Juventus-Napoli, è arrivato il verdetto che farà discutere: 3-0 e tutti a casa?

Di Francesco Paolo Traisci. Dopo parecchia attesa, arriva il verdetto del giudice sportivo su Juventus-Napoli. 3-0 a tavolino ed un punto di penalizzazione comminati al Napoli per la mancata disputa della gara dell’Allianz Stadium. Una decisione condivisibile? La sensazione è che non finisca qui…

di Francesco Paolo Traisci

E’ arrivato il verdetto! 3-0 a tavolino ed un punto di penalizzazione comminati al Napoli per la mancata disputa della gara dell’Allianz Stadium contro la Juventus. E ciò in applicazione dell’art. 53 delle NOIF, in seguito al referto arbitrale che aveva accertato il mancato inizio dell’incontro per mancata presentazione della squadra. Fatti chiari evidenti e conseguenze scontate… A meno che si rientri in quanto previsto dal successivo art. 55, che configura il caso della mancata partecipazione alla gara per causa di forza maggiore. Quando interviene un elemento di forza maggiore infatti l’art. 53 non si applica e la gara deve essere recuperata. È quanto aveva sostenuto il Napoli forte di un fitto carteggio con le ASL Napoli 1 e 2 che, alla fine, aveva impedito la partenza della squadra alla volta di Torino.

Causa di forza maggiore?

Ed è quanto confutato dal giudice sportivo in una sentenza che sicuramente farà discutere. La mancata presentazione del Napoli per la gara di cartello all’Allianz Stadium è o meno configurabile come causata da forza maggiore? È quello che molti avevano ritenuto (molti continuano a farlo, ritenendo ingiusta la sentenza del giudice di primo grado). Non il Giudice di primo grado, che ha incentrato tutta la sua decisione sulla dimostrazione che non si tratterebbe di un caso di forza maggiore. I fatti sono noti, e la loro ricostruzione fatta dal giudice nella sentenza appare conforme a quanto abbiamo letto sino ad ora.

Il primo documento richiamato dal giudicante è la risposta della ASL Napoli 1 alla PEC della Società che annunciava la positività di due dipendenti della stessa società partenopea. Nella risposta, rilevante secondo il giudice, sarebbe la frase secondo la quale che “la responsabilità nell’attuare i protocolli previsti dalla FIGC per il contenimento dell’epidemia da COVID 19 è in capo alla Soc. Napoli e pertanto questa Azienda non ha alcuna competenza”, leggendo in questo un’accettazione da parte dell’azienda sanitaria dell’applicazione dei protocolli FIGC, con l’invito a comunicare le generalità dei positivi per poter effettuare il richiesto tracciamento.

Sempre nella ricostruzione del giudice, rilevante una seconda PEC della stessa ASL del giorno successivo, con la quale, dopo aver ricevuto i dati relativi all’indagine epidemiologica, provvedeva a formalizzare l’indicazione dei contatti stretti relativi al giocatore accertato positivo, ricordando la necessità dell’isolamento domiciliare per questi ultimi, “nel rispetto della circolare ministeriale n. 21463 del 18 giugno 2020”. Circolare che, come annota il giudice contiene anche norme specifiche relativamente alle squadre professionistiche e quindi confermerebbe l’adesione della ASL al Protocollo calcistico. Nel frattempo la ASL Napoli 2 Nord con una nota inviata al direttore sanitario del Napoli, manifestava la necessità di isolamento fiduciario domiciliare per i contatti stretti e l’impossibilità di lasciare il territorio nazionale.

Tutto compatibile con il protocollo?

Da tutto questo il giudice deduce che il comportamento delle due ASL non è in alcun modo incompatibile con l’applicazione del protocollo FIGC (che prevede l’effettuazione di tamponi alla squadra ed all’esito la possibilità per quelli non risultati negativi di scendere in campo,) tanto che questo viene richiamato anche nelle varie comunicazioni e quindi non andrebbe a confliggere in alcun modo “con la possibilità di disputare l’incontro di calcio programmato in Torino con tutte le garanzie e le misure cautelative previste dai Protocolli sanitario-sportivi”.

Ed è solo il 4 ottobre, ossia il giorno della gara, dopo ulteriori richieste di chiarimento del Napoli che, secondo la ricostruzione del giudice, avrebbe insistito ponendo il “problema specifico della sostenibilità della trasferta a Torino per disputate la gara”, la ASL Napoli 2 avrebbe ritenuto “non sussistenti le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza dei contatti stretti”, tenuto conto che i calciatori in oggetto, recandosi in trasferta a Torino, avrebbero inevitabilmente contatti con  una pluralità di terzi”. Quindi sarebbe solo con quella comunicazione che sarebbero emersi “evidenti profili di possibile incompatibilità con la mera applicazione delle regole del protocollo FIGC”, visto solo in quel momento sarebbe risultato “per la prima volta, in maniera esplicita, connesso l’isolamento domiciliare al divieto di recarsi in Torino”.

Decisione spontanea del Napoli?

Dalla ricostruzione che precede, il giudice ha quindi concluso che non ci sia stata alcuna impossibilità della prestazione (ossia recarsi a Torino e disputare la gara) per factum principis, ossia per un divieto sopraggiunto. E ciò in quanto il divieto sarebbe sopraggiunto solamente con l’ultima comunicazione della ASL Napoli 2, quella delle 14.13 del giorno della gara, mentre tutte le precedenti comunicazioni “che giungevano dalle Autorità, apparivano obiettivamente non ostativi all’applicazione del protocollo e dunque all’effettuazione della trasferta”. E quindi solo nel pomeriggio il Napoli avrebbe ricevuto il divieto di partire, quando in realtà, aveva già deciso di non partire provvedendo a disdire il viaggio aereo e rendendo impossibile la disputa della gara. Il successivo divieto di partire sarebbe irrilevante! Non ci sarebbe quindi forza maggiore perché già il Napoli aveva deciso “spontaneamente” di non giocare e per questo è stato punito!

Una ricostruzione del giudice basata sulla distinzione fra precetti e chiarimenti, nel senso che quelli che il Napoli richiedeva e riteneva dei chiarimenti, ossia spiegazioni su come interpretare degli ordini già comunicati, in realtà sarebbero stati nuovi e diversi precetti. Quindi, solo con la comunicazione del pomeriggio della partita ci sarebbe stato il nuovo ordine, quello di vietare la trasferta, cambiando il precedente che era quello di rispettare il protocollo e partire, ma ormai il Napoli aveva deciso di non partire, mettendosi da solo dalla parte del torto! Una ricostruzione condivisibile? Vedremo, la sensazione è che non finisca qui.   

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