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Lega Serie A, le conseguenze del caso Superlega: accuse di tradimento e sospetti sulla trattativa con i fondi

Di Francesco Paolo Traisci. In Serie A si grida al tradimento, tra Marotta consigliere federale e Agnelli incaricato nella trattativa dei fondi. Si prevedono pene esemplari? Cosa deciderà la Lega? Quale sarà il futuro della Lega di A? 

Francesco Paolo Traisci

Anche in Lega si respira aria di day after. Dopo il terremoto Superlega, si raccolgono i cocci. Come accogliere i rappresentanti delle 3 società che dopo la presentazione del progetto erano stati minacciati di espulsione dalla Federazione e dalla Lega? Un progetto che per molti colleghi ha rappresentato un tradimento anche personale. E come mantenere la fiducia in chi ritieni ti abbia tradito? Un problema anche perché alcuni di loro erano personalmente impegnati nella rappresentanza della Lega. Quale fiducia dei colleghi nei confronti di Marotta, presente nel Consiglio Federale proprio in quanto rappresentante della Lega (insieme a Lotito) e Scaroni, Consigliere di Lega. Ma soprattutto quale fiducia in Andrea Agnelli chiamato (insieme ad altri colleghi) a rappresentare la stessa Lega nelle trattative con i fondi per la costituzione della famosa media company per la gestione dei diritti di immagine, ma soprattutto per lo sfruttamento di quelli audiovisivi?

Trattativa boicottata?

E c'è il sospetto che dietro al fallimento delle trattative ci fosse proprio il progetto, tenuto nascosto, della Superlega, che avrebbe, secondo la visione dei fondi, portato ad una svalutazione del prodotto, tanto da chiedere di inserire alcune clausole che li avrebbero garantiti contro tale eventualità. E ciò perché una serie A senza le 2 milanesi e la Juventus (o quantomeno con un loro minore impegno) avrebbe avuto un valore minore e, ad un rifiuto in tal senso, ci sarebbe stato poi un irrigidimento delle parti che avrebbe portato al fallimento dell’iniziativa. Questo è anche il pensiero di alcuni dei club che hanno così minacciato i tre club di agire per i danni causati dalla mancata conclusione dell’affare. Si perché ritengono che a causa del comportamento ambiguo delle 3 squadre abbiano perso un affare, che avrebbe potuto concretizzarsi.Con quale fondamento?  Non sappiamo che carte hanno in mano. Certo, per convincere un giudice, servirebbe una prova certa della malafede con la quale sono stati portati avanti i negoziati, della volontà nascosta di farli fallire, di boicottarli dall’interno. Ed è difficile che ci sia.

Il voltafaccia legato alla Superlega?

Ma, anche se non ci sono elementi per convincere un giudice, certo più di un presidente si è convinto che le trattative sono state effettivamente ostacolate da chi, pur negoziando, non aveva nessuna intenzione di concludere o comunque aspettava qualcos’altro prima decidere se concludere o meno. E tutti ricordano l’iniziale favore per l’iniziativa espresso da quasi tutti i club (solo Lazio e Napoli si erano dichiarate contrarie sin dall’inizio), culminato con l’accettazione della parte economica della proposta e la creazione di una commissione incaricata di fissare quelli che qualcuno, in modo in realtà un po’ superficiale, aveva ritenuto aspetti di dettaglio. In quella commissione c’era Andrea Agnelli, che poi ha avuto un repentino ed improvviso cambio di opinione tanto da affiancarsi alle due società inizialmente contrarie, portando dalla loro parte anche altri 4 club amici, Ed è arrivato a dichiarare che la trattativa sarebbe definitivamente naufragata. Ed è proprio di tradimento che alcuni presidenti hanno accusato Agnelli più o meno apertamente, tanto da costringerlo più volte intervenire per dichiarare che questo fallimento e la vicenda Superlega non sarebbero state in alcun modo legate. Senza, però, convincere nessuno, tanto che molti dei club avrebbero individuato lui come il principale responsabile di un’operazione che ha portato a far fallire una trattativa da 1,7 miliardi di euro e resterebbe in piedi l’ipotesi di una causa nei suoi confronti. Sicuramente la figura peggiore nella vicenda l’ha fatta lui, tanto che qualcuno ha parlato addirittura di una sua sostituzione alla presidenza dei bianconeri.

Le tensioni interne

Ed i nodi presto verranno al pettine. La prossima riunione sarà quella in cui ci sarà la discussione del pacchetto 2 dei diritti tv ed alcuni club hanno già preannunciato battaglia. Ma sarà anche l’occasione per discutere sia delle posizioni dei club sia di quelle di alcune cariche. Dopo quello che è successo con la Superlega, ad esempio, Marotta ha annunciato che rimetterà il mandato da Consigliere FIGC. “Rimetterò il mandato di consigliere federale, se la maggioranza delle società non vorrà che io continui farò un passo indietro", ha detto prima di Spezia-Inter. Ma sicuramente si parlerà anche della fiducia nei confronti del Presidente del Milan, Scaroni, attualmente consigliere di Lega, con un Milan però che, a differenza dell’Inter, è sempre stato a favore della chiusura con i fondi. Ma sarà anche un’occasione per chiarire la posizione del proprio club nei rapporti con gli altri, ripensando le attuali alleanze e tessendone di nuove. E lo stesso Presidente Paolo Dal Pino, non nasconde la possibilità di azioni nei confronti di Juventus, Inter e Milan ma più in generale anche del fronte di sette squadre (non ci sono i rossoneri, ma Inter e Juve, Atalanta, Napoli, Lazio, Fiorentina e Verona) che lo hanno sfiduciato una settimana fa, con l’accusa di aver portato per le lunghe l’assegnazione dei diritti a DAZN. Ci sarà dunque battaglia. Quanto meno verbale. Ma questo solo perché sono tutti collegati da remoto!