I pacchetti e l’accordo Sky-Mediaset, le due spine della rosa di Mediapro

Di Francesco Paolo Traisci. Continua il tormentone dei diritti televisivi. Riusciremo a vedere le partite? Ancora non abbiamo certezze. E Mediapro si trova davanti qualche problema.

di Francesco Paolo Traisci

Continua il tormentone dei diritti televisivi sulle partite di Serie A del prossimo campionato (e dei due successivi).  Riusciremo a vedere le partite in televisione o in streaming sui nostri telefonini, tablet o computer? Ancora non vi è alcuna certezza. Anzi, l’orizzonte sembrerebbe tingersi di tinte sempre più fosche.

In realtà nulla di nuovo, ma solo una conferma delle sensazioni che molti avevano manifestato: la strada per l’intermediario che se li è aggiudicati appare in salita. Dopo l’aggiudicazione definitiva con il nulla osta dell’Antitrust, ora Mediapro deve infatti confrontarsi con i limiti che, in verità senza alcuna sorpresa, gli ha imposto l’Authority. Gli spagnoli debbono limitarsi a fare quello che hanno promesso di fare aggiudicandosi il bando: gli intermediari. Niente canale di Lega gestito direttamente e nessun nuovo spacchettamento. Altrimenti sarà necessario un nuovo nulla osta da parte della stessa Antitrust con una tempistica che si allungherebbe sempre di più, rischiando di non fare in tempo per l’inizio campionato.

Mediapro e i pacchetti della discordia

E quindi, preso atto della presa di posizione dell’Authority preposta, agli spagnoli non è rimasto altro che rimboccarsi le maniche e andare in giro a rivendere il prodotto. Lo stesso che ha avuto in concessione ossia i famosi 5 pacchetti A, B, C, D1 e D2, che ormai tutti conoscono. A, B e C sono i pacchetti divisi per piattaforma relativi alle gare interne ed esterne di 8 squadre, sicuramente le migliori, individuate con i criteri indicati nell’allegato 9 del bando. Delle partite di queste squadre, poi il pacchetto A è relativo alle trasmissioni satellitari, quello B al digitale terrestre mentre il C riguarda internet, streaming e altre forme di trasmissione wireless. Gli ultimi due pacchetti sono invece relativi ai match delle altre 12 squadre con diritti di trasmissione su tutte le piattaforme.

Chiaramente Mediapro, per ottenere il proprio profitto, deve riuscire a rivendere utilmente questi pacchetti. E per farlo, deve confrontarsi con gli operatori presenti. Che, salvo novità della ultima ora, altri non sono se non quelli che erano già interessati ad acquistare direttamente i diritti. Si parte quindi dall’interesse e dalle cifre (perché i margini delle trattative sono limitati da quanto previsto nei bilanci di ciascuno), già manifestato nel corso delle due aste per broadcaster. Ed allora i riscontri ufficiali dicono che Sky aveva superato la base d’asta prevista per i pacchetti A e C (ossia le squadre migliori, rispettivamente su piattaforma satellitare e su reti informatiche, smartphone ecc., Sky go, per intenderci), ed ha buttato lì due fiches, ritenute assolutamente insufficienti dalla Lega, nelle buste relative agli altri pacchetti, ossia quelli D1 e D2. Mediaset, dal canto suo, ha chiaramente fatto la sua offerta per il pacchetto B, non arrivando però alla base d’asta prevista (ossia 260 milioni).

I due pacchetti D non interessano a Sky e Mediaset

E non è un caso che i problemi per gli spagnoli, al di là del braccio di ferro con Sky per il pacchetto A (e C), sono dovuti all’assoluto disinteresse per i pacchetti D1 e D2 e dallo smarcamento di Mediaset che ha manifestato più volte la volontà di limitare i suoi investimenti nelle trasmissioni sportive (in particolare in quelle pay per view). Analizziamo le due situazioni.

La realtà è che i pacchetti D sono poco appetibili perché composti sì di più squadre (e quindi più partite), rispetto a quelle dei pacchetti A, B e C (12 rispetto agli 8 di questi ultimi), ma con sicuramente meno appeal mediatico. Quasi tutte le migliori sono indubbiamente nei primi 3 pacchetti: 4 fra le prime 5, 2 fra quelle posizionate fra il 6 ed il 10 posto, 1 fra l’11° ed il 17, 1 neopromossa. I pacchetti D sono quelli residuali, composti prevalentemente da squadre piazzate fra l’11 ed il 17 posto e di neopromosse (2). Fra le prime dieci ci saranno solamente una delle prime 5 e 3 delle ulteriori 5. Peraltro la scelta delle squadre spetterà a chi ha speso di più fra gli aggiudicatari degli altri 3 pacchetti. Chi si aggiudica il pacchetto A (che è quello economicamente più ricco), potrà quindi scegliere 4 fra le prime 5 (ad oggi, ed un cambio pare difficile, dovrà rinunciare solo ad una fra Juve, Napoli, Roma, Inter e Lazio), 2 fra la 6 e la 10 (le migliori mediaticamente in questo senso paiono Milan e Fiorentina), una della parte bassa della classifica ed una neopromossa, lasciando ben pochi incontri di cartello nei due pacchetti residuali. Perché spendere tanto per partite fra squadre che non solleticano l’interesse dei telespettatori?

La differenza la faranno le partite in esclusiva

Perché la vera differenza la faranno le gare in esclusiva! Premesso che nessuna squadra sarà in esclusiva in uno dei pacchetti, saranno le partite di cartello ad essere quasi tutte in esclusiva nei primi 3. Infatti le partite fra una squadra delle 8 che compongono i tre pacchetti ed una del pacchetto D le potranno trasmettere i titolari di entrambi i pacchetti, quelle fra squadre dello stesso pacchetto sono in esclusiva. Quindi l’aggiudicatario del pacchetto A potrà trasmettere in esclusiva Juventus-Napoli (facendo un ipotesi di scelta ragionata delle squadre), mentre in contemporanea il titolare del pacchetto D potrà mandare in onda Sassuolo-Crotone o Atalanta-Chievo. E, senza alcuna offesa per queste ultime 4 squadre, dal punto di vista del palinsesto e degli ascolti previsti, non è certo la stessa cosa! Per questo, i pacchetti D non hanno suscitato alcun interesse nei Broadcaster, e continuano a non suscitarne. Riuscirà Mediapro a trovare acquirenti per questi due pacchetti?

Che succede con l’accordo Sky-Mediaset?

L’altro problema per Mediapro è l’annunciato disimpegno dalle trasmissioni sportive criptate di Mediaset. Il pacchetto B, infatti, già al momento dell’asta per operatori della comunicazione, non era riuscito ad ottenere un’offerta che superasse la base d’asta prevista. Mediaset aveva sì formalizzato la propria, ma ad una cifra minore rispetto a quella richiesta, vanificando quindi l’asta e impedendo, non solo l’aggiudicazione di quel pacchetto, ma, insieme al fallimento dell’asta per i pacchetti D, quella di tutti i diritti direttamente ai broadcaster.

Che sia una strategia a lungo periodo di Mediaset o che sia frutto di un’intesa istantanea con Sky, questo ancora non lo sappiamo. È vero che Mediaset negli ultimi anni, forse dopo l’esperienza non troppo positiva della Champions League, sta rivendendo la sua posizione sulle trasmissioni sportive in modalità pay per view, preferendo investire in quelle in chiaro, ma qualcuno ipotizza anche un intesa con Sky per far fronte comune nelle trattative con gli spagnoli e spartirsi, di comune accordo, la ricca torta a prezzi contenuti.  Se così fosse, non sarebbe nulla di nuovo. Molti ricordano la prima asta dei diritti audiovisivi, con un intervento a gamba tesa dell’Antitrust, a sanzionare un’intesa ritenuta restrittiva delle regole sulla concorrenza. Attenti quindi alle intese vietate! Peraltro una volta avvenuta l’aggiudicazione il margine che la normativa lascia per le subconcessioni e per la cessione totale o parziale delle licenze è assolutamente limitato alla possibilità di ritrasmissione in simultanea su altre piattaforme e necessita del previo accordo della Lega.

Il problema di Mediapro sono i pochi operatori nel mercato italiano

Il vero problema degli spagnoli è la realtà del mercato delle comunicazioni nel nostro paese, fatto di posizioni dominanti più o meno riconosciute e legittimate, con un panorama assai ristretto di operatori. La speranza degli spagnoli di allargare questo mercato suscitando interesse in altri operatori per ora sembra essersi dimostrata vana, tanto da costringerli a venire a patti con quelli presenti. Avranno in serbo qualche asso nella manica?

Presto lo vedremo, perché è annunciata per oggi la pubblicazione del bando con il quale Mediapro metterà all’asta i pacchetti per gli operatori interessati. I pacchetti che, a meno di sorprese e forzature, dovrebbero essere gli stessi che ha avuto in concessione.  Chi presenterà un offerta? E soprattutto con quali cifre? Il rischio è sempre lo stesso: ad agosto inizierà il campionato; riusciremo a vederlo da casa?

  

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