Lotta al coronavirus e merchandising: nasce la mascherina del tifoso

Di Francesco Paolo Traisci. Le nuove frontiere del marketing di un calcio che deve fare i conti con il coronavirus. In una Bundesliga che ha annunciato la ripartenza, il Bayern Monaco si fa pioniere della mascherina del tifoso.

di Francesco Paolo Traisci

Il calcio è ancora fermo e stenta a ripartire. E nel frattempo tutti cercano di limitare le perdite… Perdite non solo in termini economici, ma anche in termini di affezione dei tifosi. Un qualcosa di evitare, affinché alle perdite attuali per i costi del campionato non terminato non si sommino anche i mancati futuri incassi. Il lungo stop sta infatti quantomeno in parte mostrando che di calcio si può anche fare a meno. Ed allora la speranza è che alla ripresa si torni tutti a tifare, anzi con rinnovato ardore, per le nostre squadre del cuore.  Certo, che si ritorni a gremire gli stadi. Ma per questo ci vorrà del tempo. Anzi è certo che, a prescindere da come finirà quella attuale, la prossima stagione inizierà a porte chiuse. E si prevede che fino all’inverno prossimo sarà così. Ed allora i club sperano di incrementare le altre fonti di reddito. Sponsor, diritti audiovisivi, iniziative pubblicitarie, c’è molto fervore e ampio spazio per la creatività!

La mascherina del tifoso

Creatività che può sbizzarrirsi nelle varie forme di merchandising che un club può immaginare: i prodotti con il logo della squadra potrebbero andare a ruba in un momento in cui la fame di calcio la fa da padrona. E distribuire o vendere prodotti collegati all’emergenza virus con il marchio della società potrebbe avere una molteplice valenza: garantire un guadagno economico eventualmente da devolvere in beneficenza a favore di chi combatte in prima linea contro questo maledetto virus, certo, ma anche psicologico, per compattare i tifosi, il loro spirito di appartenenza e per mostrare al mondo, agli sponsor ed agli addetti ai lavori la forza mediatica della squadra e la vicinanza fra squadra e tifosi. Ed anche per incentivare l’uso delle mascherine, che tanto sarà importante per sconfiggere il virus. Senza dimenticare che potranno essere utilizzate anche quando gli stadi saranno di nuovo aperti, se dovesse comunque rimanere (cosa che probabilmente avverrà) l’obbligo di indossarle per qualsiasi evento all’aperto. O anche solo a livello precauzionale. O, quando tutto sarà finito, come elemento decorativo, come una bandiera, una bandana, un fazzoletto con i colori del club quando la squadra gioca in casa o in trasferta!

Il successo dell’iniziativa del Bayern

E così prima ancora della ripresa del campionato tedesco, il Bayern ha già venduto migliaia di mascherine con i colori del club. Il prodotto simbolo di questa tremenda emergenza Covid è infatti obbligatorio quasi ovunque nel mondo, all’aperto o al chiuso nei mezzi di trasporto o negli uffici. Tutti debbono e dovranno indossarne una: cosa di meglio per il club se quella indossata porta i suoi colori? Tanto che l’alta richiesta ha costretto il club a scrivere un comunicato di scuse ai tifosi per invitarli a comprendere la situazione e i ritardi nella consegna dei pezzi venduti. Il ricavato sarà devoluto interamente in beneficenza, a favore in particolare di tutti quegli enti che stanno combattendo il coronavirus in prima linea. Ed una piattaforma solidale a tal fine è stata addirittura creata dai centrocampisti biancorossi Joshua Kimmich e Leon Goretzka, per una iniziativa che, pur non portando alcun profitto economico nelle casse del club, porta tanto a livello di immagine. E lo stesso, per rimanere all’interno della Bundesliga, ha fatto subito dopo, lo Stoccarda, realizzando 3 diversi tipi di mascherina che vengono venduti a 7,5 euro al pezzo, con l’intero ricavato devoluto in beneficienza.

Anche la NBA è in prima linea. E la Serie A?

Ma anche negli USA, dove la mascherina è altrettanto obbligatoria, calcio e soprattutto basket si sono attrezzati. La NBAsfruttando anche la popolarità del basket negli States e la speranza di poter ripartire quanto prima, ha realizzato mascherine tanto con il logo della lega stessa quanto con quello delle singole franchigie, con kit di tre mascherine venduto per 25 dollari sullo store ufficiale NBA, in collaborazione con Fanatics, grande catena americana di distribuzione di gadget a tema sportivo. E così, come i club all’estero, presto anche le squadre di A potrebbero dar via alla loro produzione in vista della fase 2. La Roma aveva pensato a qualcosa di simile già i primi di aprile. Regalare un kit ai tifosi abbonati che includesse una mascherina con il logo della squadra poteva essere un modo per sensibilizzare le persone a usarle nei luoghi pubblici e per evitare nuovi contagi, in caso di una ripartenza futura del calcio e riapertura degli stadi. Ma attenti alle contraffazioni!  A Ciampino il 15 aprile 130mila dispositivi di protezione individuali con i loghi delle squadre taroccati sono stati già sequestrati dalla Guardia di Finanza. Mascherine non conformi alle normative e prive di marchio di certificazione. Ed allora non solo la Roma, ma anche altri club di serie A stanno pensando di realizzarle in forma ufficiale e con tutti i criteri di sicurezza necessari, magari come iniziativa per sostenere anche il personale medico e sanitario impegnato nel combattere la pandemia, aggiungendo la mascherina ai gadget ufficiali.

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