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Lega di Serie A, cercasi presidente politico: le votazioni e i possibili candidati

Lega di Serie A, cercasi presidente politico: le votazioni e i possibili candidati

Di Francesco Paolo Traisci. Si cerca il successore di Dal Pino, dimessosi all’inizio di febbraio per una scelta di vita professionale lontana dall’Italia ma, forse, anche perché sentiva di non avere più la fiducia dei club. Chi al suo posto?

Francesco Paolo Traisci

A caccia di un nome nuovo, che possa fare contenti tutti. È una rincorsa contro il tempo visto che, qualora la vacanza dovesse protrarsi, la FIGC prendendone atto, nominerà un commissario ad acta, ossia una figura che dovrà farsi carico di riformare lo statuto secondo le indicazioni, o, meglio, i diktat del CONI. E molti presidenti non vogliono darla vinta a Gravina e dovranno fare presto. Si cerca il successore di Dal Pino, dimessosi all’inizio di febbraio ufficialmente per una scelta di vita professionale lontana dall’Italia ma, forse, anche perché sentiva di non avere più la fiducia dei club, stanco probabilmente di veder bocciati i suoi progetti per la litigiosità fra i vari patron, primo fra tutti quello della famosa media company con l’ingresso dei fondi, naufragato a causa della Superlega. Una figura che era sempre riuscita a mediare fra i presidenti e la FIGC e che, proprio per la guerra in atto fra una frangia numerosa di club ed il n. 1 della FIGC, avrebbe deciso di gettare la spugna.

Le elezioni e i possibili candidati

Per ora uno dei componenti del Consiglio Federale è stato eletto vice presidente, in modo, appunto, di poter gestire la fase elettorale. Ma i presidenti sembrano assai lontani dal trovare un nome sul quale far convergere i voti. Nome che, da statuto, deve venire da fuori, deve essere un indipendente, ossia un soggetto non legato ai club. Sarà difficile se non impossibile trovare un candidato che stia bene a tutti, e che abbia rapporti importanti col governo in una Lega dove in troppi vanno in ordine sparso. E via alla kermesse dei nomi avanzati e poi bruciati. In primis i politici. Fra questi Pierferdinando Casini, politico di lungo corso che, chiamato in causa, ha subito negato la propria disponibilità. Poi quello di Blandini, consigliere di Lega, indipendente ma fortemente voluto e legato a Claudio Lotito. Ecco, intorno al patron della Lazio si è creata una coalizione che sta tentando di trovare un nome su cui far convergere i voti. Patron della Lazio che in molti considerano il regista della famosa lettera al CONI per l’adeguamento dello Statuto ed in generale della fronda nei confronti della FIGC. Altri nomi, come quello di Percassi (appena eletto vice presidente), sempre dello schieramento del boss laziale, sarebbero deboli perché, come accennato, non indipendenti, e quindi per superare la preclusione dello statuto che richiede che il presidente di Lega non sia legato ai club, dovrebbero avere una deroga da parte della FIGC, e quindi dal “nemico” Gravina.

Gravina aspetta...

Il quale aspetta sereno e distaccato l’evolversi della situazione, lasciando che i presidenti si scornino fra loro. Forte anche dell’investitura del CONI, che, a parole di Malagò, ha bollato il problema dello statuto come problema interno alla FIGC, lasciando, quindi, da un lato, mano libera a Gravina di procedere con un eventuale commissario ad acta, e, dall’altra negando quella interlocuzione diretta che i club vorrebbero, come espresso chiaramente nella loro lettera. Chiare le sue parole di qualche giorno fa: “da parte mia non c'è mai stata nessuna invasione di campo in alcuna componente. Il nuovo presidente della Lega? Non entro nel merito, lo scelgano i presidenti: sono imprenditori, hanno autonomia e capacità ma non attribuiscano ad altri la responsabilità di eventuali fallimenti".

...ma i club non vogliono il commissario

Di sicuro Lotito non è uno che si arrende tanto facilmente e magari potrebbe convincere i colleghi con lo spauracchio del commissario. Perché su questo tutti e 20 i presidenti sono d’accordo: non hanno nessuna intenzione di farsi commissariare! Nelle prime due votazioni è previsto un quorum di 14 voti, e, nella prima tenutasi lunedì 7, come facilmente pronosticato, non è arrivata alcuna fumata bianca. 17 schede bianche, 2 nulle ed un voto per Blandini, bruciato così immediatamente. Lunedì ci sarà la seconda, sempre con un quorum di 14 voti, che probabilmente non sortirà alcun vincitore, e sicuramente cominceranno a delinearsi con maggiore precisione dei nomi. Ma già nella prima sono cominciati i giochi e l’aria pare serena. Al termine dell’Assemblea è intervenuto il nuovo vicepresidente Luca Percassi: “È stata una riunione molto piacevole, in cui tutti i club si sono espressi con grande unità di intenti. Rispetto al passato recente il clima è stato molto costruttivo e collaborativo: sono fiducioso si possa tornare a dialogare in maniera semplice perché la Lega di A sia il motore del calcio. La mia elezione era necessaria per garantire continuità dell’assemblea, ma il messaggio più importante è quello del dialogo e del confronto. Lavoriamo per crescere”. Dalla terza votazione si scende a 11 e allora dovrebbe essere più facile trovare un presidente. E così quella del 23 febbraio, dovrebbe essere, a detta di tutti, la data giusta per l’elezione di un nuovo presidente. Molti prevedono che sarà un politico, come vorrebbero le numerose presidenze americane ed in generale quasi tutti i club. Un politico anche per dialogare direttamente con il Governo in tema di aiuti e finanziamenti, di tasse da spalmare e diritti audiovisivi con il Decreto Melandri da rivedere, di stadi da costruire e di tutti gli altri temi economici e finanziari che interessano i nostri presidenti, bypassando FIGC e CONI.

Già lunedì vedremo i primi nomi: qualcuno è già stato fatto, qualcuno si è già chiamato fuori come Casini, altri resistono, come Walter Veltroni e Angelino Alfano. Ma molti altri potrebbero spuntare. Certo dipenderà anche dagli schieramenti politici. Da parte mia, c’è grande curiosità!