Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

diritto effetto

L’abolizione del vincolo sportivo, tra resistenze e proroghe

L’abolizione del vincolo sportivo, tra resistenze e proroghe - immagine 1
Di Francesco Paolo Traisci. Luglio doveva portare con sé una piccola rivoluzione: l’abolizione del vincolo sportivo. Cosa dicono le nuove norme? E perchè si è già arrivati alla proroga per l'abolizione completa?

Francesco Paolo Traisci

Il vincolo sportivo. Uno dei mali del nostro movimento sportivo. Tenere legato un atleta ad una società sportiva che detiene il suo cartellino è sempre stato considerato una forma di sfruttamento intollerabile. E così per prima è intervenuta la Corte di Giustizia Europea che, nel caso Bosman, lo ha eliminato per gli atleti professionisti, invitando le federazioni a limitarlo anche per i dilettanti. E così, da noi come altrove, si è intervenuto per porre dei limiti temporali, inizialmente fino al 25 anno di età. Ma la battaglia degli abolizionisti non è certo terminata e tornando ciclicamente il dibattito, l’abolizione del vincolo rappresenta uno dei punti cardine della riforma dello sport che porta la firma del ministro Spadafora.  

Il no delle società dilettantistiche all'abolizione

Dall’altra parte della barricata ci sarebbero le società sportive dilettantistiche in particolare quelle che si dedicano alla cura dei settori giovanili che si vedrebbero private di quel ritorno economico vitale per il loro sostentamento. Investire sulla formazione dei giovani senza alcun ritorno, se, una volta cresciuti ed affermati, sono liberi di andare altrove senza alcuna ricompensa per chi li ha fatti crescere e ha valorizzato la loro bravura, sarebbe un forte disincentivo per tutti coloro che fanno sport giovanile. Tanto da costringerli a mollare.  Un conflitto fra la libertà dell’atleta e la sussistenza e la ragion d’essere di tutto un movimento che ruota intorno ai giovani ed alla loro formazione come atleti.

Le nuove norme e l'abolizione a luglio 2022

Conflitto che non si affatto risolto, come si pensava, con il Decreto Legislativo n. 36 del 26 febbraio 2021 con il quale si è data attuazione all'articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, sul “riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo”. Il decreto del Governo Draghi con il quale in extremis sono stati recepiti i cinque decreti legislativi della famosa riforma Spadafora. In particolare l’art. 31, intitolato proprio “abolizione del vincolo e premio di formazione tecnica”, ha previsto esplicitamente che “le limitazioni alla libertà  contrattuale   dell'atleta, individuate come vincolo sportivo, sono eliminate entro il 1° luglio 2022”. 

Consentendo tuttavia alle Federazioni Sportive Nazionali la facoltà “di dettare una disciplina transitoria che preveda la diminuzione progressiva della durata massima dello stesso”. E chiudendo nel senso che “decorso il termine di cui al primo periodo del presente comma, il vincolo sportivo si intende abolito”. Una norma perentoria, lapidaria, che nell’intenzione del Legislatore avrebbe messo fine al vincolo sostituendolo con l’obbligo di versare un premio di formazione tecnica, come indicato nel secondo comma, che distingueva fra società professionistiche e società dilettantistiche nel senso che “le società sportive professionistiche riconoscono un premio di formazione tecnica proporzionalmente suddiviso, secondo modalità e parametri che tengono conto della durata e del contenuto formativo del rapporto, tra società sportive dilettantistiche presso le quali l’atleta ha svolto attività dilettantistica, amatoriale o giovanile ed in cui ha svolto il proprio percorso di formazione, ovvero tra le società sportive professionistiche presso le quali l’atleta ha svolto attività giovanili ed in cui ha svolto il proprio percorso di formazione”, mentre quelle dilettantistiche riconosco un premio di formazione tecnica proporzionalmente suddiviso, secondo modalità e parametri che tengono adeguatamente conto della durata e del contenuto formativo del rapporto, tra le società sportive dilettantistiche presso le quali l’atleta ha svolto attività amatoriale o giovanile ed in cui ha svolto il proprio percorso di formazione”. Quindi non più vincolo, con la società in cui si è formato il ragazzo che tratta l’entità dell’indennizzo per liberare il ragazzo e farlo approdare alla società che lo ha richiesto, ma libertà per il ragazzo ed un indennizzo fissato con parametri federali che quindi è dovuto senza alcuna possibilità di bloccare il trasferimento.

La scadenza fissata è stata prolungata a fine 2023

Sennonché, arrivati a ridosso della scadenza fissata, questa è stata prorogata. L’abolizione del vincolo è stata rimandata nella conversione del decreto, l’entrata in vigore delle norme sulle tutele per il lavoro sportivo e per l’abolizione del vincolo è stata spostata di un anno e mezzo. Un rinvio tira l’altro: si passa dal primo luglio 2022 al 31 dicembre del 2023. Vincono le federazioni, perdono i sindacati degli atleti. Fra le ragioni della “sostenibilità” del sistema in un momento di grande criticità vista la tempesta Covid e quelle dei diritti di chi lavora nello sport, vincono le prime. 

Le modifiche nello status dei calciatori

Nel frattempo le federazioni hanno provveduto ad utilizzare gli spazi previsti per loro dall’art. 31. In particolare la FIGC ha, a metà giugno ritoccato gli artt. 31 e ss. delle proprie NOIF, che riguardano i “giovani”, i “giovani dilettanti” e la "durata del vincolo di tesseramento e svincolo per decadenza". Modifiche che già nell'immediato portano alcune modifiche sostanziali legate all'anagrafica dei tesserati, alla durata del vincolo stesso e le modalità di passaggio di 'status'. Il tutto in vigore dal 1° luglio 2022.

Nella nuova stesura dell’articolo infatti, si legge: ‘Sono qualificati ‘Giovani’ i calciatori e le calciatrici che abbiano anagraficamente compiuto l’ottavo anno e che all’inizio della stagione sportiva non abbiano compiuto il 16° anno”. In precedenza invece la dicitura riportava che: “compiuto l’ottavo anno di età e che al 1° gennaio dell’anno in cui ha inizio la stagione sportiva non abbiano compiuto il 16° anno di età”. Portato quindi un po’ più indietro il limite per i giovani calciatori. 

Altra modifica lo ‘scorporo’ del comma 1 dell’articolo 32 che definisce i ‘Giovani Dilettanti’. In precedenza infatti, il comma era ‘unico’ e recitava: ‘I calciatori/calciatrici ‘Giovani’, dal 14° anno di età anagraficamente compiuto, possono assumere con le società di Lnd o della Divisione Calcio femminile per la quale sono già tesserati, vincolo di tesseramento sino al termine della stagione sportiva entro la quale abbiano anagraficamente compiuto il 25° anno di età, acquisendo la qualifica di ‘Giovani Dilettanti’. Comma che viene invece così, sostanzialmente, modificato.

Introdotto un comma A) che recita: 'I calciatori/calciatrici che in corso di stagione compiono il 16° anno di età possono assumere con la società della Lnd o con le società di serie B della Divisione Calcio femminile per la quale sono già tesserati/e, vincolo di tesseramento sino al termine della stagione sportiva entro la quale abbiano anagraficamente compiuto il 24° anno di età, acquisendo la qualifica di ‘Giovane Dilettante’. Vengono quindi erosi due anni all’inizio ed uno alla fine per la costituzione del vincolo. Perciò, con le modifiche, non sarà possibile firmare il vincolo prima di aver compiuto il 16° anno e la durata dello stesso vincolo finirà nella stagione in cui il calciatore/calciatrice avrà compiuto 24 anni. Di conseguenza, l’art.32 bis accorcia di un anno la possibilità, per i calciatori e le calciatrici di chiedere lo svincolo per decadenza del tesseramento quando avranno compiuto i 24 anni nella stagione sportiva in corso mentre nel vecchio testo bisognava aver compiuto il 25° anno di età.

La nuova norma entrerà in vigore dal 1° luglio 2022 e si applicherà a tutti coloro che assumeranno il vincolo in base alle nuove direttive. Per coloro con ‘vincolo in essere’ invece, ovvero con vincolo sottoscritto con le regole attuali in vigore fino al 30 giugno 2022, la nuova regolamentazione entrerà in vigore dal 1° luglio 2023. Questo per evitare ‘scossoni’ immediati in vista dell’imminente nuova stagione. In questo caso, le istanze di svincolo possono e potranno essere presentate dal 15 giugno 2023 al 15 luglio 2023. Mi sembra quindi che sia stato fatto tanto rumore per nulla. Il vincolo rimane e rimarrà ancora per un pò!