Il nuovo Codice di Giustizia targato FIGC: cosa cambia? E perchè alle Leghe di A e B non piace?

Il nuovo Codice di Giustizia targato FIGC: cosa cambia? E perchè alle Leghe di A e B non piace?

Di Francesco Paolo Traisci. Dopo le iniziali perplessità, il Consiglio Federale, l’organo di vertice del nostro calcio, ha approvato il nuovo Codice di Giustizia federale, predisposto dall’avv. Viglione. Un’approvazione a maggioranza, per l’opposizione più o meno aperta delle due principali Leghe, quella di A e quella di B…

di Francesco Paolo Traisci

Dopo le iniziali perplessità, il Consiglio Federale, l’organo di vertice del nostro calcio, ha approvato il nuovo Codice di Giustizia federale, predisposto dall’avv. Viglione. Un’approvazione a maggioranza, per l’opposizione più o meno aperta delle due principali Leghe, quella di A e quella di B. In particolare, se il rappresentante di quest’ultima Lega, il suo presidente Balata, si è astenuto e lo stesso hanno fatto due dei 3 rappresentanti della Lega A, il Presidente Miccichè e l’A.D dell’Inter Marotta, apertamente contrario è stato il voto di Claudio Lotito, patron di Lazio e Salernitana. Adesso, per la sua entrata in vigore, la procedura prevede il passaggio per l’approvazione della Giunta CONI, che come preannunciato dal Presidente Gravina potrà avvenire nella prossima riunione già fissata per l’11 giugno prossimo.

Non soddisfatta però la Lega di A che, come ha accennato lo stesso Gravina, “ha voluto la possibilità di organizzare un consiglio di amministrazione lunedì, riservandosi di farci arrivare qualche osservazione”. A che scopo, se il testo è già stato approvato? Morbido però l’approccio del Presidente: “se non smontano la struttura e possono essere utili, le valuteremo”. In realtà il testo è quello approvato da parte del Consiglio e quindi, salvo qualche piccolo ritocco (che non si vede però come non possa richiedere una nuova approvazione da parte del Consiglio), il testo sarà inviato al CONI, così come è.

Quali sono le novità del Codice?

Dalla scheda riassuntiva pubblicata sito ufficiale della stessa Federazione, il nuovo codice sarebbe diviso in due parti: una parte dedicata al diritto sostanziale, ossia alle regole ed ai comportamenti che realizzano un illecito sportivo. La seconda al diritto processuale con le procedure e le tempistiche.

Per quanto riguarda la prima, siamo stati facili profeti nell’individuare nel meccanismo della responsabilità oggettiva, così com’era disegnato nel precedente codice, il nodo vero da riformare. E così è stato. Troppo severo era considerato quel meccanismo, troppo penalizzante per i club, costretti a subire sanzioni per i comportamenti dei propri tifosi, anche quando non avevano potuto evitarli. Ed ecco allora che nella nuova versione, la responsabilità oggettiva scompare, dando ai club la possibilità di scagionarsi, del tutto o in parte, dimostrando di avere adottato ogni cautela per evitare le intemperanze dei propri tifosi. Il nuovo art. 7 rubricato come “Scriminante o attenuante della responsabilità della società”, afferma infatti che “al fine di escludere o attenuare la responsabilità della società di cui all’art. 6, così come anche prevista e richiamata nel Codice, il giudice valuta la adozione, l’idoneità, l’efficacia e l’effettivo funzionamento del modello di organizzazione, gestione e controllo di cui all’art. 7, comma 5 dello Statuto”. Il successivo art. 29 completa il tutto, con l’introduzione di una attenuante a favore della società per comportamenti violenti o discriminatori dei sostenitori, nel caso in cui la società abbia cooperato con le forze dell’ordine nella individuazione dei soggetti responsabili, anche mediante l’utilizzo a proprie spese di tecnologie di video-sorveglianza.

Per Giancarlo Viglione, padre del nuovo codice, la novità è storica: “se la società dimostrerà di aver fatto tutte le cose per bene nel suo modello di organizzazione, gestione e controllo approvato dalla FIGC, la sua responsabilità potrà essere esclusa anche totalmente”. In compenso c’è stato un giro di vite per i responsabili dei comportamenti violenti e irriguardosi verso gli arbitri, con gli art. 35 e 36 in cui si assiste ad un riordino ed alla  della disciplina dei fatti violenti e condotta irriguardosa nei confronti degli arbitri. Bisogna infatti ricordare come a più riprese era stata denunciata la non organicità della disciplina relativa agli ufficiali di gara, essendo inserita in più articoli del codice lontani fra loro. La scelta è stata dettata dalla necessità di rendere organica e omogenea tale disciplina. Inoltre è stato inserito, anche aderendo alla unanime giurisprudenza sportiva che nel frattempo si era consolidata, “lo sputo” tra le condotte violente.

La riforma della procedura, dei termini e degli organi

Per quanto riguarda la procedura, il nuovo codice prevede tempi più rapidi, certezza nei termini e maggiore garantismo per gli indagati, a correzione di quelle problematiche che si erano presentate nell’applicazione del precedente. Una giustizia veloce ma meno sommaria e meglio coordinata con quella ordinaria. Uno strumento per “una giustizia veloce, efficiente, con la G maiuscola, moderno e al passo con i tempi”, l’ha presentato il Presidente Gravina. Tutto molto interessante, ed a quanto pare in linea con le richieste di aggiornamento del sistema di giustizia sportiva necessarie per affrontare in modo più efficace i punti critici che man mano erano emersi.

Ma allora quali sarebbero i punti di aperto conflitto che hanno portato all’astensione delle due Leghe principali (ed al voto contrario di Lotito)?

Premesso che i motivi di astensione delle due Leghe non sono stati spiegati, o meglio questa è stata spiegata con la richiesta di alcuni ritocchi che conosceremo dopo il Consiglio di Amministrazione di lunedì, l’unica vera voce che ha motivato il proprio è quella di uno dei Consiglieri in quota serie A, Claudio Lotito, dichiaratosi apertamente contro la formulazione dell’art. 142, che detta una norma transitoria per il rinnovo delle cariche della giustizia federale. Particolarmente inviso sarebbe il comma 4 in cui si afferma che “con l’entrata in vigore del presente Codice gli organi del sistema della giustizia sportiva permangono nello stesso ruolo e con le medesime cariche”. Sarebbe quindi tutto in regola: cambiano le regole, ma gli uomini rimangono, fino a nuova disposizione.

Sennonché la stessa norma contiene una deroga per quegli organi che il nuovo codice ha “riorganizzato”. E fra questi, il principale è la Corte Federale di Appello, per la quale il nuovo codice prevedrebbe una riorganizzazione, con la distinzione netta fra sezioni e ruoli “consultivi” e sezioni e ruoli “giudicanti”. E ciò porterebbe ad una sostituzione immediata di tutti i suoi componenti, essendo stato disposto esplicitamente che: “Il Presidente, i Presidenti di sezione, i componenti delle sezioni giudicanti nonché componenti della sezione consultiva decadono dall’incarico all’atto della approvazione del Codice e permangono nelle funzioni sino alle nuove nomine adottate dal Consiglio federale”.

Una norma scritta male, avrebbe affermato il Presidente della Lazio (e della Salernitana), a motivazione del suo voto contrario. In realtà qualcuno ne avrebbe fatto una questione di nomi e di affezione dello stesso Lotito ai vertici della Corte Federale. Vertici che, al contrario, il resto del sistema di governo del calcio ha deciso di sostituire per alcune recenti vicende particolarmente ingarbugliate. Si volta pagina, “oggi è il giorno della liberazione, il 25 aprile del calcio” ha affermato il Presidente di LegaPro Francesco Ghirelli, aggiungendo poi: “è la fine di un’epoca, quando qualcuno diceva ‘a Fra ce penso io’, e sa bene a chi si riferisce…”.

Che sia solo una questione di nomi e di persone? Che tutta la battaglia sia fatta per sostituire o per difendere la carica di alcuni alti esponenti della giustizia sportiva? O le due principali Leghe non si sentono messe da parte dal processo decisionale? Alla prima ipotesi non vogliamo credere, anche se molti sostengono sia così. La seconda sarebbe però più grave perché vorrebbe dire che l’apparente armonia nella governance calcistica potrebbe essersi incrinata. Speriamo di no. 

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