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Premier britannica, una proposta che piace a UEFA, FIFA e Scozia

 (Photo by Christopher Furlong/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. Inghilterra, no alla Superlega ma dalla Premier si può passare alla British Premier League con le big scozzesi e la benedizione di Infantino.

Francesco Paolo Traisci

"Il calcio evolve, ed evolvono i format delle varie competizioni per rendere sempre più interessante il prodotto. Cambia la Champions, o comunque dovrà per forza cambiare dopo la grave crisi della Superlega, ma dovranno cambiare anche i campionati nazionali. Forse non subito, perché i diritti audiovisivi commercializzati per i prossimi anni impediscono di modificare il prodotto, ma la strada appare obbligata. Lo hanno capito, forse per primi, gli inglesi, che stanno ipotizzando, come riporta il Sun, un allargamento della Premier per renderla un vero e proprio campionato britannico. 

Scozia, ma anche Galles

"Ciò avverrebbe con l’inclusione di due squadre scozzesi, quelli più famose e di maggiore tradizione, le due anime di Glasgow, il Celtic ed i Rangers, che entrerebbero nel circuito della Premier League. Peraltro nel circuito dei campionati inglesi, si trovano anche due squadre gallesi, che anziché disputare il campionato della propria Federazione, sono inseriti in quelli gestiti dalla Federazione inglese. Si tratta dello Swansea e del Cardiff City, attualmente nella First Division (la nostra serie B), ma entrambe con un passato in Premier. Lo Swansea è retrocesso nel 2018 dopo aver anche vinto una coppa di Lega ed aver rappresentato l’Inghilterra nella Europa League ed il Cardiff salito in Premier nel 2012 e, poi nel 2018 ma retrocesso dopo una sola tribolata stagione. E nella seconda ha sicuramente pesato la tragedia del povero Emiliano Sala. Si tratta di due squadre gallesi che quando fu fondato il campionato nazionale non vi aderirono preferendo restate in quelli inglesi, ottenendo dalle proprie conterranee il divieto di partecipare alla coppa gallese.

Big Picture Project

"L’ingresso delle due scozzesi rientrava nel quadro di un più ampio un progetto più ampio di riforma della Premier League, il cosiddetto Big Picture Project  proposto da Liverpool e Manchester United e sostenuto dal presidente dell’EFL Rick Parry, che secondo i suoi detrattori avrebbe consegnato tutti i poteri di voto alle migliori società della Premier League (le cosiddette Big Six) e che avrebbe dato una spinta importante loro ricavi, ma che si è scontrato con l’opposizione della maggioranza dei club del massimo campionato inglese. Tra gli altri capisaldi del progetto vi sarebbero state anche la riduzione della Premier League a 18 squadre, ed alcune a soluzioni più rivoluzionarie per il finale di stagione, come i playoff tra le prime quattro squadre per decretare il vincitore. Proposte che hanno trovato la ferma opposizione delle altre, tanto da essere stato bocciato nell’ottobre scorso.

Tutti apprezzano l'idea

"Al contrario l’ingresso di Celtic e Rangers nella Premier non è stato apertamente bocciato e se ne discute ormai da diverso tempo. Ed, i recenti sviluppi sulla questione Superlega potrebbero accelerare definitivamente il processo, proprio per venire incontro alle esigenze di riforma espresse dalle Big Six inglesi.  E, a differenza della Superlega, questa volta la proposta di riforma avrebbe trovato anche molti consensi, tanto da parte degli organi di Governo del calcio quanto da quelli politici. Il piano troverebbe infatti il favore dello stesso governo britannico e del Premier Boris Johnson che potrebbe utilizzarlo per lanciare un messaggio di unità dopo le fughe secessioniste della Scozia tanto a livello interno quanto nei confronti della Brexit e Unito. E non troverebbe contrario nemmeno il resto dei club scozzesi che, come riporta il Sun, accoglierebbe di buon grado l’addio di Celtic e Rangers, che renderebbe il campionato scozzese molto più competitivo e garantirebbe la possibilità di qualificazione alle nuove coppe europee a un numero maggiore di club.

"Di fatto garantirebbe alla Premier l’audience ed il supporto di due dei club con più tifosi all’interno del Regno Unito, con tradizioni e blasone assolutamente di primo livello, con importanti ricavi tanto dal punto di vista dei diritti audiovisivi quanto da quelli del marketing. Che sia un modo di inaugurare un format di campionati transfrontalier, come pensano di fare in Olanda e Belgio con la BeNeLiga? Certo la FIFA non si opporrà, come dimostrano le parole del presidente Gianni Infantino che si è detto apertamente favorevole a questo tipo di campionati, avvallando per esempio l’idea dell’unione fra la MLS e la Liga Messicana.