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Riparte il calcio dal basso, credito per la LND e focus sugli investimenti per migliorare gli stadi

REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - FEBRUARY 06:  Emmanuel Gyasi of Spezia Calcio  celebrates after scoring his team second goal during the Serie A match between US Sassuolo and Spezia Calcio at Mapei Stadium - Città del Tricolore on February 06, 2021 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. I campionati minori devono guardare al futuro, sperando di essersi lasciati il peggio alle spalle, sperando di trovare i fondi per ripartire. E arrivano agevolazioni, soprattutto per chi interverrà sugli impianti.

Francesco Paolo Traisci

Ci sarà una ripartenza del nostro sistema calcio dopo la devastazione della pandemia? Sta per terminare la seconda stagione condizionata dal COVID e si spera che la prossima possa ripartire regolarmente o quasi. L’anno scorso i campionati inferiori si fermarono a marzo e non ripresero. Le promozioni furono decise in base alle graduatorie, alle posizioni raggiunte prima dello stop, così come le retrocessioni. Quest’anno, qualche categoria ha iniziato il proprio campionato, per poi fermarsi dopo qualche giornata e qualche altra nemmeno quello. E solo i campionati nazionali e quello di eccellenza hanno ripreso e stanno portando a termine la stagione. Certo, la crisi è stata forte e molti non sono partiti a settembre o hanno accolto come una benedizione lo stop, non riuscendo a ripartire quando è stato possibile. Stadi a lungo chiusi, sponsor in fuga e tutto spesso sulle spalle dei poveri presidenti che pur di finire la stagione (soprattutto chi aveva investito inizialmente con ambizioni di promozione) hanno dovuto stringere i denti. E che dire delle scuole calcio e dei settori giovanili, che hanno iniziato la stagione con la minaccia della pandemia e non sono riusciti a portarla a termine? Certo ci sono stati i sussidi, ai collaboratori ed alle società, ma spesso si sono rivelati insufficienti, anche per le problematiche connesse alla contabilità che pochi hanno potuto dimostrare di avere veramente in regola. 

Il credito sportivo

Ma si deve guardare anche al futuro, alla prossima stagione, sperando di esserci lasciati il peggio alle spalle, sperando di trovare i fondi per ripartire. E così dopo un primo programma di mutui agevolati dell’Istituto del credito sportivo garantiti dalla Federazione, eccone un secondo, previsto da una convenzione fra la LND, l’Istituto per il Credito Sportivo e la Fidicom. Mutui ordinari concessi dal Credito Sportivo che saranno garantiti da una sinergia fra i tre diversi soggetti firmatari: il Fondo per l’impiantistica sportiva, in gestione presso Ics, il Fondo stanziato dalla Lnd e il Confidi Fidicom. Quindi il Credito sportivo, una banca sociale per lo sviluppo sostenibile dello Sport e della Cultura, darà la possibilità di sottoscrivere mutui ordinari garantiti dal Fondo di garanzia della LND per l’80% e dalla garanzia Fidicom per il restante 20%. Nella convenzione è prevista infatti una somma iniziale di 4,5 milioni di euro che sarà messa a disposizione delle società affiliate alla Lnd per mutui a condizioni agevolate, rivolti in misura preferenziale a interventi di messa a norma e in sicurezza, abbattimento barriere architettoniche ed efficientamento energetico, oltre che a ristrutturazioni e realizzazioni di nuovi impianti per il calcio.

Investimenti sugli impianti

Focus quindi sugli investimenti per migliorare gli impianti ed aumentarne il loro valore: “Il valore degli impianti deve essere realizzato e salvaguardato sia sotto il profilo della sicurezza ma anche della sostenibilità”, ha dichiarato Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale. Sicuramente la crisi ha ridotto, se non impedito, gli investimenti sulle infrastrutture e le società sono state spesso costrette ad utilizzare gli impianti esistenti, chiedendo ospitalità alle amministrazioni comunali. E se c’è chi ha trovato grande disponibilità in tal senso, anche relativamente all’effettuazione di quei lavori di manutenzione indispensabili per potervi svolgere l’attività sportiva, altri si sono posti in rotta di collisione con le amministrazioni, a loro volta in forte crisi di liquidità, vedendosi costretti anche a spostarsi pur di avere un impianto a norma. E sicuramente il reperimento e la disponibilità di uno stadio, di un impianto sportivo, adeguati per poter svolgere allenamenti e disputare le gare interne è uno dei punti di maggiore criticità per una società sportiva. E così l’impiantistica deve essere uno dei pilastri dello sport: impianti fruibili, sicuri e sostenibili sono uno dei punti cardine per una ripartenza del movimento sportivo. In tal senso, Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo ha le idee chiare: “I danni provocati dalla pandemia hanno devastato i conti economici dell’intera filiera della Lnd, che non solo si è trovata a dover fare i conti con oggettivi problemi di liquidità, ma ha dovuto ridurre, se non azzerare, gli investimenti in infrastrutture, con ovvie conseguenze per l’intero sistema e con il rischio di perdere una leva fondamentale per lo sviluppo dei territori. Questa convenzione sarà una forma di sostegno necessaria in un momento storico particolarmente complicato”.

E l’impianto adeguato sicuramente potrà riavvicinare i tifosi alle squadre. Un’occasione da cogliere al volo per far crescere il nostro movimento calcistico. Saremo in grado di farlo? Chissà?