La riforma dello sport si è arenata, tra accuse di ingerenze e confini di competenze

Di Francesco Paolo Traisci. La riforma inaugurata dall’allora ministro Giorgetti sta vivendo giorni travagliati e ora trova il suo terreno di battaglia anche all’interno del governo stesso. Il Ministro Spadafora rischia di essere sempre più solo e di soccombere sotto il fuoco amico. Ma quali sono i motivi dell’impasse?

di Francesco Paolo Traisci

La riforma inaugurata dall’allora ministro Giorgetti sta vivendo giorni travagliati e ora trova il suo terreno di battaglia anche all’interno del governo stesso. Il Ministro Spadafora, che è subentrato a Giorgetti, rischia di essere sempre più solo e di soccombere sotto il fuoco amico, dopo che il Dagl (ossia il dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio) il 21 ottobre aveva criticato fortemente l’impianto del testo unico dello sport con 5 pagine di osservazioni e venti punti in cui smonterebbe quanto proposto dal responsabile del dicastero. Il Ministro dal canto suo avrebbe affermato che in realtà si tratta di rilievi tecnici, essendo condiviso il 90% del documento. Non così convinti sarebbero i componenti del Tavolo sullo sport del Governo. Fatto sta che, nel batti e ribatti delle accuse, il Ministro avrebbe rimesso la questione direttamente nelle mani del Presidente del Consiglio e dei rappresentanti dei partiti della maggioranza. E la riforma rischia di arenarsi…

I temi del contendere: limite dei mandati e ingerenza politica

Non era piaciuta la proposta di limitare a due mandati per le cariche federali e quella di un ingresso maggiore della politica nello sport a scapito del CONI. Questi i due temi caldi, che fanno passare in secondo piano aspetti della riforma in realtà più che necessari. Nella delega infatti, quello di una riforma della governance dello sport era solo il primo punto insieme ad una ridefinizione del professionismo sportivo e delle figure di collaboratori sportivi, da un lato, ed alla semplificazione delle procedure amministrative e burocratiche per l’organizzazione dell’attività sportiva, all’interno della quale si era inserita anche una prevista riforma della legge sulla costruzione e l’ammodernamento degli impianti sportivi.  Ma la guerra iniziale fra Federazioni e CONI, soprattutto sulla distribuzione dei fondi statali per lo sport, che aveva portato alla creazione di Sport e Salute dalle ceneri di CONI Servizi Spa, si è trasformata in una battaglia per “l’autonomia” dello Sport, in cui tutti si sono uniti contro il Ministro ed il suo staff. Il divieto di terzo mandato per le cariche federali ha infatti avuto il merito di coagulare tutto il mondo dello sport, unito nella difesa della sua autonomia. La volontà del Governo di gestire direttamente i fondi destinati allo sport, entrando così nel cuore dei rapporti fra CONI e Federazioni, ha fatto il resto, riuscendo nel miracolo di compattare tutti, anche quelli che, in precedenza erano nemici acerrimi.

Confini di competenze

Oltre alla legge Lotti sui mandati, ci sarebbe comunque da definire i confini di competenze fra CONI e Dipartimento dello Sport che tenderebbe a diventare, secondo i rilievi del Dagl, un “dicastero a sé”, e, di conseguenza, fra CONI e Sport e Salute in termini di competenze e di dipendenti, che ormai il CONI non ha più, svolgendo le proprie attività attraverso il personale messo a sua disposizione da Sport e Salute con il famoso contratto di servizio. Ed è proprio questa questione della ripartizione di competenze ad accendere agli animi, essendo stata affrontata, secondo i rilievi del Dagl, in modo troppo vago e generico nella proposta di Spadafora. Si tratta certo di un aspetto assai delicato e sicuramente è difficile trovare formule precise, ma è fortemente necessario farlo in modo chiaro e su basi giuridiche certe. Anche perché questo punto è ormai entrato anche nel mirino del CIO, con una feroce polemica fra il Ministro ed il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, che ha minacciato sanzioni sportive per il nostro paese. E siamo ad una impasse. Impasse che deve essere superata per il futuro del nostro sport in un momento in cui ce ne sarebbe veramente bisogno!

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