Nasce l’Europa Conference League: chi parteciperà alla terza coppa europea?

Nasce l’Europa Conference League: chi parteciperà alla terza coppa europea?

Di Francesco Paolo Traisci. Piano piano si sta chiarendo la formula della Europa Conference League, la nuova terza coppa europea, presentata un anno fa a Lubiana e che partirà dalla stagione 2021/2022. Ma perché la scelta di creare (di nuovo) una terza coppa? E chi prenderà parte al nuovo torneo?

di Francesco Paolo Traisci

Piano piano si sta chiarendo la formula della Europa Conference League, la nuova terza coppa europea, presentata un anno fa a Lubiana e che partirà dalla stagione 2021/2022. Ma perché la scelta di creare (di nuovo) una terza coppa? La terza competizione appare dedicata prevalentemente ai campionati minori, concedendo a più squadre di questi ultimi di partecipare ad un torneo continentale. Sarà una competizione nuova, che non sostituisce l’Europa League, anche se ne ridurrà il numero delle partecipanti. Si porrà al di sotto di quest’ultima, tanto che la sua vincitrice sarà qualificata di diritto per la Europa League dell’anno successivo (così come la vincitrice di quest’ultima si qualifica per la Champions dell’anno successivo).

I motivi delle creazione

Aumentano quindi gli spazi per le squadre dei campionati di secondo piano. Il tutto in base al ranking ufficiale UEFA, quello che ad oggi determina il numero di squadre partecipanti alle due competizioni continentali. Dagli studi dell’UEFA emerge infatti che solo 29% delle Federazioni nazionali sono rappresentate all’interno della fase a gironi della Champions League, che peraltro vede quasi il 60% delle partecipanti a tale fase proveniente da sole 5 nazioni.  È chiaro che con una nuova competizione si accrescono il numero di gare europee e di club partecipanti, e come ha dichiarato il n.1 UEFA, Alexander Ceferin durante la conferenza di presentazione “c’è una diffusa richiesta da tutti i club di aumentare le proprie possibilità di partecipare più regolarmente alle competizioni europee”. La volontà è quindi quella di accontentare le Federazioni meno blasonate, dopo averle escluse quasi completamente dalla Champions a favore dei club delle Federazioni più importanti (e ciò anche per scongiurare la minaccia di secessione dell’ECA con la Superlega, progetto peraltro non del tutto tramontato).    

La formula

La formula appare armonica con quella delle altre competizioni, ponendosi in una ipotetica scala gerarchica al di sotto della Europa League, così come quest’ultima si pone al di sotto della Champions. Infatti ad essa parteciperanno 32 squadre, suddivise in 8 gironi da 4 squadre ciascuno. Le prime classificate di ogni girone vanno avanti, mentre le seconde si scontreranno con le terze classificate, e quindi eliminate, nella fase a gironi della Europa League. Le vincenti delle 8 partite e le 8 prime classificate nella fase a gironi daranno vita quindi ad ottavi, quarti, semifinali e finale.

Chi parteciperà?

I club di tutte le federazioni facenti capo all’UEFA, con un numero di squadre variabile in funzione del proprio ranking UEFA. E così mentre le prime 5 del ranking avendo già nelle altre due competizioni (e soprattutto nella Champions) un numero elevato di club si contenteranno di 1 sola rappresentante (da noi la sesta classificata, o la settima se la vincitrice della coppa nazionale si qualifica per la Champions, mentre in Inghilterra ci sarà uno spareggio fra la 7 classificata e la vincitrice della Carabao Cup), così come quella all’ultimo posto (55°) del ranking, mentre le nazioni dal 6º al 15º e quelle dal 52º al 54º, con due rappresentanti mentre tutte le altre ne avranno 3, ad eccezione del Lichtenstein in cui, esistendo solo la coppa nazionale, vedrà solo la vincitrice di quest’ultima fra i partecipanti.

Sembra un gioco ad incastro con le altre coppe!  Con la programmata riduzione a 32 delle squadre di Europa League, le federazioni piazzate al di sotto del 15° posto del ranking manterranno infatti nella Europa League solamente la vincitrice del campionato nazionale, mentre le altre rappresentanti slitteranno in Europa Conference League.

Quando si disputeranno le partite?

Le partite saranno disputate il giovedì con calcio d’inizio alle 19.00 ed alle 21.00, orari in cui attualmente si gioca la Europa League. E orari che, evidentemente, si sovrapporranno con quest’ultima.  Per questo, al di là del nome scelto, mostrano che si tratterà di una Europa League di serie B.  Molto spazio quindi alle nazioni meno blasonate, con un minimo coinvolgimento per le federazioni di elite. Infatti l’unico cambiamento per queste ultime sarebbe che l’ultima qualificata per l’Europa (ossia la sesta o la settima a seconda del piazzamento finale della vincitrice della Coppa) anziché partecipare ai turni preliminari di Europa League, entrerebbe in quest’ultima.

E forse non sarebbe un male! Non crediamo quindi che nel possano risentire i campionati più importanti come il nostro. Non c’è il pericolo che i loro campionati nazionali si riducano sempre di più a tornei di allenamento: per noi cambierebbe ben poco. Al contrario, l’aumento delle competizioni servirà sia per vendere più diritti televisivi sia per dare lustro e vetrina a squadre e federazioni in secondo piano nel calcio europeo, che si sono sentite danneggiate dall’esclusione dall’Europa che conta, con la creazione di una Champions sempre più riservata ai campionati maggiori. Sicuramente si scaverà sempre di più il solco fra questi e gli altri, ma in ogni caso dare anche ai club di altre nazioni l’illusione di entrare nell’Europa del calcio può essere una mossa per farli contenti. 

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