La LND si rivolge al Governo: è possibile un recovery plan per salvare il calcio di base?

Di Francesco Paolo Traisci. Il calcio ai tempi del COVID. I professionisti e la Serie D stanno giocando i rispettivi campionati, ma il resto, dall’Eccellenza in giù è fermo. Ed anche le donne. Ma molti vogliono riprendere e terminarlo questo campionato! E quindi la LND si è rivolta al governo…

di Francesco Paolo Traisci

Il calcio ai tempi del COVID. I professionisti e la Serie D stanno giocando i rispettivi campionati, ma il resto, dall’Eccellenza in giù è fermo. Ed anche le donne. Ma molti vogliono riprendere e terminarlo questo campionato! Soprattutto per salvare quanto investito finora nell’ottica di una promozione in Serie D, un campionato di tutt’altro spessore ed interesse rispetto all’Eccellenza. Un campionato considerato di interesse regionale, a fronte al primo gradino dei campionati interesse nazionale rappresentato dalla Serie D, la vecchia Interregionale. Ma un suo interesse nazionale lo ha anche l’Eccellenza, per le promozioni che a fine campionato vedranno salire in Serie D le migliori: proprio quelle più interessate alla ripartenza. Non tutti sono infatti disposti a finirla qui, senza ripresa e senza promozioni, mentre è evidente che in Serie D un blocco delle retrocessioni metterebbe d’accordo tutti. Ma nemmeno una cristallizzazione delle classifiche, senza aver giocato nemmeno tutto il girone di andata sarebbe una soluzione praticabile. Ed allora per salvare tutto bisognerà ripartire e trovare la formula giusta, sia dal punto di vista della competizione sportiva, sia da quello dei costi. E come per i maschi così per le donne.

Come si fa per le promozioni?

Due punti dolenti: la competizione ed i costi. Il primo, bisognerà trovare la formula giusta per individuare coloro che saranno promossi, modificando in corsa un format che, evidentemente, per ragioni di tempo, non può più essere seguito. Quando è iniziato il campionato nei suoi vari gironi, le promozioni sarebbero andate alle prime in classifica al termine della regular season di ogni girone (con un massimo di 2 per regione, anche nel caso, come nel Lazio, in cui i gironi siano di più), alle 7 vincitrici dei playoff (su due fasi regionale, prima, e nazionale, in seconda battuta) e alla vincitrice della Coppa Italia Nazionale per le squadre di Eccellenza. Sennonché con il blocco, non c’è più tempo per attenersi al piano A ed è necessario un piano B, elaborato in funzione del tempo rimasti ma anche dei costi.

E i costi?

Costi sia relativi ai rimborsi per giocatori e collaboratori ed altre spese vive, sia per l’adeguamento ai protocolli covid. Ed il nodo è anche quello dei costi dei tamponi che devono essere effettuati ogni settimana per il rispetto dei protocolli. Costi insostenibili per molte realtà. Ed allora il club e per loro la LND si sono rivolti al Governo, al Premier Conte ed al Ministro Spadafora per dei nuovi ristori. Già qualcosa c’è stato per i giocatori ed i collaboratori (si tratterebbe quindi di prorogarne gli effetti) ma chiedono anche qualcosa direttamente per i club, le cui casse sono ormai quasi vuote. E la buona volontà ci sarebbe … Pare infatti previsto un nuovo decreto ristori proprio in tal senso. La crisi di Governo e le schermaglie politiche tutt’intorno stanno però facendo sì che, malgrado l’impegno a portare avanti la normativa per l’attuale situazione emergenziale, il Governo non se la senta di vararlo. Il 5 o 6 della settimana prossima è prevista una riunione della LND per decidere come e quando proseguire la stagione. Ma senza decreto ristori sarà purtroppo una decisione al buio! 

 

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