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La Nota del Prof – Superlega Story – 6. Il day after

LONDON, ENGLAND - MAY 24:  General view of match balls during a FC Bayern Muenchen training session ahead of the UEFA Champions League final match against Borussia Dortmund at Wembley Stadium on May 24, 2013 in London, United Kingdom.  (Photo by Alex Grimm/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. Il racconto a puntate delle 48 ore che hanno rischiato di sconvolgere il calcio e che di certo ne cambieranno comunque il futuro...

Francesco Paolo Traisci

Quali conseguenze? Ceferin si è mostrato magnanime. Pronto, come il buon padre di famiglia, a riaccogliere a braccia aperte i figlioli prodighi, le pecorelle smarrite. Chi ha sbagliato, sarà perdonato. Tutti possono sbagliare, il suo messaggio. Ma secondo alcuni, non sarà del tutto indolore. Sicuramente qualcuno si è sentito tradito e qualche testa cadrà, qualche rapporto personale cambierà. E da noi si tornerà a parlare di diritti audiovisivi e di fondi, argomento accantonato in seguito all’alleanza fra gli iniziali oppositori (ossia Lazio e Napoli) ed i club che nell’ombra lavoravano per creare la Superlega.

Ripensare il modello calcio

Venerdì però la UEFA si riunirà di nuovo. Ora va ripensato tutto il modello calcio. Il numero uno della Federcalcio europea è già al lavoro: “Ieri ho detto che è ammirabile ammettere di aver sbagliato e questi club hanno fatto un grande errore. Ma adesso sono tornati in gruppo e so che hanno tanto da offrire, non solo alle nostre competizioni, ma all’intero calcio europeo. La cosa importante adesso è andare avanti insieme e ricostruire l’unità di cui godeva prima questo sport”. L’impressione è che nulla sarà come prima. La scossa si è sentita ed è stata devastante. E, anche se la vittoria pare essere da una parte sola, non è tanta netta la differenza fra vincitori e vinti. Il messaggio è stato forte e chiaro. Il malessere dei grandi club non può essere ignorato, così come la necessità di trovare nuove risorse, sfruttando meglio i diritti audiovisivi, con una radicale modifica del prodotto, compatibilmente con gli impegni già presi per la diffusione dei tornei con l’attuale format.

Una nuova...nuova Champions e non solo

Sicuramente ci saranno dei negoziati. Formule di compromesso potranno essere trovate, cominciando da una migliore e più condivisa formula della Champions League che verrà, con una giusta miscela fra inviti alle squadre blasonate che hanno fallito la qualificazione e meritocrazia pura. Trovando un format più adatto, in modo di avere più scontri diretti fra squadre dall’appeal mediatico e meno gare con squadre di minore richiamo. Ma anche riducendo gli impegni meno “interessanti”, con una riformulazione dei tornei nazionali. E razionalizzando i calendari dei tornei per rappresentative nazionali. Queste alcune idee, ma ce ne sarebbero tante altre. Ed allora, la fuga in avanti dei 12 ribelli, che a molti è sembrata scriteriata ed irrispettosa per l’inclusività e la meritocrazia che deve possedere il calcio a tutti i suoi livelli, potrebbe essere utile per indirizzare il calcio del futuro verso quella sostenibilità che oggi sembra perduta.