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La Nota del Prof – Superlega Story – 2. Le ritorsioni minacciate da UEFA e FIFA

(Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Di Francesco Paolo Traisci. Il racconto a puntate delle 48 ore che hanno rischiato di sconvolgere il calcio e che di certo ne cambieranno comunque il futuro...

Francesco Paolo Traisci

È proprio per le rimostranze dei tifosi che il progetto, ben studiato e imprenditorialmente inappuntabile sta rischiando di fallire. Sulla variabile che, probabilmente nessuno aveva tenuto in considerazione.

Si perché, il resto poteva, in un certo modo essere previsto.

Governi e federazioni

Potevano essere previste le reazioni delle istituzioni calcistiche e politiche. Perché c’è stata una reazione forte e compatta reazione del resto del mondo, calcistico e non. Anche dei politici e dei rappresentanti delle istituzioni. I vari governi dei paesi dei club interessati non hanno certo aspettato per far conoscere la propria contrarietà ad un progetto bollato come antimeritocratico. E poi ci sono le istituzioni sportive. Dopo le minacce dell’UEFA, spalleggiata dalla FIFA, con Infantino che ha ricordato la sua carriera ed il suo lavoro all’interno dell’organismo continentale, anche le Federazioni Nazionali non hanno lesinato parole di biasimo per l’iniziativa pronti a valutare le opportune ritorsioni.

Le ritorsioni per i club

Ovvero l’esclusione dei club ribelli dai propri campionati nazionali, con la motivazione che questi perderebbero interesse se la classifica finale non servisse anche per determinare le partecipanti ai tornei continentali e si avrebbe così un doppio binario fra chi si qualifica per le competizioni ufficiali e chi invece già è sicuro del posto nella propria competizione privata. Ed il tutto sarebbe ancor più complicato se insieme alle fondatrici della Superlega fossero invitate annualmente a partecipare anche altre squadre (così come trapela in alcune dichiarazioni dei club interessati). Se ad esempio alla Superlega 2021-2022, oltre alle tre fondatrici (Juve, Inter e Milan) queste decidessero di invitare anche Roma e Napoli, o l’Atalanta, o la Lazio (tutte squadre che per un motivi o per un altro, in virtù di alleanze più o meno nascoste, avrebbero la possibilità di farsi invitare), che succederebbe nel campionato italiano? Peraltro come funzionerebbero gli inviti? In base alla scelta annuale inappellabile delle società fondatrici, con i vari club interessati a pregare di pregare di essere invitati alla tavola dei ricchi? E così le Federazioni sono arrivate a minacciare l’esclusione delle ribelli dai propri campionati, trovando una motivazione plausibile e sostenibile: quella di conservarne la competitività ed il merito. Ma in realtà, la motivazione più forte è quella di difendere le competizioni europee ufficiali, anche perché, da quel punto di vista le ritorsioni da pare della diretta titolare, ossia dell’UEFA, avrebbero poco mordente, laddove un’esclusione dalla Champions sarebbe assolutamente indolore per i club che hanno già dichiarato di volerci volontariamente rinunciare.o.