La UEFA ha deciso, il Fair Play Finanziario accorpa 2020 e 2021: quali saranno le conseguenze?

Di Francesco Paolo Traisci. Il coronavirus ha creato enormi difficoltà per i club calcistici, scombinando tutti i loro piani economici e finanziari. Per questo motivo, la UEFA ha deciso di dar loro una mano, evitando di applicare la scure del FPF quanto meno per quest’anno…

di Francesco Paolo Traisci

Il coronavirus ha creato enormi difficoltà per i club calcistici, scombinando tutti i loro piani economici e finanziari. Tra mancati introiti e maggiori spese i club stanno cercando di contenere il deficit nei loro bilanci per tenere in ordine i conti. Per questo motivo, la UEFA ha deciso di dar loro una mano, evitando di applicare la scure del FPF quanto meno per quest’anno. È infatti ufficiale la notizia che il Comitato esecutivo della UEFA ha approvato una serie misure di emergenza temporanee riguardanti le licenze da assegnare ai club e al fair play finanziario, dovute all’impatto economico dell’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19.

Le decisioni della UEFA

Misure che prorogano i termini per completare trasferimenti e pagare gli stipendi, ma anche che rimandano all’anno prossimo la valutazione del bilancio ai fini del Fair Play Finanziario.  Cosicché, l’organismo presieduto da Ceferin sta innanzitutto cercando di allentare la pressione sui club, consentendo loro una maggiore elasticità per pagare gli stipendi e saldare gli altri debiti, ma anche per valutare gli effetti della crisi, quantificando i mancati ricavi dovuti alla crisi.  Tutti i club che prenderanno parte alle competizioni Uefa, avranno tempo fino al 31 luglio (e non fino al 30 giugno) e fino al 30 settembre per non avere debiti scaduti per ciò che riguarda trasferimenti, emolumenti, tasse e imposte da pagare rispettivamente entro il 30 giugno e il 30 settembre. È stata inoltre decisa una data comune per la registrazione dei giocatori dei club che parteciperanno ai tornei UEFA nella stagione 2020/21, fissata per il prossimo 6 ottobre. Per questo motivo, il Comitato esecutivo ha richiesto ai propri membri di fissare il termine per il mercato estivo al 5 ottobre 2020.

Valutazione dell’esercizio 2020 posticipata

Ma i provvedimenti presi serviranno anche per consentire più tempo ai club per prendere i provvedimenti necessari affinché siano ridotti nel tempo gli effetti del lockdown sul loro bilancio, senza che scatti immediatamente la scure del Fair Play Finanziario. In questo senso, la valutazione dell’esercizio relativo al 2020 è stata posticipata di un anno, facendo la media del deficit dei due anni presi in esame (2020 e 2021), in modo che le perdite di questa stagione potranno essere recuperate nella prossima, evitando così le sanzioni del Fair Play Finanziario. Un allentamento all’obbligo del break even, ossia del pareggio di bilancio, fulcro di tutto il sistema di controlli contabili dell’UEFA.  E così, se in periodi normali, chi non raggiunge la parità fra debiti e ricavi viene sanzionato, non ricevendo la licenza UEFA necessaria per disputare le coppe, con questi provvedimenti, potrà presentare un bilancio in perdita e recuperare la perdita nel prossimo.

Cambiano anche i periodi di monitoraggio

Nello specifico, gli accertamenti sull’esercizio 2020 sono rinviati di un anno e i risultati verranno valutati insieme a quelli del 2021, mentre il periodo di monitoraggio 2020/21 non prenderà in considerazione tre anni come di consueto, ma verrà ridotto a soli due esercizi (quelli conclusi nel 2018 e 2019). Al contrario, il periodo di monitoraggio 2021/22 coprirà in tutto quattro esercizi, ovvero 2018, 2019 e l’accorpamento dei risultati ottenuti nel 2020 e 2021, per i quali verrà fatta una media e dunque verranno valutati come un singolo periodo. In questo modo verranno neutralizzati gli effetti negativi attesi a causa della pandemia, permettendo inoltre specifici aggiustamenti. E molti saranno i beneficiari. Primo fra tutti l’Olympique Marseille che in tal modo potrà partecipare alla prossima Champions League pur non riuscendo a rientrare nei normali parametri del Fair Play Finanziario, ma anche tanti altri club, anche italiani, che così potranno disputare le coppe europee senza timore ed investire per ridurre le perdite.

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