No al calcio spezzatino: Liga e Bundesliga cancellano il Monday Night. E in Italia?

No al calcio spezzatino: Liga e Bundesliga cancellano il Monday Night. E in Italia?

Di Francesco Paolo Traisci. In Germania e in Spagna, seppure con tempistiche diverse, si sta cominciando a ridurre il “calcio spezzatino”. A partire dalla gara più indigesta, quella del Monday Night. Può succedere anche in Italia? E a chi spetta la decisione?

di Francesco Paolo Traisci

Nei ricordi giovanili di chi è cresciuto prima dell’avvento del nuovo millennio, prima delle dirette televisive, le partite di campionato si giocavano tutte inesorabilmente la domenica pomeriggio, alle 14.30 d’inverno, orario che poi slittava fino alle 16.30 con l’approssimarsi dell’estate. Le serate infrasettimanali, quasi sempre di mercoledì, erano riservate alle coppe europee o alla Coppa Italia. E le domeniche erano un rito, quello del pranzo, in famiglia o con gli amici in un ristorante nei pressi dello stadio, e poi tutti insieme alla partita. E non riesco a dimenticare di un lunedì in cui, non ricordo per quale motivo, fu disputata un recupero di una partita con spalti semideserti, con le proteste di chi, il lunedì mai avrebbe pensato di andare allo stadio. Oggi non è più così! Possono capitare partite di sabato di domenica, ma anche di lunedì, di martedì, di mercoledì e di giovedì.

Oggi invece si gioca tutti i giorni della settimana

Ma se il martedì e il mercoledì sono di solito riservati alla Champions ed il giovedì alla Europa League, il campionato è spalmato sui 4 giorni rimanenti. Ed è soprattutto il lunedì quello più indigesto. Un giorno della settimana, il primo, in cui tradizionalmente si sta in casa a riposarsi delle fatiche del week end. È da quest’anno che la nostra serie A vede regolarmente un match nel Monday Night di tradizione anglosassone e la novità non pare piacere granché ai tifosi che debbono andare allo stadio in una serata lavorativa. E nemmeno granché a quelli a casa. Ma è un trend generale: appare assodato che il posticipo del lunedì ha sempre meno fan. Dopo la Germania, anche la Spagna sta cercando di cancellare le partite di lunedì sera perché non piacciono ai tifosi.

Cosa hanno deciso in Spagna?

La Liga ha detto no sin da subito, dicendosi pronta ad eliminare a stagione in corso il lunedì dal calendario delle partite della massima serie, almeno secondo quanto riportato da Marco Bellinazzo sul Sole 24 ore riprendendo un Tweet del presidente federale Luis Rubiales. “Non ci sarà più calcio il lunedì. A partire dalla prossima stagione nella Liga si giocherà di sabato e domenica. Vedremo cosa accadrà con i venerdì, se troveremo un accordo buono per tutti. Gli affari sono importanti, ma i tifosi lo sono di più”, ha affermato il numero uno della Liga, dichiarando di voler mettere fine ad un’abitudine ormai quasi decennale.

È dal 2010 infatti che la Liga scende in campo di lunedì e per quanto questo abbia portato buoni risultati in termini di audience televisiva, il botteghino non è stato altrettanto felice, con eclatanti manifestazioni di protesta di vari gruppi di tifosi hanno intrapreso contro la decisione di giocare ad inizio settimana: spalti inizialmente vuoti ed addirittura un finto corteo funebre inscenato dai tifosi dell’Alaves. Un flop dovuto anche al fatto che le squadre impegnate nelle coppe europee (ossia le più blasonate, Real, Barcellona, Atletico, Sevilla ecc.) sono esentate dal giocare di venerdì e di lunedì, con la duplice conseguenza che le altre giocano con grande frequenza fuori dal weekend, peraltro fra loro. Nessun match di cartello il lunedì e nemmeno ospiti illustri per le altre squadre. Tanto vale non prendere freddo di una serata invernale sugli spalti di uno stadio!

E in Bundesliga?

In Germania sono più cauti, ma nemmeno in Bundesliga ridono. In base agli accordi di cessione dei diritti audiovisivi, sono previsti 5 incontri di lunedì sera, per questa e per ciascuna delle prossime due stagioni. Ed i dati della presente stagione non sono confortanti. A fronte ad un’affluenza media dell’88,1% della capacità degli stadi, le 3 partite disputate sino ad ora di lunedì hanno visto un numero assai minore di spettatori. Norimberga-Bayer del 3 dicembre (32.238 spettatori, pari al 64,5% della capienza), Red Bull Lipsia-Hoffenheim del 25 febbraio (33.569 spettatori, pari all’80% della capienza), mentre solo Norimberga-Borussia Dortmund del 18 febbraio ha registrato il tutto esaurito. E allora negli scorsi mesi la DFL, Deutsche Fussball Liga, in seguito anche alle numerose proteste sugli spalti da parte dei tifosi di ogni parte della Germania, ha deciso di eliminare i lunedì, ma solo a partire dal 2021, anno in cui scadrà l’attuale contratto di concessione dei diritti audiovisivi.

E da noi? È possibile che accada anche in Italia?

Anche da noi negli ultimi anni stiamo assistendo ad un calcio spezzatino che piace sempre meno. Se però negli scorsi campionati il posticipo del lunedì era occasionale e legato ad eventuali tempi di recupero per le squadre impegnate nelle coppe europee, da quest’anno la partita del Monday night è diventata un appuntamento fisso. E ciò in virtù di un preciso accordo fra la Lega di Serie A ed i broadcaster che si sono assicurati i diritti audiovisivi sulle partite del campionato.

Le travagliate vicende della vendita dei diritti sulle partite di serie A sono ancora un fresco ricordo: in considerazione del divieto di assegnare il tutto ad un unico contraente, previsto nel D.L. Melandri, ci fu un primo bando con i pacchetti suddivisi per gruppi di squadre (4 delle 5 migliori fra le prime dello scorso campionato e poi altre 3 in uno e le altre 12 nell’altro). E tuttavia non essendo state ritenute soddisfacenti le offerte dei vari broadcaster, l’intero lotto fu assegnato ad un intermediario indipendente, Mediapro, che avrebbe dovuto provvedere a ricollocarlo sul mercato dei provider. Ma dopo una serie di battaglie giudiziarie e di tentativi di modificare il contenuto dell’offerta (ed in particolare a costituire un canale di Lega, come in Spagna, patria di origine guarda caso della stessa Mediapro), gli spagnoli furono costretti a farsi da parte, e fu elaborato un nuovo bando in cui le gare di ogni turno sono state ripartite in base ad una precisa scansione tempistica e oraria. Ed le gare programmate e quindi oggetto del bando, uno dei tre pacchetti prevedeva esplicitamente la gara del lunedì sera, il pacchetto 7, andato poi a Sky.

A chi spetta la decisione di eliminare il turno serale del lunedì?

Come è noto, il calendario delle gare è stato fissato stato fissato all’inizio di luglio del 2018, con il numero di gare ripartito per fasce orarie. Due o tre gare di sabato in orari differenti, sei o sette di domenica anche in questo caso in 4 fasce orarie ed una di lunedì. Poi periodicamente la Lega provvede a ripartire le gare nelle varie slot, ossia nelle varie fasce orarie, salvo i cosiddetti pick, ossia le 20 gare di cartello (a cominciare da Juve Napoli della 7° di andata scelta n. 1 di Sky, poi a turno con una per il pacchetto 5, una per il pacchetto 6, poi di nuovo il 5 poi il 6 poi il 7 e poi si ricomincia, fino ad aggiudicarne 8 per i primi due pacchetti, il che fa 16 top match per Sky e 4 per DAZN), già scelti all’inizio del campionato e collocati da ciascun concessionario nella sua slot ritenuta migliore (ossia in genere domenica 20.30 per Sky e Sabato 20.30 per DAZN). Nessun big match di lunedì sera, però!

Il diritto di trasmettere il posticipo di lunedì spetta perciò a SKY e senza il suo consenso la Lega non potrebbe certo modificare i termini del contratto di concessione. Peraltro, ove proponesse di spostare la gara del lunedì in contemporanea con altre slot occupate da DAZN, dovrebbe trovare anche il consenso di quest’ultima. È vero che non tutti i turni contengono posticipi, ma ciò è stato deciso all’inizio dell’anno, con lo stesso comunicato C.U. del 12 luglio 2018, in cui si è stabilito che in alcune specifiche giornate (quelle che precedono i due turni infrasettimanali e le gare calendarizzate delle nazionali, il posticipo del lunedì sarebbe stato sostituito da un anticipo al venerdì. Inoltre, sempre nello stesso comunicato è stata prevista la scansione delle gare nelle giornate speciali, come le prime tre, quelle nelle vacanze natalizie e poi la 14 e l’ultima del girone di ritorno, di solito eliminando la gara del lunedì. Il tutto però già programmato ed accettato dai due broadcaster al momento di firmare l’accordo.

Quindi, atteso che l’accordo sottoscritto in luglio scorso è valido oltre che per il campionato in corso, anche per le prossime due stagioni, in assenza di un accordo con SKY (ed eventualmente anche con DAZN) il nostro Monday Night dovrà rimanere la normalità, potendo sì essere previsti turni anche senza, ma solo nei casi in cui le contingenze temporali possano consentire di giustificarli. E quindi analogamente alla Germania, il nostro calcio è in parte prigioniero dei broadcaster sino alla scadenza dell’attuale concessione, il 2021, che dovrebbero quindi acconsentire ad ogni modifica delle slot così come programmate ed inserite nella documentazione di contorno della concessione.

E perché la Spagna no?

Perché in Spagna vige un regime di diffusione audiovisiva delle partite della Liga per ora singolare: quello del canale di Lega. La Liga è rimasta titolare dei propri diritti audiovisivi e li trasmette sulla propria piattaforma (come avrebbe voluto fare Mediapro qui da noi). Quindi è padrona di decidere calendari, orari e partite da trasmettere perché siede da entrambe le parti del tavolo!

Sempre però che i club che la compongono trovino un accordo in tal senso. 

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