Ricavi, crescita e premi: è il calcio dei ricchi e di chi investe di più, ma le italiane arrancano

Ricavi, crescita e premi: è il calcio dei ricchi e di chi investe di più, ma le italiane arrancano

Di Francesco Paolo Traisci.  In base a uno studio sui ricavi delle principali squadre di calcio continentali nell’ultimo decennio, è finita l’epoca in cui il nostro calcio la faceva da padrone. E i ricavi delle nostre società ne risentono. Ma mancano i ricavi perché mancano i risultati o mancano i risultati perché mancano gli investimenti?

di Francesco Paolo Traisci

Calciomercato: nel calcio dei ricchi, solo chi investe cresce vince. Grande ascesa della Premier e noi ormai ad arrancare dietro. Questo dicono i dati. Un recente studio di Calcio e Finanza ha analizzato i dati dei ricavi delle principali squadre di calcio continentali nell’ultimo decennio. È finita l’epoca in cui il nostro calcio la faceva da padrone con la finale di Manchester fra Milan e Juve, il Triplete dell’Inter ed altro ancora, ed i ricavi delle nostre società ne risentono. Ma quale è la causa e quale la conseguenza? Mancano i ricavi perché mancano i risultati o mancano i risultati perché mancano gli investimenti?

Quali sono i club che ricavano di più?

Una domanda che molti si pongono. E vediamo i dati.  Cominciamo con il podio, ossia con le prime 3 classificate, confrontando quelli i ricavi del 2010 con quelli dell’anno appena finito. Al top della lista in entrambi i casi c’è lo stesso terzetto, anche se con il sorpasso in testa del Barcellona nel derby spagnolo con il Real. Se nel 2010 i Blancos erano in vetta con 442,3 milioni di euro ed il club blaugrana li tallonava con 389,3 milioni, oggi le posizioni si sono invertite tanto che nel 2018/19 davanti c’è il Barça 853,6 ed le merengues con poco più di 741. In entrambe le classifiche poi c’è al terzo posto lo United. Tutte in caccia dell’obiettivo “miliardo”, con i catalani in largo vantaggio e pronti a superare la cifra tonda già nel 2020. Dietro, tuttavia, la situazione è cambiata e non di poco: i petroldollari hanno spinto Psg da 82,7 a 637,8 ed a superare il Bayern che, malgrado un buon incremento (da 284 a 625), si piazza al 5° posto, tallonato dal Manchester City (che da 152,8 è ora passato a quasi 607). Male le italiane, praticamente doppiate o addirittura triplicate, fatta eccezione per la Juventus che resta tuttavia distante (settima con 464,3, dai 225,5 del 2010 che quindi ha poco più che raddoppiato le proprie entrate). Superate le milanesi e le romane anche dall’Atletico Madrid, che si piazza all’ottavo posto balzando dai 124,5 milioni del 2010 ai quasi 400 odierni.

Chi è cresciuto di più rispetto agli altri?

Ciò che in realtà deve essere rilevato sono le percentuali di incremento, laddove il PSG ha compiuto un balzo con una crescita del 671,2% ed il Manchester City quasi del 300% moltiplicando per 4 i propri ricavi. Balzo avanti anche dell’Atletico Madrid grazie all’effetto Simeone, mentre le altre, compresa la Juventus, hanno poco più che raddoppiato. Non le italiane però che, salvo la Juve hanno avuto percentuali di crescita assai inferiori (70% Roma, 50% Inter, 37,4% Lazio ed addirittura negativa del -5,1 del Milan).  E sul lungo periodo, chi è stata la più ricca del decennio in termini di ricavi? Il dominio è tutto spagnolo, con Real Madrid con ricavi per 5,8 miliardi di euro e Barcellona con 5,5 miliardi, mentre lo United ha incassato 5,2 miliardi. Sotto i 5 miliardi gli altri club invece, con City e PSG capaci di superare di 4 miliardi, la Juve unica italiana oltre i 3 miliardi ed il Milan poco avanti all’Inter.

Quanto influiscono i ricavi delle coppe?

È tuttavia aumentato il divario fra le big e le altre anche grazie ai ricavi provenienti dalle competizioni europee. Ed i maggiori ricavi portano anche ai migliori risultati. Come mostra una tabella elaborata da KPMG Football Benchmark, nella Champions League di quest’anno si sono qualificati agli ottavi di finale i due club con il valore della rosa più alto di ogni girone, nessuno escluso. Ben cinque su otto delle classifiche finali rispecchiano addirittura perfettamente i valori delle rose. Sarà poi una fase finale composta per la prima volta solamente da squadre appartenenti ai 5 maggiori campionati europei, anche perché il forte aumento dei ricavi derivanti dalla partecipazione alla Champions League e i limiti del Financial Fair Play hanno permesso ai club sempre presenti di ampliare il delta rispetto alle squadre di secondo piano. Qualificarsi ed andare avanti nelle coppe porta ulteriori ricavi: l’UEFA dalle sue competizioni già oggi incassa più di quasi tutte le principali leghe, fatta eccezione per la Premier League, distribuendo risorse importanti: i ricavi dai tornei sono passati in dieci anni da 1,3 a 3,2 miliardi di euro (+150%), permettendo ai premi Champions di passare da 764 milioni nel 2009/10 a 2,04 miliardi nel 2019/20 (+166,9%) e a quelli dell’Europa League da 147 a 510 milioni (+246,9%).  E poi c’è il capitolo diritti TV. Anche in questo caso i risultati contano. Ed allora, gli investimenti per ottenere i risultati sono fondamentali per implementare i ricavi! Ed allora big sempre più big con i ricavi che, reinvestiti in modo oculato, portano ulteriori profitti! 

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