Il gioco si fa serio… Le prospettive degli eSports e la nascita dei calciatori virtuali

Di Francesco Paolo Traisci. La FIFA esplora i nuovi orizzonti annunciando una partnership con la EA e presentando FIFAe, un universo di tornei competitivi relativi a FIFA 21. La FIFA. La federazione internazionale è così entrata ufficialmente nel mondo degli Esports, creando al proprio interno una divisione ad essi dedicata.

di Francesco Paolo Traisci

Calcio e tecnologia… La FIFA esplora i nuovi orizzonti annunciando una partnership con la EA, la casa di software che ha sviluppato il più noto videogioco di calcio proprio con il marchio della FIFA, arrivato all’edizione 2021 lanciata in questi giorni sul mercato. Insieme hanno presentato ufficialmente FIFAe, un universo di tornei competitivi proprio relativi a EA SPORTS FIFA 21, con un montepremi totale da 4,35 milioni di dollari. L’organo di governo mondiale del pallone è così entrato ufficialmente nel mondo degli eSports, creando al proprio interno una divisione ad essi dedicata.  Una nuova tappa nel progetto FIFA 2.0 per coinvolgere i giovani nel calcio. Non solo in quello giocato… Ed il calcio va dietro alle mode, scoprendo il potere mediatico, non solo del gioco ma anche di tutto il contorno. Dei giocatori e del loro coinvolgimento.

Come funziona l’eCalcio?

L’eCalcio ha fatto negli ultimi anni passi da gigante, con professionisti e campionati ufficiali paralleli a quelli giocati sui prati erbosi. Vere e proprie squadre ufficiali all’interno dei club di calcio giocato. Campionati nazionali per club e campionati europei con selezioni di leghe nazionali. E già da qualche anno, il mondo del calcio dopo essersi a lungo limitato a riscuotere le royalties derivanti dalla concessione delle licenze per i giochi ed a ricevere proventi di sponsorizzazioni a squadre di club o federazioni (chi non ha visto il marchio EA sulle maniche degli arbitri di Premier League, che tanto li fa assomigliare a quelli del gioco virtuale?), si è attrezzato per partecipare attivamente. Le squadre del calcio professionistico si sono mosse in due modi: hanno ingaggiato i migliori giocatori professionisti già in attività, nella maggior parte teenager, oppure acquistato intere squadre professionistiche inserendole all’interno della propria Polisportiva (modello usato in Germania). Il tutto al fine di formare team di almeno 2 o 3 gamers ed un direttore del Team.

Tanti tornei e un ricco montepremi

Fatto sta che già da qualche anno si è creato un mondo dei campionati ufficiali paralleli a quelli giocati con la palla di cuoio, accanto a quello di tanti privati, tanti ragazzi, che giocano ciascuno da casa propria. E la FIFA vuole mettere insieme questi vari mondi, mettendo il proprio imprinting su questa che appare come una vera e propria rivoluzione: “In tempi di accelerazione digitale, vediamo un forte spostamento nei consumi dei media, nei valori sociali e nelle narrative dell’entertainment. Per coinvolgere ulteriormente la prossima generazione del calcio, dobbiamo farci avanti adesso», spiega Christian Volk, direttore dell’eFootball e del Gaming presso la FIFA. Per fare ciò l’organismo di governo mondiale del calcio ha deciso di mettere ordine e di organizzare una stagione ufficiale con tornei su tre diversi piani: individuali, per club e per nazioni. Tre percorsi separati, con ognuno di essi che condurrà alla cima del rispettivo evento FIFA. Ricco il montepremi: la FIFAe World Cup e la FIFAe Nations Series prevedono entrambe un montepremi da 500 mila dollari, con FIFAe Club Series che metterà altri 350 mila dollari in palio. Altri 3 milioni di dollari in premi saranno distribuiti da EA nel corso delle qualificazioni, dei Regional Playoffs, della eChampions League e della CONMEBOL eLibertadores nel percorso previsto dalle EA SPORTS FIFA 21 Global Series.

Calcio virtuale, guadagni reali

Si perché parliamo anche di un enorme potere mediatico, con la diffusione di partite virtuali sui social che diventano virali non tanto per la qualità del gioco espresso quanto piuttosto per tutto il contorno, come le reazioni inconsulte dei giocatori o dei loro approcci alla gara vera e propria, con un sicuro ritorno di immagine per tutto il movimento calcistico.  Ed allora l’inquadramento dell’attività sotto il cappello della FIFA rappresenta la volontà di andare a proporsi ad una fascia di età che difficilmente va allo stadio e che guarda poco la TV, ma che è maestra nell’utilizzazione di forme diverse di comunicazione. L’apertura verso una audience di appassionati che sarebbero così in grado di competere ad armi pari con idoli. Idoli che non sono campioni inarrivabili ma adolescenti come loro, molto mediatici e sempre disponibili sui social e sulle chat online. Il futuro appare uno scenario in cui calcio giocato ed e-sport si fondono in un nuovo intrattenimento globale, composto da sport tradizionale, giochi elettronici competitivi, scommesse, guadagni, televisione, internet, pubblicità e sponsor. Con l’uso di nuove piattaforme per generare nuovi contenuti destinati a coinvolgere i tifosi, penetrando in community che possono contare centinaia di migliaia di partecipanti tutti a portata di click sui social, ma anche sponsor e capitali nuovi. Un futuro fatto di gioco virtuale sì, ma incassi reali…

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