Il premio di preparazione: cos’è, come funziona e come si calcola

Il premio di preparazione: cos’è, come funziona e come si calcola

Di Francesco Paolo Traisci. Il premio di preparazione, quello che spetta alla società che ha formato un giocatore nel proprio settore giovanile, è sempre stato uno degli incentivi maggiori per fare calcio partendo dai giovani. Un premio importante per le società dilettantistiche, che è regolamentato da norme ben precise.

di Francesco Paolo Traisci

Calciomercato e giovani. Si sente parlare di premio di preparazione al momento dell’esordio in serie professionistiche.

Cos’è il premio di preparazione e come funziona?

Il premio di preparazione, quello che spetta alla società che ha formato un giocatore nel proprio settore giovanile, è sempre stato uno degli incentivi maggiori per fare calcio partendo dai giovani. Un premio importante per le società dilettantistiche che curano i propri settori giovanili e per le scuole calcio che valorizzano i propri prodotti. Del denaro con il fine dichiarato di supportare ed incentivare la formazione di giovani calciatori e premiare le società dilettantistiche che prestano particolare cura al proprio vivaio. Un riconoscimento economico che spetta al momento del primo tesseramento del giovane fra i grandi, facendolo passare da semplice giovane e quindi inserito nel settore giovanile con vincolo annuale a “giovane di serie” se tesserato per la prima squadra da un club professionista o “giovane dilettante” o “non professionista” in caso di tesseramento per squadre di campionati non professionisti. Ma di recente le regole sono cambiate, dal momento in cui il Consiglio Federale, nella riunione del 30 maggio 2019, ha introdotto, tra le altre cose, una ulteriore modifica dell’articolo 96 delle NOIF che disciplina appunto questo premio dopo quelle avvenute nel recente passato.

Le categorie di giovani

Parlando di tesseramento per la prima volta come “giovane di serie”, di “giovane dilettante” e “non professionista”, del “giovane”, il suddetto articolo fa infatti riferimento a 4 distinte categorie di calciatori: sono qualificati ai sensi dell’art. 31 delle NOIF, infatti, “giovani” tutti i calciatori dagli 8 anni fino a che non abbiano compiuto il 16 anno di età al 1°gennaio dell’anno in cui ha inizio la stagione sportiva, con la specifica che essi possono essere tesserati per società associate nelle Leghe ovvero per società che svolgono attività esclusiva nel Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica e nella Divisione Calcio Femminile e che sono vincolati alla società per la quale sono tesserati per la sola durata della stagione sportiva, al termine della quale sono liberi di diritto.

Il successivo art. 32 prevede poi che “a partire dal compimento dei 14 anni, i calciatori “giovani” se vengono tesserati da una società appartenente a Leghe professionistiche saranno inquadrati come “giovani di serie” altrimenti se vengono tesserati da una società dilettantistica assumeranno la qualifica di “giovani dilettanti” fino al raggiungimento dei 18 anni di età, quando saranno definiti “dilettanti” o, meglio, “non professionisti”. Le categorie non sono quindi solo dipendenti dalla fascia di età ma dalla durata del vincolo che il giovane sottoscrive con la società. Se dopo il compimento del 14 anno di età, età a partire dalla quale il giovane può venire tesserato con vincolo pluriennale, il ragazzo firma con una società dilettantistica diventerà giovane dilettante; se invece ne sottoscrive uno con una società professionistica diventerà un “giovane di serie” (pur rimanendo un non professionista fino all’eventuale sottoscrizione di un contratto da professionista, comunque a partire dal 16 anno). Proprio a questo passaggio, ossia da vincolo annuale a pluriennale, che sancisce il passaggio dal calcio giovanile a quello dei grandi, fa riferimento la norma sul premio formazione, innestandosi proprio in questo momento il meccanismo del premio di preparazione. Fatte queste opportune premesse, vediamo le modifiche alla sua disciplina. 

No alle società delle due prime leghe Professionistiche sì alla LegaPro (con delle specifiche però)

È stato in particolare modificato il comma 1 che ora recita: “Le società che richiedono per la prima volta il tesseramento come “giovane di serie”, “giovane dilettante” o “non professionista” di calciatori/calciatrici che nella/e precedente/i stagione/i sportiva/e siano stati tesserati come “giovani”, con vincolo annuale, per società della Lega Nazionale Dilettanti e della Lega Pro, sono tenute a versare alla o alle Società per le quali il calciatore/calciatrice è stato precedentemente tesserato un “premio di preparazione” sulla base di un parametro – raddoppiato in caso di tesseramento per società delle Leghe Professionistiche – aggiornato al termine di ogni stagione sportiva in base agli indici ISTAT per il costo della vita, salvo diverse determinazioni del Consiglio Federale e per i coefficienti indicati nella specifica tabella al comma 5 del presente articolo”. La modifica in questo caso consiste nell’inserimento dell’inciso “per società della LND e della Lega Pro”; quindi niente premio per le società delle due maggiori Leghe professionistiche.

Cosa in realtà già specificata nel prosieguo della norma, laddove si precisava già in precedenza e tuttora si specifica che “le società della Lega Nazionale Professionisti Serie A e della Lega Nazionale Professionisti Serie B non hanno diritto al premio di preparazione, fatto salvo il caso in cui la richiesta riguardi società appartenenti alla stessa Lega”. In questo caso quindi la modifica riguarda l’inserimento di una specifica relativa alle società di Lega Pro che ora “hanno diritto al “premio di preparazione” nel caso di primo tesseramento quale “giovane di serie”, da parte di società delle leghe professionistiche di propri calciatori che nella/e precedente/i stagione/i sportiva/e siano stati tesserati con vincolo annuale”. Quindi niente premio nemmeno per le società di LegaPro quando il giocatore ha un primo tesseramento in una squadra non professionistica.La stessa regola vale poi per le società di Calcio Femminile che “non hanno diritto al premio qualora siano associate alla Lega Nazionale Professionisti Serie A e alla Lega Nazionale Professionisti Serie B o siano controllate da società associate alla LNPA o alla LNPB, fatto salvo il caso in cui la richiesta riguardi società riferibili, in virtù di quanto sopra, alla stessa Lega”.

No alle scuole calcio

Fra i cambiamenti della norma quindi vi è quello che ribadisce che solo le società iscritte alla LND o alla LegaPro (con le riserve sopra enunciate) hanno diritto al premio. Ciò che quindi elimina dai beneficiari le scuole calcio che svolgono solo attività giovanile a livello di Settore Giovanile e Scolastico. Al contrario, fino all’ introduzione della nuova norma, la scuola calcio che aveva formato il calciatore aveva diritto a beneficiare del premio quando il giovane si trasferiva dalla stessa ad un club professionistico o dilettantistico. Non si tratta di una modifica da poco! Da ora in poi le scuole calcio, se vorranno continuare ad usufruire del premio di preparazione FIGC, dovranno avere necessariamente una squadra Juniores ovvero una squadra iscritta in un campionato della LND!

È cambiata la durata della formazione ed il numero di squadre che possono chiederlo

E’ cambiato anche il secondo comma, di modo che ora vengono prese in considerazione le ultime tre Società della Lega Nazionale Dilettanti e della Lega Pro titolari del vincolo annuale nell’arco degli ultimi cinque anni, per ognuno dei quali è stabilita una quota corrispondente ad un quinto dell’intero “premio di preparazione”, mentre in precedenza le società che potevano chiedere il premio erano 2 ed il periodo di formazione preso in considerazione era relativo agli ultimi tre anni di tesseramento.  Una maggiore spalmatura del premio stesso, atteso che “alle Società richiedenti, aventi diritto, verrà riconosciuto il “premio di preparazione” per la/e quota/e annuale/i corrispondente/i ad ogni stagione sportiva di tesseramento come “giovane” del calciatore per il quale è maturato il “premio”. Ed è quindi evidente che nel caso di unica società titolare del vincolo annuale, alla stessa competerà il premio per intero. Ed è importante che il vincolo del calciatore duri almeno per una intera stagione, altrimenti niente premio.

Il premio deve però essere richiesto

E ciò entro la stagione sportiva successiva a quella in cui è maturato, ossia in cui è avvenuto il tesseramento fra i grandi. La regola specifica poi che le società possono mettersi d’accordo sull’entità e le modalità di corresponsione del premio ed, eventualmente, la società titolare del diritto può rinunciarvi. L’eventuale transazione o rinuncia deve poi essere formalizzata con una lettera liberatoria su carta intestata della società ed avere il visto di autenticità apposto dal Comitato competente, provinciale o regionale, presso il quale deve essere depositato l’originale. Ciò ai fini della eventuale controversia in cui solo in presenza di questi requisiti formali, la liberatoria potrà essere presa in considerazione.

Qualora manchi l’accordo, la società, che ha contribuito alla formazione del calciatore deve quindi richiedere formalmente, la parte di propria spettanza, entro i termini sopra indicati e, in caso di mancata corresponsione, può far ricorso alla apposita Commissione Premi di Preparazione, nei modi e con le tempistiche previste dallo stesso art. 96. In caso di decisione contraria il club può agire, come secondo ed ultimo grado di giudizio, dinnanzi al Tribunale Federale sez. Vertenze Economiche e, qualora il ricorso, questa volta, venga accolto, la società inadempiente sarà tenuta al pagamento (oltre al premio stesso) di una penale, che può arrivare fino alla metà del premio non corrisposto, da devolversi alla FIGC. La società condannata al pagamento del premio, avrà poi tempo 30 giorni dal Comunicato Ufficiale per adempiere altrimenti verrà ulteriormente deferita e subirà ulteriori sanzioni.

Il quantum

Il quantum del premio, però, non può essere deciso in base al singolo caso o alla singola fattispecie bensì deve essere definito in base ai parametri imposti dalle tabelle dei premi di preparazione che vengono aggiornate ogni anno al termine della stagione sportiva in base agli indici ISTAT per il costo della vita. Rispetto alla precedente versione, poi, la tabella di quella nuova ha solo cambiato collocazione rimanendo invariata nelle proporzioni e nei criteri. In particolare il premio viene calcolato in base al campionato in cui milita la società di tesseramento ed alle annualità in cui il giocatore si è formato in ciascuna società. 

Da non confondere con il premio di addestramento

Ma esistono anche altri incentivi per le società dilettantistiche, come ad esempio il premio di addestramento e formazione tecnica. Si tratta di un ulteriore premio per le società dilettantistiche che deve essere corrisposto in seguito alla stipula da parte del calciatore “non professionista” del primo contratto da “professionista”, dalla società che ne acquisisce il diritto alle prestazioni alla società dilettantistica, per la quale era tesserato il calciatore ai sensi dell’art. 96 delle NOIF. L’entità massima del premio è fissata in base ad una tabella, ma può essere ridotto con accordo scritto tra le due società che deve essere inviato per conoscenza alla Commissione Premi entro novanta giorni dalla sottoscrizione. Attenzione però! Le norme specificano che il premio non spetta qualora il calciatore, al momento della sottoscrizione del primo contratto da professionista, non sia più tesserato per la società dilettantistica.

Un ulteriore premio poi è quello previsto dall’art. 99 bis e chiamato premio alla carriera e che spetta alle società della L.N.D. e/o di puro Settore Giovanile quando il calciatore disputa, partecipandovi effettivamente, la sua prima gara nel Campionato di serie A; ovvero quando un calciatore disputa, partecipandovi effettivamente con lo status di professionista, la sua prima gara ufficiale nella Nazionale A o nella Under 21. In questi casi è riconosciuto un compenso forfettario pari a Euro 18.000,00 per ogni anno di formazione impartita a un calciatore da esse precedentemente tesserato come “giovane” o “giovane dilettante”. Purché sia stato tesserato per società della L.N.D. e/o di puro Settore Giovanile almeno per la stagione sportiva iniziata nell’anno in cui ha compiuto 12 anni di età o successive, deve essere corrisposto dalla società titolare del tesseramento al momento in cui si verifica l’evento o, in caso di calciatore trasferito a titolo temporaneo, dalla società titolare dell’originario rapporto col calciatore. Tale compenso deve essere corrisposto alle stesse entro la fine della stagione sportiva in cui si è verificato l’evento. Nel caso la società dilettantistica o di puro Settore Giovanile abbia già percepito, in precedenza, da una società professionistica, il “premio di preparazione” (art. 96 N.O.I.F.) o il “premio di addestramento e formazione tecnica” (art. 99 N.O.I.F.) ovvero l’importo derivante da un trasferimento (art. 100 N.O.I.F.), tale somma sarà detratta dall’eventuale compenso spettante. L’importo del premio è certificato dalla Commissione Premi, di cui all’art. 96 delle NOIF, su richiesta della società interessata. Il pagamento del premio avviene per il tramite della Lega cui è associata la società obbligata. Le controversie in ordine al pagamento del “premio alla carriera” sono devolute al Tribunale federale a livello nazionale – sezione vertenze economiche.Tutti premi che potrebbero permettere ad una società dilettantistica di lavorare bene per la formazione dei giovani e dei nuovi futuri campioni.  L’importante è conoscerne l’esistenza ed i meccanismi, perché potrebbero dare una grande mano ai bilanci delle società.

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