa finanziaria globale, rivolta non ai tifosi ma agli operatori finanziari mondiali, a conferma della vocazione sempre più globale del club che adesso può giovarsi dell’appeal di Cristiano Ronaldo. Ma dove andranno a finire i 175 milioni che saranno reperiti attraverso questo prestito obbligazionario non convertibile, con cedola del 3,375% e scadenza di 5 anni?

Non per iniziative specifiche ma molto più genericamente “per dotare la nuova società di nuove risorse per l’attività gestionale ottimizzando la struttura del debito ed estendendo la durata dello stesso a un costo conveniente, come ha specificato Marco Re, responsabile finanziario del club torinese.

Ecco appunto è questa la differenza: non direttamente per compiacere i tifosi, costruire strutture a loro destinate o per procedere a nuovi acquisti faraonici, ma per offrire risorse di liquidità in più per gestire meglio le scadenze debitorie e per pianificare meglio il lavoro futuro.

Si tratta quindi di un prestito e, con il denaro reperito sul mercato si potrà quindi procedere ad ogni sorta di spese, conoscendo bene la tempistica per la restituzione. Una linea di credito alternativa a quella bancaria, che consentirà di diversificare le fonti di finanziamento, rifinanziando anche l’esposizione debitoria nei confronti delle banche e spalmandola nei 5 anni di scadenza dei bond.

Servirà per comprare altri campioni alla Ronaldo?

Forse, o forse no! Non come in altri contesti, in cui dei bond sono stati emessi specificamente per acquistare questo o quel campione. I bond emessi dalla Vecchia Signora serviranno per affrontare serenamente tutta una serie di spese; se fra queste verranno anche altri top player si vedrà!

Nulla esclude infatti che almeno una parte sia destinata a nuovi investimenti sul mercato, che recentemente hanno rappresentato il core business della Juventus, con movimenti importanti in entrata ed in uscita: dipenderà dalle opportunità del momento e dalle scelte strategiche dell’area sportiva, ma sempre in linea con i parametri economico finanziari.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy