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Indice di liquidità e controllo dei costi: in Italia si litiga, in Spagna è regola…

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Di Francesco Paolo Traisci. In Italia le società litigano per l'introduzione dell'indice di liquidità e sul controllo dei costi. Ma in Spagna, un sistema simile è stato già introdotto...

Francesco Paolo Traisci

Da noi si litiga sui nuovi criteri per l’iscrizione ai campionati, sul nuovo Fair Play, sull’introduzione dell’indice di liquidità come criterio per l’iscrizione. Sulla famosa “squad cost rule”, ossia il tetto ai costi del personale, stipendi di giocatori e allenatori, i trasferimenti e le commissioni degli agenti in funzione delle entrate del club. Una sorta di salary cap mobile, commisurato in percentuale ai ricavi del club. Ed altrove che succede?

In Spagna c'è un sistema di controllo dei costi

In Spagna, un sistema simile di controllo dei costi è stato già introdotto, fortemente voluto dal Barcellona. Si tratta di un limite alla spesa massima per la rosa che comprende varie voci: oltre alle retribuzione salariali fisse o variabili (comprensive delle relative quote di previdenza sociale) dei giocatori in rosa e di quelli ceduti a titolo temporaneo (per i quali il club contribuisce a pagare lo stipendio) e dei tecnici e quelle per l’eventuale acquisizione dei diritti di immagine, anche gli ammortamenti dei costi di acquisizione dei calciatori e gli indennizzi per la fine dei rapporti di lavoro. Si tratta, come detto, di un limite “mobile”, parametrato sui ricavi. Con le operazioni in uscita il limite si alza, con i risparmi sui costi si possono acquistare nuovi giocatori. 

E se si supera il tetto?

E se un club supera il tetto massimo ha tre strade: il patron mette mano al portafogli e immette denaro nelle casse della società; oppure vende qualche giocatore riducendo i costi della rosa o (come ha fatto il Barcellona) trova altri ricavi. I blaugrana ad esempio hanno incassato 207 milioni di euro per la cessione anticipata del 10% dei loro diritti audiovisivi dei prossimi anni e poi ulteriori 350, arrivando al 25%. Il tutto per oltre 500 milioni di euro che consentono al club di effettuare tutti gli acquisti necessari. Oppure deve sperare che le norme diventino meno stringenti, ipotesi assolutamente irreale.

La norma dell'"1 a 4"

Lo sa bene il Valencia che non può ufficializzare l’acquisto di Castillejo a meno di non decidere di usufruire della regola del “1 a 4” secondo la quale anche chi eccede il limite dei costi rosa può acquistare comunque nuovi giocatori destinando a tal fine il 25% delle nuove risorse generate tramite la cessione di alcuni giocatori o il risparmio per la risoluzione consensuale del rapporto con altri, con una norma paracadute studiata per alleviare le difficoltà delle società a seguito dei danni provocati dall’emergenza Coronavirus. In Spagna il nuovo sistema è già operativo. Da noi no, l’introduzione del nuovo sistema di controlli fortemente voluto dal Presidente FIGC Gravina è ancora bloccato da ricorsi e votazioni di blocco. Riuscirà il Presidente a imporre la sua linea per ridare sostenibilità al nostro calcio?