Serie B e C, è guerra aperta fra riforme e opposizione: B a 21 squadre ma la C non ci sta

Di Francesco Paolo Traisci. La Lega B ha annunciato un cambio di format, aumentando addirittura il proprio organico. Dall’anno prossimo saranno 21 le società del campionato cadetto. Ma sarà veramente così? Non sarà una passeggiata e la prima levata di scudi è quella della LegaPro…

di Francesco Paolo Traisci

Si terranno alla fine di febbraio 2021, e precisamente il 22, le elezioni federali. Lo ha deciso il Consiglio Federale del 3 dicembre. Ora le varie componenti stanno lavorando sui rispettivi regolamenti elettorali per andare alle urne all’inizio dell’anno prossimo. E intanto affilano le armi: fuga in avanti della Lega B, che ha annunciato un cambio di format, aumentando addirittura il proprio organico. La Lega B ha deliberato ai sensi dell’articolo 49 comma 4 delle Noif, con 19 votanti (18 favorevoli e il voto contrario della Salernitana, assente il Pescara) il cambio di format a partire dall’anno prossimo. Saranno 21 le società del campionato cadetto per la stagione 2021/22, per effetto di tre promozioni in A (due dirette e una mediante playoff) e tre retrocessioni in Lega Pro (due dirette e la terza con la disputa dei playout) nel campionato in corso, con una retrocessione in meno rispetto al format attuale. Il tutto mostrando quindi la propria compattezza intorno alla figura del Presidente Balata, che ha fortemente spinto per la riforma. Tutto legittimo tutto corretto…

Chi è contrario?

Ma sarà veramente così? Non è detto, perché la decisione deve passare al vaglio del Consiglio federale, coinvolgendo ogni cambio di format anche le altre Leghe. E non sarà una passeggiata. Prima levata di scudi è quella della LegaPro, con il Presidente Francesco Ghirelli che ha dichiarato: “La proposta della serie B? I cambi di format chiedono il consenso delle Leghe coinvolte. Ho letto dalle agenzie di questo cambio. Ci vedremo in Consiglio federale. Le riforme si fanno ragionando a sistema. Non c’è un campionato nel mondo con numero dispari: si propongono 21 squadre, fino a ieri erano 18”. In realtà, il passaggio da 20 squadre a 21 nella stagione 2021/22 sarebbe solo l’inizio per poi tornare al vecchio format dei 22 nella stagione successiva.

Ma perché il cambiamento?

Per dare una maggiore stabilità alla serie B. Lo ha spiegato bene Nicola Binda su La Gazzetta dello Sport: “Se la riduzione era stata dettata dall’esigenza di dividersi una più ampia fetta di contributi, adesso non è gradito l’eccessivo turnover di squadre ogni stagione, ritenuto un unicum a livello internazionale. Oggi, ogni anno, su 20 squadre, 3 si scambiano con la Serie A e 4 si scambiano con la C: 7 su 20 cambiano troppo lo scenario interno, secondo la Lega B. Invece 6 su 22 garantirebbe un turnover più soft”. Quindi avere più squadre in B con meno retrocessioni e meno promozioni. E ciò ritenendo che l’attuale format, con un disallineamento, con quattro retrocessioni e tre promozioni, non garantirebbe stabilità al sistema e capacità di programmazione politica per la Lega Serie B.  E la LegaPro promette battaglia: “Ci vedremo in Consiglio Federale. Le riforme si fanno ragionando a sistema!” appare più che una minaccia contro la pace e la serenità interna. Nuvole all’orizzonte in vista del Consiglio Federale in cui dovrebbe essere scontata la rielezione del Presidente Gravina, il quale da buon mediatore getta acqua sul fuoco e prende tempo.   

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