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Nuova Champions, vecchie polemiche: si giocherà troppo?

LONDON, ENGLAND - OCTOBER 23:  The Fifa FifPro World XI trophy's during The Best FIFA Football Awards Show on October 23, 2017 in London, England.  (Photo by Bryn Lennon/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. Il sindacato calciatori contro la nuova Champions. Quali sono le rimostranze? Meglio più qualità o più quantità di partite?

Francesco Paolo Traisci

Archiviata (per il momento, per sempre, chissà?) la Superliga, si ritorna alla Champions League, che avrà un format rivoluzionato, come ormai si sa da tempo. Sarà una Champions League ipertrofica, con una formula da mini campionato. Il numero delle squadre partecipanti passerebbe da 32 a 36 ed i mini gironi sarebbero sostituiti con un campionato da 10 giornate, con 5 giornate in casa e 5 in trasferta per ogni squadra ed avversario sempre diverso (si deciderà sulla base di una divisione in fasce). Alla fine sarà stilata la classifica globale, dalla prima alla trentaseiesima posizione. Le prime otto avranno l’accesso diretto agli ottavi, quelle di centroclassifica, ossia quelle che chiuderanno tra il 9° e il 24° posto, disputeranno un ulteriore turno di playoff per il passaggio agli ottavi delle 8 vincenti, mentre le restanti saluteranno la competizione. Il tutto per un aumento esponenziale del numero di gare. E si giocherà anche il giovedì per consentire di espletare ben 225 match, 100 in più di quelli previsti dall’attuale formula.

Qualcuno pensa si giochi troppo

E se questo fa felici i cassieri dei club per botteghino e diritti audiovisivi, qualcun altro si mostra assai meno contento. Da un lato, i tecnici che lamentano di non avere più spazi per allenare i propri giocatori, o almeno per far svolgere i normali programmi di allenamento, dall’altro sono gli stessi giocatori a manifestare la propria insoddisfazione. E’ anche scesa in campo la FIFPro, il loro sindacato internazionale, che per il tramite del suo segretario generale, Jonas Baer-Hoffmann non ha certo usato giri di parole: la riforma della Champions League, che andrà a regime dal 2024, va a discapito del benessere degli atleti. Ci sarebbe infatti una scarsa attenzione per la salute dei giocatori per il ritmo delle gare ed i pochi tempi di recupero. “Da anni l’attenzione alla salute dei giocatori è del tutto assente” ha accusato Hoffmann, prima di entrare nel merito della critica ai microfoni di Sky Sport. “Abbiamo già visto, col Mondiale per club, la Nations League o i tornei amichevoli pre-stagionali, che non si teneva conto dell’impatto sul calendario e quindi sulla salute del giocatori e il livello delle loro prestazioni. Abbiamo fatto appello alle autorità, compresa l’Uefa, ma non vediamo alcun riscontro. I giocatori vogliono giocare, ma farlo al massimo livello possibile. Il valore non è creato solo dalla quantità di partite, ma anche dalla loro qualità”, ha aggiunto.

Preoccupazioni e soluzioni

Preoccupazioni quindi per i ritmi di gara, per la mancanza di tempi adeguati di recupero fra una gara e l’altra, per l’impossibilità di svolgere normali cicli di allenamento, necessari anche al fine di prevenire lo stress e gli infortuni, ma anche per i tempi di recupero dagli stessi infortuni, visto che, la cadenza gare troppo elevata potrebbe portare a recuperi affrettati. Per questo motivo, oltre al numero di sostituzioni consentite per ogni partita, ormai stabilmente portato a 5, sarebbe anche necessario allargare le rose, consentendo quindi maggiori possibilità di scelta agli allenatori e quindi tempi di recupero maggiori ai giocatori.E poi una riforma dei format dei campionati e delle competizioni nazionali per decongestionare i calendari e, sempre allo stesso fine, un alleggerimento di quelli delle competizioni per rappresentative nazionali. Da noi, si è cominciato con una mini-riforma della Coppa Italia, riservandola alle squadre di Serie A e di Serie B ed eliminando dalla competizione le squadre di LegaPro e LND. Con ulteriori proteste degli estromessi. Ma sicuramente non può bastare!<