Serie A-Mediapro, è nuovo scontro: chiesti complessivamente 460 milioni di risarcimento

Di Francesco Paolo Traisci. Vi ricordate la vicenda diritti audiovisivi e la lite fra la Lega e Mediapro per i diritti dell’attuale triennio, combattuta a colpi di carta bollata e di ricorsi in Tribunale? Roba vecchia? Tutto finito con la nuova assegnazione a Sky e DAZN? Neanche per sogno… La vicenda è viva e continua nelle aule di giustizia.

di Francesco Paolo Traisci

Vi ricordate la vicenda diritti audiovisivi e la lite fra la Lega e Mediapro per i diritti dell’attuale triennio, combattuta a colpi di carta bollata e di ricorsi in Tribunale? Roba vecchia? Tutto finito con la nuova assegnazione a Sky e DAZN? Neanche per sogno! La vicenda è viva e continua nelle aule di giustizia, perché evidentemente nessuno può permettersi di rinunciare a niente parlando di soldi, tanti soldi… soprattutto in questi tempi di crisi!

I rapporti tra Serie A e Mediapro

Andiamo indietro di quasi 3 anni, al marzo 2018 quando, con un colpo a sorpresa, i diritti audiovisivi sul triennio furono assegnati, per un importo di 1.050 milioni, a Mediapro, presentatosi come broker, dopo che una prima asta rivolta ai broadcaster era andata a vuoto. Sennonché gli spagnoli, invece di comportarsi come intermediario e rivendere in seguito i diritti agli operatori televisivi ed internet, avevano preteso di agire direttamente come emittenti, violando le regole e provocando denunce ed azioni giudiziarie dei concorrenti. Allo stop dell’Antitrust e dei giudici, Mediapro aveva fatto dietrofront ritirandosi dall’affare ed i diritti erano stati riassegnati, con una nuova procedura, a quelli che attualmente stanno trasmettendo le partite di serie A: Sky in testa. Ma non era finita lì… Perché il precedente contratto di assegnazione era stato risolto dalla Lega di Serie A per l’inadempimento di Mediapro ad alcune importanti clausole contrattuali, prima fra tutte la produzione di una garanzia fideiussoria, con la Lega che si era anche trattenuta quanto versato dagli spagnoli sino a quel momento.  E tutti scontenti… La Lega, perché sperava di aver concluso un ottimo affare, vedendosi poi “costretta” a trovare un accordo con Sky e gli altri, sicuramente meno vantaggioso economicamente rispetto a quanto promesso da Mediapro e la stessa Mediapro perché comunque aveva già versato un cospicuo anticipo, ossia 52 milioni di euro più IVA, che avrebbe voluto riprendersi, ottenendo un rifiuto secco dalla Lega, che, nel frattempo, si era rivolta al Tribunale di Milano anche per ottenere un importante risarcimento qualificandolo in non meno di 194 milioni.

Le nuove richieste di risarcimento

La prima udienza, fissata per metà 2019, è via via slittata perché le parti hanno preso tempo avviando colloqui per trovare un accordo. Ora però Mediapro ha rotto gli indugi andando all’attacco e chiedendo, oltre alla restituzione dei 52 milioni anticipati, un risarcimento di circa 210 milioni, come rivelato nel rapporto annuale recentemente pubblicato. Tutto ciò forse anche per le difficoltà economiche su altri fronti, che l’hanno portata a richiedere di rinegoziare il suo contratto di 814 milioni di euro per Ligue 1 e Ligue 2 e di non effettuare il pagamento di 172 milioni, corrispondente alla seconda tranche, che è in sospeso dal 5 ottobre. Ma la Lega ha rilanciato, chiedendo ora, oltre al riconoscimento della legittimità della risoluzione (e quindi del trattenimento dell’anticipo) un risarcimento ulteriore di 460 milioni di euro, tra danni, ritardi e perdite di tempo.

Chi ha ragione?

Chi è che non ha rispettato i termini del contratto? Chi sarebbe nel torto e chi nella ragione? Quale dei due contraenti sarebbe stato danneggiato dall’altro? Certo, non conosciamo bene le carte in mano dei due litiganti. Ma, avendo seguito la vicenda solo sui giornali la posizione più difendibile appare sicuramente quella della Lega. Il rifiuto di dare seguito ai pagamenti e di proseguire nella gestione del contratto sembra a prima vista del tutto ingiustificato. Sin dall’inizio doveva essere chiaro che, presentandosi nella procedura riservata agli intermediari, Mediapro non avrebbe potuto svolgere un’attività editoriale propria degli operatori della comunicazione, destinatari dell’altra procedura, come gli è stato contestato dall’Antitrust. Nessuna causa di impossibilità sarebbe quindi sopravvenuta a giustificare i mancati pagamenti come previsti dal contratto di assegnazione, ma solo il rispetto di una normativa giuridica precedente, ben conosciuta ed accettata. A meno di non voler sostenere che sotto ci fossero accordi per la gestione del famoso canale di lega, cosa che all’epoca e con quelle modalità aveva comunque ricevuto l’altolà dell’Antitrust ed il clamoroso dietrofront della stessa Lega. Il primo dicembre si svolgerà presso il Tribunale di Milano l’udienza relativa al contenzioso tra le parti e si potrà capire di più dove penderà l’ago della bilancia.

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